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APPENNINI: Camaldoli tra monaci e partigiani

Data: 
Domenica 15 aprile 2018

Tra il 1024  e il 1026 Romualdo, pellegrino sugli Appennini  proveniente da Ravenna, dove era Abate dell’ abbazia di Sant’Apollinare in classe, fondò nel Casentino un piccolo eremo composto da sei celle, su un terreno donatogli dal Vescovo di Arezzo e che precedentemente era stato di proprietà del conte  Maldolo (Campus Maldoli).

Nacque così la Congregazione camaldolese che, nell’ ambito della Regola di Benedetto da Norcia, contemperò la tradizione eremitica e quella comunitaria.

Nei secoli la Congregazione camaldolese  fu aperta alla cultura letteraria e scientifica ed ebbe anche una notevole espansione in tutta Europa.

Solo in Umbria si contano almeno 20 testimonianze e resti di insediamenti camaldolesi (di cui due a Perugia: San Severo e Santissima Trinità della Pallotta).

Negli anni 1943-1945 la serena e distaccata vita dei monaci fu scossa da una serie di eventi legati al passaggio del Fronte in Appennino (Linea gotica) e alla lotta partigiana: così i monaci  dopo l’ 8 settembre accolsero nella Foresteria undici  generali inglesi  e ne garantirono la fuga (10.9.- 4.10.1943), ospitarono sfollati e partigiani (pur in presenza di truppe tedesche guidate dal maresciallo  Kesserling  che ispezionò  il Cenobio) e furono testimoni indiretti dell’ eccidio di Moggiona avvenuto il 7.9.1944.

Dal 18.7 al 23.7.1943  la Foresteria ospitò poi una riunione clandestina di cattolici antifascisti (tra cui Moro, La Pira, Andreotti), camuffata da ritiro spirituale, in cui si misero le basi della dottrina sociale cattolica antifascista, che confluì assieme alle posizioni comuniste e socialiste nella Costituzione: Il Codice di Camaldoli.

Ritrovo e partenza:       Perugia parcheggio Borgonovo lato Centova alle ore 07.30

Percorso in autobus:  Perugia - Arezzo - Eremo di Camaldoli con sosta per la colazione.

Percorso   a piedi:

Dopo la visita all’Eremo (m. 1103) [Porta speciosa, la chiesa ricostruita nel 1693 in stile rococcò dopo un incendio, la Cella di San Romualdo, le Celle dei monaci ma solo dal cancello], ci avvieremo a piedi all’Archicenobio percorrendo un sentiero immerso in una delle più belle foreste d'Europa.

All’Archicenobio  ( m.813) dove arriveremo attorno alle 13 ci fermeremo per la visita [ Chiesa, Farmacia, Chiostri] e per mangiare (pranzo al sacco oppure gustare la tipica ciaccia al bar).

Alle 14.30 ripartiremo seguendo il Sentiero nr. 72 che ci condurrà al castagno Miraglia, l'albero alto 19 metri e largo 4,2 alla base, ha un'età stimata tra i 300 e i 500 anni ed è solcato da una spaccatura verticale .

Percorreremo poi il Sentiero dei tedeschi, realizzato durante la seconda guerra mondiale come via di comunicazione in un punto nevralgico della linea gotica .

Giunti alla Maestà di Cerreta (m. 903) raggiungeremo poi il piccolo abitato di Moggiona (m.698) dove il 7 settembre 1944  fu commesso un tremendo crimine contro l’umanità. Diciotto civili, assolutamente incolpevoli, tra cui bambini, donne, e anziani furono barbaramente trucidati dai nazi-fascisti. Erano i membri di famiglie che i soldati tedeschi avevano trattenuto in paese per svolgere a loro favore varie mansioni: preparare pranzi, lavare panni, cucire. Come conclude l’indagine portata avanti dagli Inglesi subito dopo l’eccidio:“Non c’era assolutamente motivo per questo crimine, né con la solita scusa che i partigiani operavano in questa area, né che un soldato tedesco era stato assassinato”. E nei giorni precedenti e successivi alla strage alcune ragazze di Moggiona furono ripetutamente violentate dalle soldataglie tedesche. Quella sera del 7 settembre 1944 ai tedeschi in ritirata, che si apprestavano a far saltare i ponti, si unirono fascisti repubblichini appena giunti in paese e tutti insieme pianificarono e misero in atto l’eccidio. 

I soldati Inglesi, giunti a Moggiona venti giorni dopo la strage, scattarono foto, girarono video e raccolsero testimonianze dirette del massacro.

Nel piccolo paese  la memoria dei fatti è raccolta nella Mostra Permanente sulla Guerra e la Resistenza in Casentino.

Interessepaesaggistico e storico-artistico.

Difficoltà: abbastanza semplice, senza tratti scoscesi. Il percorso  si sviluppa prevalentemente su sentieri ampi e su strade forestali o militari.

Lunghezza: 10 Km

Durata: 4 h + soste

Dislivello massimo : in  salita 400 m, in discesa 800 m

Costi:  Il costo dell’ autobus diviso tra i partecipanti ( tra i 13 e i 16 euro)

Abbigliamentoobbligatori scarponi da trekking, bastoncini, giacca a vento e ricambio da lasciare in autobus

Ritorno: arrivo a Perugia ore 20 circa

 

 

Un eventuale annullamento per maltempo o qualsiasi altra causa, verrà comunicato  entro sabato14 aprile, quindi gli iscritti all'iniziativa sono invitati a controllare fra venerdì 13 aprile e sabato 14 la loro posta elettronica, oppure di consultare il sito di Naturavventura. Quindi in mancanza di comunicazioni l'escursione risulta confermata e si svolgerà regolarmente come dal presente programma.

 

 

L’escursione è riservata esclusivamente ai soci in regola con il pagamento della quota sociale per l’anno in corso.

Prenotazioni:


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