Skip to main content

VISITA AL MUSEO BEATO BENEDETTO XI A PERUGIA

Data: 
Mercoledì 29 gennaio 2020

La sacrestia della chiesa di San Domenico a Perugia è stata per secoli custode di uno straordinario tesoro tessile di epoca medievale: il parato liturgico di Benedetto XI, il pontefice morto a Perugia nel 1304 e sepolto per sua espressa volontà testamentaria proprio nella antica basilica dell’ordine dei predicatori perugino.

Sconosciuto ai più, questo tesoro si svela in tutto il suo splendore ai visitatori della basilica di San Domenico grazie al nuovo Museo Beato Benedetto XI, di recente creato per ospitare i preziosi cimeli papali e altre memorie domenicane nel cosiddetto Salone del Vestito adiacente alla sacrestia.

 

Il paramento del Pontefice è molto particolare ed è strettamente legato con l'Oriente. Il legame è stato individuato nelle modalità di realizzazione: una tipologia di tessuti realizzati in Cina nel periodo Sung per la cerimonia del tè e con la tessitura dei "panni tartarici". Un collegamento, quindi, con i viaggi di Marco Polo e prima ancora di fra' Giovanni da Pian di Carpine (dalla vicina Magione) e i traffici con Venezia. In quella epoca, infatti, gli storici della tessitura inquadrano l’inizio della produzione veneziana proprio dei “panni tartarici”. I panni utilizzati per creare il paramento di Benedetto XI, secondo Tiziana Biganti della Soprintendenza di Perugia, sarebbero gli stessi donati dagli ambasciatori mongoli, o tartari, a Bonfacio VIII, predecessore del papa domenicano.

Niccolò Bocassini, nato a Treviso nel 1240, entrò giovanissimo nell’ordine domenicano. Fu eletto Papa il 22 ottobre del 1303 e si rifugiò a Perugia dopo i moti romani sobillati dalla famiglia Colonna. Nel capoluogo umbro morì improvvisamente il 7 luglio del 1304. La leggenda dice avvelenato con i fichi e “l’acquetta di Perugia”. Più probabilmente per indigestione.

Il raffinatissimo monumento funebre che custodisce le sue ossa si ispira a quello del cardinale Guglielmo de Braye realizzato da Arnolfo di Cambio e conservato nella chiesa di San Domenico ad Orvieto, ma l’attribuizione è incerta. Il Vasari ci vede la mano di Giovanni Pisano, mentre recentemente si pensa che sia un’opera di maestranze locali che lavoravano sotto l’influenza dell’arte toscana.

 

 

L’occasione dell’apertura del museo ha reso possibile anche il restauro degli affreschi staccati di Cola Petruccioli (Orvieto 1360 ca – Perugia 1401), forse un ciclo dedicato alla Vergine Maria, che decoravano la Basilica di San Domenico nel suo assetto tardo-medievale. Gli affreschi superstiti, un fascione con il ritratto del pittore e un particolare di una colonna che richiama il monumento funebre di Benedetto XI, erano già stati staccati anni addietro e messi su tela con apposito telaio durante il restauro della vetrata. Gli affreschi, una volta restaurato anche il telaio, possono essere ammirati presso il museo.

 

 

Appuntamento: ore 16.00 precise davanti alla chiesa di San Domenico a Perugia, Piazza Giordano Bruno. Il programma comprende la visita al museo e alla Chiesa di San Domenico. Saremo accompagnati dalla nostra socia dott.ssa Tiziana Biganti.

Durata: ca 2 ore

Ingresso: a offerta

L'iniziativa è riservata ai soci in regola con il pagamento della quota annuale

Prenotazioni:


Per leggere i dettagli di questo campo, devi risultare iscritto all'associazione: se lo sei clicca qui:
Accedi.
In caso contrario Iscriviti o Rinnova
Pubblicato su