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Elephas Antiquus - Cunicolo Etrusco – Cascatelle - Grotta di Bracherosce - Antico Mulino – La Cascata della Ferriera
Ancora una prima di NaturAvventura in Etruria, con una passeggiata primaverile adatta a tutti.
Castel Cellesi è un piccolo borgo di 150 anime, frazione del Comune di Bagnoregio dal 1928 in provincia di Viterbo. La storia del borgo ha inizio nella metà del '600 quando il Conte Girolamo Cellesi decise di edificarvi un suo feudo. Non vi è nessun castello come il nome potrebbe far pensare, ma la conformazione del borgo ne ricorda la forma.
Itinerario a piedi (percorso ad anello):
Si parcheggia in Piazza della Repubblica e dopo una breve visita al borgo si scende sulla sinistra per il sentiero tra campi coltivati e vecchie querce sempre per comoda carrareccia sino raggiungere dopo circa 45 minuti di cammino ad una struttura in legno: questa racchiude, e visiteremo, al suo interno le ossa degli elefanti preistorici che abitarono le terre emerse d'Italia fino all'ultima glaciazione e che si estinsero in coincidenza con la crescita demografica dell'uomo. Si tratta di importanti resti fossili di Elephas Antiquus (o Paleoloxodon antiquus), un elefante preistorico vissuto circa 400.000-500.000 anni fa: i reperti, tra cui parti di mandibola e denti di grandi dimensioni, sono stati rinvenuti nei tufi vulcanici e sono oggetti di scavi e studi, con prospettive di musealizzazione in loco a cura della Associazione Archeologica Castel Cellesi che gestisce il sito.
Di fronte al cimitero degli elefanti si segue il cartello Cunicolo Etrusco: si tratta di una delle tante opere di ingegneria idraulica che resero gli etruschi celebri nell'Italia arcaica; ci inoltreremo per un breve tratto.
Si riprende la carrareccia e sempre con agevole cammino si percorre tutta la valle sino a giungere alla zona denominate “Le Cascatelle” ove le acque dello slargo Rio Celle precipitano per alcuni metri nel Fosso dei Mulini: dalla confluenza nasce il Rio Chiaro. Tutta la zona era contrassegnata dalla presenza di mulini.
Consumato il pranzo a sacco si torna indietro sino ad un primo cartello che ci indica sulla destra la Grotta di Bracherosce. Si attraversa un campo arato e si arriva al cospetto della grotta che si affaccia sul torrente Fosso dei Mulini. La grotta è abbastanza grande, semi franata in più punti e con due piccole stanze sulla destra. Ottenuta dall'azione umana lavorando la friabile terra di pozzolana e arenaria è stata teatro della leggenda che voleva che vi si nascondesse il famoso "in questa zona" Brigante di Bracherosce. Personaggio anonimo e ricordato per il suo soprannome, faceva parte di un mondo oramai scomparso alla fine dell'800 costituito di piccoli criminali, lontani dall'attività politica, come i briganti del sud Italia, ma dediti invece alle rapine e ai sequestri, loro vittime erano i borghesi benestanti e i ricchi latifondisti; perseguitati dopo l'unificazione d'Italia ebbero vita breve finendo imprigionati e morendo nelle patrie galere.
Ritornati sulla carrareccia poco dopo svoltiamo per scendere al cospetto della grande e articolata struttura dei Mulini. In grave stato di abbandono mantiene un fascino oscuro all’interno del fitto dei castagni e licheni. Una guardinga visita al suo interno spinge l'immaginazione a ricreare quei momenti di intenso lavoro che hanno protetto per secoli queste mura.
Rapidamente siamo alla valle alluvionale del Fosso Ferriera e, superatolo con un solido ponte, piacevolmente cammineremo sino a doverlo superare di nuovo, questa volta con un più contenuto, ma affidabile ponticello di ferro; un cartello ci indica la direzione della cascata che raggiungeremo sempre fiancheggiando il torrente: la caduta d’acqua si presenta alta ed imponente: uno splendido colpo d’occhio. L’antica Ferriera si trovava esattamente sopra la cascata dell’acqua.
Tornati nella zona dell’ultimo ponte prendiamo la carrareccia a salire che ci riporterà al paese, ove concluderemo il tutto al negozio-bar della ex scuola, momento fondamentale di vita sociale del paese.
Difficoltà: E - escursionistico
Lunghezza del percorso: ca 11 km
Dislivelli: (in salita e discesa) ca 250 m
Abbigliamento: scarponi alti alla caviglia, bastoncini consigliati, giacca a vento; ricambio in autobus.
Euro 25,00 per il pullman;
Un eventuale annullamento per numero insufficiente di partecipanti, maltempo o qualsiasi altra causa verrà comunicato in tempo utile per email a tutti i soci, che sono pregati di controllare la loro posta elettronica, oppure di consultare il sito di Naturavventura. In mancanza di comunicazioni l’iniziativa si svolgerà come da presente programma.
L’iniziativa è riservata ai soci in regola con il pagamento della quota associativa dell’anno in corso.