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Domenica 29 marzo 2026 IL CAMMINO DI FRANCESCO 3a tappa: da Gubbio (Ponte D’Assi) a Biscina attraverso i boschi cari al Santo

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Domenica 29 marzo 2026

IL CAMMINO DI FRANCESCO

3a tappa: da Gubbio (Ponte D’Assi) a Biscina attraverso i boschi cari al Santo

Assisi è sempre più vicina.

La tappa ripercorre, in senso inverso, uno dei viaggi più importanti di San Francesco che, una volta compiuto il gesto profetico di spogliarsi d’ogni proprietà davanti al padre e al vescovo d’Assisi, si diresse verso Gubbio, dove fu accolto come pellegrino dall’amico Spadalonga, con il cui figlio Francesco aveva condiviso la prigionia a Perugia, dopo la battaglia di Collestrada, nel 1202, episodio che segna un punto di svolta nella vita del giovane Francesco di Bernardone, e nel suo percorso verso la conversione. 

Descrizione itinerario a piedi
Il primo tratto, dal km 18 della Via Eugubina, è su strada sterrata e, raggiunto il crinale, vale la pena voltarsi per dare l’addio a Gubbio, che ci lasceremo alle spalle. Si prosegue fino alla deviazione per l’Abbazia di Vallingegno, già documentata nella “Legenda Sancti Verecundi”, del sec. VII, dove si racconta del martirio di un giovane cavaliere convertito alla religione cristiana. Probabilmente di origine pagana, si parla infatti di un tempietto dedicato al dio Genio, l’Abbazia officiata dai monaci benedettini per circa quattro secoli, rimane un centro fiorente fino al tempo della soppressione, avvenuta intorno al 1442. Il complesso attuale è composto dalla chiesa, dal monastero e dal campanile a vela, eretto sulla muratura della torre. All’interno della chiesa, a navata unica, si conservano tracce degli impianti precedenti, in particolare nella cripta, a pianta quadrata con pilastro centrale. Vi sono capitelli scolpiti secondo stilemi antecedenti all’XI secolo.

FOTO STORICA DELL'ABBAZIA DI VALLINGEGNO

Da qui si apre un bel panorama sulla catena appenninica. Si prosegue inoltrandosi tra la valle del fiume Chiascio e i castelli posti in cima ai pendii. In distanza, nelle giornate terse, si intravede la mole del Monte Subasio. Si giunge alla chiesetta delle Ripe o Madonna delle Grazie, uno dei luoghi più teneri della Via, che invita alla meditazione, e dove si conservano le memorie del passaggio dei pellegrini.

Chiesetta delle Ripe

L’ingresso della chiesa è chiuso con un cancello di ferro bloccato da un lucchetto, al quale sono appesi decine di ex voto.
Proseguendo, a qualche km di distanza sempre lungo lo stesso tracciato, troviamo l’Eremo di San Pietro in Vigneto del XIII sec., che conserva all’interno interessanti affreschi trecenteschi, purtroppo non visitabile.

Eremo di San Pietro in Vigne

Queste sono alcune delle tante tappe, ognuna con le sue dimensioni e il suo carisma, che ogni giorno, fedeli e pellegrini incontrano percorrendo la via di San Francesco.
Ma abbiamo ancora un’altra sorpresa, carica di spiritualità, lungo il sentiero, che entra ora nel boschetto e si inerpica sulla collina dove si incontra la Chiesa di Caprignone.
La chiesa sorge su un colle alla destra del fiume Chiascio in un luogo oggi sperduto fra i boschi, ma che nel Medioevo era ben conosciuta in quanto, proprio davanti ad essa, passava una strada che partendo dalla porta di San Pietro, collegava Gubbio ad Assisi, e che già nel XIII sec. era percorsa, sia per motivi devozionali che commerciali, da pellegrini e mercanti.

  


Sui ruderi di una chiesa risalente alla fine dell’XII secolo e di un preesistente tempietto pagano situato a nord dell’attuale Pieve, i francescani ricostruiscono una chiesa più grande e un   cenobio che, già al tempo della fondazione entrano entrambi a far parte della custodia eugubina. Delle due costruzioni, oggi è visibile la chiesa,  mentre dai pochi resti del monastero è solo possibile intuire l’orientamento e la dimensione della struttura.
Ci sono più tesi sull’origine del nome Caprignone: un significato pagano che riporta alla tradizione longobarda di immolare una capra, oppure il riferimento al tempio della divinità Cupra.
Vista da fuori, l’assenza di decorazioni, lo spazio unitario delimitato da superfici nude, l’utilizzo di materiali locali sono emblema dell’essenzialità propria dei francescani e dei canoni stilistici tipici all’epoca dell’architettura religiosa del centro Italia. Solo nel corso del Cinquecento, all’interno furono eseguite molte pitture sulle pareti laterali.
Si narra che la chiesa abbia ospitato nel 1223 il primo capitolo dell’Ordine dei francescani  convocato fuori da Assisi.

Difficoltà:
  E - Escursionistica. Il percorso non presenta grosse difficoltà, si articola su sterrate e sentieri ben tracciati, con dolci saliscendi, che richiedono comunque una buona condizione fisica.
Lunghezza percorso:  ca 14 km
Dislivelli:  ca 550 m in salita e 350 m in discesa
Ore di cammino escluse le soste:  5 ore

Ritrovo e partenza:  si parte alle ore 8.45 da Perugia - Centova e alle ore 9.00 da Ponte San Giovanni – parcheggio Conad Superstore
Mezzo di trasporto:  MEZZI PROPRI
Organizzatori:  Michela Vermicelli  Giovanni Bistocchi Alunni  Gabriella Sabatini  
Interesse:  paesaggistico - naturalistico - storica artistico - spirituale
Pranzo:  al sacco. Si incontrano fonti d’acqua, ma è buona precauzione premunirsi con una scorta da casa
Indicazioni utili

obbligatori scarponi alti alla caviglia, giacca a vento e ricambio, utili i bastoncini.


 

Quota di partecipazione individuale

Il costo del carburante da dividere fra i membri di ogni equipaggio

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