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Traversata CARNICA: dal rifugio Tolazzi a Casera Pramosio con zaino in spalla (annullata)

Data: 
da sabato 18 a giovedì 23 luglio 2015

Annullata per mancanza di iscrizioni

Dopo il tentativo dell’anno scorso di raggiungere il Parco del Triglav  in Slovenia, non riuscito per problemi logistici, quest’anno tentiamo con uno dei luoghi alpini più interessanti d’Italia.

La Carnia è un territorio appartenente alla regione autonoma Friuli-Venezia Giulia; il nome deriva dalla popolazione di origine celtica, dei Carni, che dominò l'intero Friuli fra III e II secolo a.C.; è attraversata dalle Alpi Carniche che si estendono dal Passo di Monte Croce di Comelico alla sella di Camporosso dove cominciano le Alpi Giulie, che si innalzano (nel versante italiano) tra il fiume Fella e l'alto Isonzo.

La Catena Carnica Principale costituisce a nord il confine con l'Austria, a sud è delimitata dal torrente Pontebbana e, a monte di Pontebba, dal corso del Fella. Il monte Coglians (2780 m) è la vetta più alta delle Alpi Carniche nonché la maggiore elevazione della regione. Assieme al vicino gruppo della Creta delle Cjanevate forma un imponente massiccio montuoso sul confine con l'Austria.

Nonostante le maestose vette dolomitiche, le amene vallate e i caratteristici paesini, i numerosissimi e ben tracciati sentieri CAI (lungo i quali in alcune zone è possibile ammirare i resti dei fortini della grande guerra) e rifugi alpini ben attrezzati, la Carnia non è ancora meta del turismo di massa che invade invece il vicino Cadore; per NaturAvventura è la prima volta.

Per altre dettagliate informazioni si rimanda al seguente link

Programma

1° giorno: sabato 18 luglio: da Perugia – Abano Terme rifugio Tolazzi (m 1350)

Partenza da Perugia alle ore 8, con pulmino affittato da 9 posti, guidato da chi sarà disponibile del gruppo; ci saranno da percorrere circa 650  Km. per un tempo stimato di circa 7 ore + le soste necessarie

Arrivati al frequentato Rifugio Tolazzi, alle pendici del Monte Coglians … ci si riposa e si mangia molto bene!!

Qui lasceremo il pulmino che verremo a riprendere la mattina del 23 luglio 2015.

2° giorno: domenica 19 luglio:  dal rifugio Tolazzi (m 1350) al lago Volaia (m 1977) e ritorno
Dopo la colazione, si parte con uno zaino leggero, visto che si ritorna a mangiare e dormire qui, prendendo il sentiero che sale al rifugio Lambertenghi Romanin (m 1970), poi  al Wolayier Pass/Passo di Volaia (1977).

È una corta e piacevole camminata, che risulta, con un po' di attenzione, alla portata di tutti; lo scenario in cui si effettua è prevalentemente panoramico, (se si eccettua la parte iniziale, la quale è sita entro un'ombrosa abetaia), e sembra fare breccia tra un immenso portale, cinto su ambo i lati dai massicci della Cima Lastrons del lago e dal M.te Capolago, i quali appartengono al maestoso gruppo del Coglians. Ma la vera sorpresa è quanto appare alla fine, rivolgendo lo sguardo oltre il confine con l'Austria: lo splendido bacino naturale del Lago di Volaia, raggiungibile dopo un paio di minuti dal Rifugio Lambertenghi-Romanin, merita pienamente una visita, perché spettacoli come questo possono restare impressi indelebilmente nella memoria.

Dislivello in salita: 650 metri    
Distanza: 12 km
Tempo di percorrenza: 6 ore

3°giorno: lunedì 20 luglio: dal rifugio rifugio Tolazzi (m 1350) al rifugio Marinelli (m 2111) e cima del Monte Floriz (m 2184)
L'escursione ha inizio imboccando la comoda strada sterrata che porta alla Malga Morareet; da qui raggiungeremo,  
dopo un cammino di circa un'ora e mezza, il bel Rifugio Marinelli dal quale si gode una magnifica vista sulle montagne della Carnia e sul sottostante vallone solcato dal Rio di Collina.

Dislivello in salita: 750 metri
Distanza: 3 km
Tempo di percorrenza:     2,5 ore

Considerano la brevità dell’escursione, per chi lo vorrà, proseguiremo con la meravigliosa dorsale del Monte Floriz: dal Rifugio Marinelli si imbocca a sinistra il comodo sentiero CAI 174 che su percorso aereo risale dapprima un primo pendio e poi dopo un tratto in discesa, raggiunge, nuovamente in salita la cima del Monte Floriz (2184m). Da questa con alcune strette svolte si scende agevolmente di quota e quindi attraversando la spettacolare cresta si giunge a Forcella Plumbs (1,20 ore dal Marinelli) ai piedi del Monte Crostis.

Dislivello in salita: 200 metri
Distanza: 2 km
Tempo di percorrenza:     3 ore

4°giorno: martedì 21 luglio: dal rifugio  Marinelli  (m 2111) al passo Monte Croce Carnico (m 1360)
Si scende per una buona mulattiera fino ad una sella dove si prende un sentiero che raggiunge un passaggio caratteristico costituito da una grotta che si supera con l'ausilio di una scaletta agevolata da una corda metallica e gradini. Ci si abbassa quindi in modo graduale e costante passando per i resti della Casera Collinetta di Sopra (m 1661) fino a raggiungere il Passo di Monte Croce Carnico (m 1360).
Dal passo si sale a destra (variante sentiero della memoria)  in territorio austriaco raggiungendo il museo storico all’aperto della guerra 1915-1918, realizzato dall’'Associazione Amici delle Dolomiti; si procede fra  impressionanti resti di fortificazioni e trinceramenti , ricoveri militari, punti di osservazione, camminamenti e gallerie; proseguendo si raggiunge la cima di Pal Piccolo 1866.  Maggiori dettagli al seguente link

Si ritorna la passo e con una breve discesa sull'asfalto si raggiunge l'alberghetto Plockenhaus (alloggio).

Dislivello in salita: 200 metri + 500 metri per variante “sentiero della memoria” e salita al Pal piccolo
Distanza: 8 km. + 4 km per sentiero della memoria e  salita al Pal piccolo;
Tempo di percorrenza:  3 ore + 3 ore  per sentiero della memoria e salita al Pal piccolo.

5°giorno: mercoledì  22 luglio: dal Passo di Monte Croce Carnico (m 1360) al rifugio Casera Pramosio (m 1521)
Dal valico stradale di Passo Monte Croce Carnico si prosegue sulla mulattiera militare 401 che sale sul versante sud, passa sotto la palestra di roccia;  il percorso della tappa si svolge nei pressi della linea di confine in territorio italiano e prosegue, adattandosi all’orografia di questi tormentati monti, verso est in direzione del Pal Piccolo. Ad un successivo bivio (a destra si scende a valle), il sentiero 401 sale verso nord passando a fianco del Quelàt (un sentiero verso destra porta verso questo monte, interessante dal punto di vista storico-bellico); si  continua lasciando a sinistra (segnavia) il sentiero che conduce al Passo Cavallo; si prosegue in quota alla vicina Casera Pal Grande di Sotto (m 1536). Il sentiero sale  passando accanto ai resti di caserme della Prima Guerra Mondiale,  raggiunge il ricovero Casera Pal Grande di Sopra (m 1705), posto su un incantevole ripiano, ideale punto di sosta  e con disponibilità di acqua; si prosegue sotto il poco evidente Passo di Pal Grande passando sotto la parete nord dell’imponente Creta di Timau; il sentiero sale verso la Cima Avostanis e giunto in cima alla dorsale sotto la vetta discende sul versante opposto (segnavia 402), fino a giungere al grazioso Lago Avostanis sul cui bordo è posto il ricovero Casera Pramosio Alta; dal Lago Avostanis (m 1936) per stradina si scende lentamente sulla conca di Pramosio fino alla Casera

Dislivello in salita: 1100
Distanza: 14 km
Tempo di percorrenza:     8 ore

Sesto giorno: giovedì 23 luglio: dal Rifugio Casera Pramosio ad Abano Terme e poi Perugia.
Dopo un comodo risveglio ed un’abbondante colazione, ci faremo venire a prendere da un taxi locale che ci condurrà a riprendere il nostro pulmino al rifugio Tolazzi, da dove  ripartiremo per Perugia, passando naturalmente per Abano Terme; le solite 6 ore!

Cartografia: Tabacco 1, 9

Difficoltà: percorso adatto a chi ha già effettuato escursioni con zaino pesante in spalla; per il resto sono necessari un po’ di resistenza alla fatica e un buon spirito di adattamento.

Interesse: paesaggistico, naturalistico, storico e culturale.

Abbigliamento: adeguati ad ambiente di alta montagna; scarponcini, giacca a vento, bastoncini, zaino capiente e comodo, pronto soccorso personale, borraccia,  mantella impermeabile e/o ombrello tascabile per eventuale pioggia. È consigliabile portare con se il sacco lenzuolo, ma non il sacco a pelo in quanto nei rifugi vengono fornite calde coperte.

Ulteriori Informazioni per il trekking
Lo zaino dovrà essere trasportato sempre con se (tranne per l’escursione del 2° giorno nella quale si può utilizzare uno zaino leggero, che poi lasceremo nel pulmino); si sconsigliano quindi pesi superiori ai kg.10-12. Per altro non specificato o non chiaro, telefonare a Gianni.

Costo stimato: tra 500 e 600 € che comprende praticamente tutto, a partire dalla cena del 18 luglio e fino alla colazione del 23 luglio; il tutto sarà gestito con il metodo della cassa comune. Non sono compresi i pranzi al sacco che saranno gestiti autonomamente da ogni partecipante, che in realtà servirebbe solo al 5° giorno: in tutti gli altri, infatti, a metà giornata si passa per rifugi …

L’escursione sarà annullata se non si raggiungerà il numero dei partecipanti previsti.


Il programma proposto potrà subire variazioni in ragione della velocità e del comportamento del gruppo e delle condizioni climatiche ed atmosferiche.

L’escursione è riservata esclusivamente ai soci in regola con il pagamento della quota sociale per l’anno in corso.

Prenotazioni:


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