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PERUGIA - Itinerari nel bacino forestale delle Settevalli - Il Contado di Porta Eburnea

Data: 
Domenica 27 novembre 2016

         

L’escursione riguarda una parte della sentieristica preesistente, in parte realizzata dal comune di Perugia per circa 31 km con Progetti Europei nel territorio del Bacino Forestale delle Settevalli, che, partendo da Pian di Massiano, permette di raggiungere località come Monte Petriolo o Mugnano, anche se non del tutto completata e con tratti discontinui.
Il Bacino Forestale delle Settevalli, esteso a sud di Perugia nei contadi di Porta Eburnea e di Porta Santa Susanna, comprende un territorio rurale omogeneo sia dal punto di vista morfologico che storico, determinato da un sistema di crinali, che in epoca antica consentiva sicurezza alle popolazioni locali negli insediamenti e negli spostamenti, oltreché di fruire delle risorse provenienti dalla rete idrica di fossi e torrenti. Da sempre infatti il territorio compreso tra i bacini del Genna, del Caina e del Nestore è ricco di acque. Da un punto di vista storico, l’area era interessata dalla direttrice viaria che in epoca etrusca congiungeva Perugia ad Orvieto, attraverso il Comune di Marsciano, ricalcando l’attuale Strada della Collina, detta anche “Strada dei Santi”, valorizzata come “Strada dei Vini del cantico”.  
Si presenta un paesaggio collinare e vallivo, da cui deriva il toponimo “Settevalli”, ampio, soleggiato, modellato da un’ agricoltura millenaria, dagli Etruschi e Romani ai Benedettini, risultato degli accorpamenti dal XII e XIII secolo, della formazione dei vari feudi sottoposti al dominio di Perugia, e dagli usi poderali della mezzadria, diffusasi rapidamente in Umbria dal XII sec. fino alla seconda metà del XX sec. E’ così giunto fino a noi un territorio ricco di storia e di un pregevole patrimonio ambientale e culturale. Da un lato sono da segnalare formazioni boschive che ricoprono complessivamente una superficie di 122 ettari, culminanti nel Bosco Sereni–Torricella, una delle ultime formazioni forestali relitte degli originali planiziali, eletta area ZSC (zona speciale di conservazione), costituita principalmente da cerro, roverella e farnetto. In particolare quest’ultimo, una quercia caducifoglia dalle ampie foglie lobate, trova qui uno dei suoi siti più settentrionali di distribuzione in Italia in aree pianeggianti.
Dall’altro, il territorio vanta un considerevole numero di borghi, sorti su torri e castelli difensivi, e di ville e residenze gentilizie di campagna, attestate dall’età rinascimentale. Queste, simbolo dell’aristocrazia terriera, “situate in luoghi meravigliosi, ai quali di solito si accede percorrendo un magnifico viale di cipressi…….circondate da parchi e giardini……” (H. Desplanques), assolvevano la duplice funzione di residenze per la villeggiatura e di azienda agraria. Tra queste Villa Aureli, una delle più notevoli dimore storiche del ‘700, trasformata da Sperello Aureli su un preesistente edificio di campagna sorto attorno ad una torre di avvistamento, su progetto e direzione dell’architetto Costanzo Batta, allievo del più famoso architetto MURENA. Alla morte di Sperello senza eredi, la villa passò alla sorella Celidora in Alfani. Nel 1874 fu acquistata da Cesare Meniconi Bracceschi e da sua moglie Maddalena Savorgnan di Brazzà. Da quando nel 1918 la loro figlia sposò Pieralvise Serego Alighieri, la dimora è rimasta fino ad oggi ai Serego Alighieri.
O Villa di Montefreddo, costruita come residenza di campagna da Angelo degli Oddi nel 1634, poi ampliata e modificata, sviluppata su tre piani, passata ai conti Marini Clarelli. Vi sono annessi una cappella ed una limonaia caratterizzata da una sequenza di archi ogivali. Un singolare giardino pensile all’italiana si sviluppa su terrazze con fontane, muretti, colonnine e pinnacoli. All’esterno un altro piccolo giardino, più recente, ornato da mezze colonne in terracotta, si apre a sud-est verso le colline di Pilonico Materno. La villa oggi mantiene la funzione residenziale e di sede dell’azienda agricola circostante.
Il percorso utilizza in parte anche il tracciato dell’ex-ferrovia Ellera-Tavernelle Si tratta di ciò che è stato recuperato della linea inaugurata nel 1953, che dalla stazione di Ellera-Corciano in 22 km conduceva a Tavernelle, con fermate a Castel del Piano, Castiglion della Valle, Pietrafitta, alla cui centrale a carbone aveva assicurato servizi. L’intento era quello di collegare Perugia e Foligno a Chiusi e a Siena e quindi alla Firenze-Roma. Per vari motivi, non ultimo il prevalere del trasporto su gomma, la linea fu dismessa dopo pochi anni nel 1960. Parte del percorso residuale dell’ex ferrovia, completamente pianeggiante, a m 230 s.l.m. per circa 4 km, collega le frazioni di Capanne, Castel del Piano e Strozzacapponi, testimoniato da massicciate e balaustre residue, spesso  purtroppo in cattivo stato di conservazione.


Ritrovo e partenza: ore 9,00 presso CVA ed area pubblica gestita dalla Pro-loco di Capanne, da raggiungere con auto proprie.

Percorso ad anello da Capanne, Castel del Piano, Bosco Sereni-Torricella, Bagnaia, Villa di Montefreddo, Capanne.

Il percorso a piedi inizia da Capanne e raggiunge Castel del Piano attraverso la pista pedonale e ciclabile fino ad una sterrata che superato un campo e fiancheggiando l’ ex convento de "Gli zoccolanti" (oggi B & B) sbuca in Via dei Corbari fino al bellissimo viale di alberi secolari, che conduce all'ingresso di Villa Aureli.
Attraversata con attenzione la strada asfaltata che conduce a Bagnaia, prendiamo via Giulietta e poi Strada Fornace Murelli; al primo bivio della strada bianca, svoltiamo a sinistra per raggiungere la Cappella del Vanese (chiesetta edificata su una preesistente edicola, ristrutturata da Ubaldo Vanese nel 1684, al cui interno  conserva affreschi  della scuola di Benedetto Bonfigli), lungo la strada che porta a Pila,  davanti al nuovo complesso religioso di Castel del Piano.
Visitata la Cappella, iniziamo a salire verso il Bosco Sereni – Torricella. Entrati nel bosco, se ne percorre un bel tratto, spesso fangoso, fino a sbucare sulla strada vicinale Torricella. Passeremo davanti alla villa De Fonseca, già Sereni, dai proprietari che hanno dato il nome al bosco, percorrendo tutto il viale di accesso; in fondo, gireremo a sinistra e dopo circa 500 m. ancora a sinistra fino ad arrivare davanti al cancello di una casa colonica, ben ristrutturata. Imboccheremo il piccolo sentiero che si apre proprio sulla destra e passando davanti ad una monumentale casa colonica pericolante, si raggiunge il bivio e quindi il borgo di  Bagnaia; imboccheremo la strada bianca e quindi una sterrata in salita che attraverso uno splendido viale di cipressi, ci permetterà di raggiungere il complesso della Villa di Montefreddo dove potremo sostare per il pranzo al sacco e ammirare le architetture, i giardini e il vasto panorama. Dopo la sosta, attraverso varie sterrate in mezzo ai campi, ritorneremo al punto di partenza. Da qui si consiglia di visitare il ponte sulla Caina della ex Ferrovia, a circa 600 m. che conserva le balaustre originarie.

Infine, riprese le proprie auto, chi vorrà potrà fermarsi presso la Vinoteca del socio Ivano Busti per una merenda ed un brindisi (da eventualmente prenotare al momento dell'iscrizione).

Difficoltà: facile in quanto percorso perlopiù pianeggiante; dislivello in salita 357 m.  in discesa 353 m.

Tempi: circa 6 ore comprese le soste per circa 18 km.

Costi: nessuno per l'escursione

Interesse: naturalistico, paesaggistico, culturale.

Abbigliamento: obbligatori scarponi da trekking, giacca antivento o kway e ricambio da lasciare in auto. Per la presenza di tratti fangosi, sono consigliate le ghette ed  i bastoncini da trekking.
 
Pranzo: al sacco.

Ritorno previsto intorno alle ore 16,00.

Un eventuale annullamento per maltempo o qualsiasi altra causa verrà comunicato per email entro sabato 26 ottobre; siete quindi invitati a controllare  la vostra email, oppure consultare il Portale di NaturAvventura. In mancanza di comunicazioni, l'escursione risulta confermata e si svolgerà regolarmente come da presente programma.

 L’escursione è riservata esclusivamente ai soci in regola con il pagamento della quota sociale per l’anno in corso.

Prenotazioni:


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