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PARCHI: Parco geominerario della Sardegna

Data: 
Da giovedì 18 a martedì 23 aprile 2019

Nella prima edizione della "guida d'Italia TCI" dedicata alla Sardegna edita nel 1918 così viene descritta l'area :

"Nèbida forma nell'insieme un grazioso villaggio, sparso a mezza costa in vista sul mare.

La posizione non del tutto sana in estate, è amena e con vista superba. Vi si coltivano giacimenti di calamina nel calcare e un filone di minerale di piombo, attraversa calcare e scisto. Produce circ. 7000 tonnellate: ha un ospedale, scuole una chiesa, una piccola calata per l'imbarco dei minerali, una bella laveria. Basta mezza giornata per l'esterno; occorrono due giorni per il lavori interni, che scendono molto al di sotto del livello del mare. Si può trovare di far colazione alla dispensa viveri. La strada continua verso nord, ed  a circa 3 km incontra la miniera di Masua, scendendo al mare, di fronte al magnifico scoglio Pan di Zucchero, alto 132 m. La miniera fra le più antiche di Sardegna, appartiene alla Società delle Miniere di Lanusei. I lavori in giacimento calaminare di calcare, con poco minerale di piombo, scendono fino a 40 m. sotto i mare. Produce oltre 12 mila tonnellate con circa 700 operai..."  Da notare che fra le note pratiche avvisava che l'ingresso alle gallerie era vietato alle signore, forse per sicurezza o forse per non colpire animi sensibili.

Ad un secolo di distanza la realtà è radicalmente mutata e nulla è più come prima, ora in molti siti estrattivi domina l'abbandono e tutto appartiene alla memoria. Un patrimonio immenso di opere dell'uomo che proprio per coltivarne la memoria si valorizza con il Parco Geominerario  della Sardegna.

Giovedì 18 aprile

Ritrovo e partenza :

Ritrovo dei partecipanti a Perugia, parcheggio centro di intrattenimento Borgonovo di Centova, carico dei bagagli e partenza alle ore 15.30 con pullman riservato ed arrivo al porto di Civitavecchia, operazioni d'imbarco sulla nave della Tirrenia  in partenza per Cagliari alle ore 20.00 con sistemazione in  cabine  doppie interne con servizi.

Venerdi 19 aprile

Arrivo a Cagliari  alle ore 9.00 e trasferimento in  autobus da verso la costa ovest con una sosta a Tratalias, un paese lontano nel tempo, avvolto dal fascino intatto della sua storia millenaria.

Sorto di fronte al golfo di Palmas intorno all’anno mille, visse il massimo splendore da sede episcopale in età pisana e spagnola e mantenne un ruolo di primo piano sino al XIX secolo. Il borgo originario fu abbandonato negli anni Ottanta del XX, dopo la realizzazione del lago artificiale di monte Pranu le cui acque, infiltrandosi, resero inagibili le case. Il nuovo paese sorse a poche centinaia di metri. Il borgo ‘fantasma’ di poche case in pietra restaurate  ci porterà nell’atmosfera incantata dell’antica Tatalia. Al centro il gioiello d’arte romanica dell’excattedrale di santa Maria di Monserrato, costruita fra 1212 e 1282. Nella piazza della chiesa spicca la casa spagnola, il cui primo impianto, restaurato nel XVII secolo, risalirebbe al XII-XIII. Al nucleo originario si sono aggiunti ambienti che ospitano il museo del territorio trataliese. Qui è custodito il carro che porta in processione il simulacro della Vergine di Monserrato la domenica dell’Ascensione. Un rito risalente al trasferimento della sede vescovile a Iglesias. Da allora ogni anno la statua viene riportata in paese sul cocchio ‘vestito’ a festa seguito dal corteo in abiti tradizionali.

Terminata la visita andremo direttamente alla struttura che ci ospiterà in loc. Nebida, per sistemarci e consumare il pranzo. 

Nel primo pomeriggio in autobus breve spostamento fino ad Iglesias, che visiteremo accompagnati dalla Guida Ambientale Escursionistica che ci seguirà per tutta la nostra permanenza in terra sarda.

Ma quante chiese ha Iglesias? Molte meno delle cento che le attribuisce la leggenda.

Fu un centro importante sotto i pisani e poi successivamente con i catalani decadde. Risorse come centro minerario alla fine dell'ottocento ma la fine dell'attività estrattiva ne sancì il declino. Ognuno di questi periodi storici ha lasciato la sua chiesa, semplice o ornata, spartana o grandiosa. Le più belle si trovano in centro e spuntano tra stradine strette, balconcini in ferro battuto e casette medievali e settecentesche.

Visiteremo l'interessante museo dell'Arte Mineraria, ubicato nei sotterranei dell'Istituto Minerario "Asproni", un pregevole edificio Liberty, che si proponecome strumento di divulgazione, di conoscenza e di conservazione di tutto ciò che appartiene alla memoria storica dell'enorme patrimonio culturale, creato in oltre duecento anni di storia mineraria in tutta la Sardegna. La ricostruzione degli ambienti tipici minerari ed il restauro e l'esposizione delle macchine originali hanno dato vita ad un'importante testimonianza scientifica, umana e culturale dell'Iglesiente.

Alle ore 20.00 assisteremo alla suggestiva processione del venerdì Santo, per il "descenso" o funerale di Cristo. Due grandi stendardi, "Is Vessillas", precedono il "San Giovanni e la Maddalena", due maschietti vestiti con abiti orientaleggianti guarniti di monili d'oro; seguono "Is Varonis", i nobili, "Giuseppe d'Arimatea e Nicodemo" con due inservienti con le scale della deposizione. Ancora indietro l'artistico e venerato simulacro del Gesù Morto, tra luci e lampioni, ricoperto da un velo di tulle e sotto un baldacchino bianco segno di regalità; Seguono i Germani da (hermanos) della Confraternita del Sacro Monte, con l'Addolorata che  stringe al petto la corona di spine; poi in ultimo, la gran croce nera portata a spalle da penitenti senza abito o segno particolare.

Al termine rientro in albergo.   

Difficoltà:nessuna                                                               

Abbigliamento:scarpe comode  e quant’altro ritenuto utile secondo esigenze.

Interesse :storico, architettonico, culturale  

Cena : libera ad Iglesias

Sabato 20 aprile

Da Masua a cala Domestica

Prima colazione in albergo, spostamento in pullman fino aI parcheggio delle spiagge di Masua. Si parte a piedi su una strada sterrata che segue parte del tracciato della ferrovia che veniva utilizzata per il trasporto del minerale verso la miniera. 

Accompagnati dalle guide visiteremo la galleria della miniera di Porto Flavia, lunga circa 700 m che termina a mezz'altezza su una parete rocciosa con una vista indimenticabile davanti all'isolotto roccioso del Pan di Zucchero.

Al di sotto della struttura enormi silos raccoglievano il minerale scaricato dai vagoncini di treni da miniera a scartamento ridotto. Più in basso ancora un lungo nastro   trasportatore spostava tonnellate di minerale fino una specie di trampolino a 17 m d'altezza sul livello del mare, sotto al quale si ancoravano le navi da carico. Usciti dal sito minerario imbocchiamo il sentiero che in ripida salita ci porta ai piedi dell'altura del monte Nai (m.398), che percorriamo per circa dieci minuti in falso piano.

Il sentiero si inoltra tra la fitta macchia mediterranea e, dopo circa un'ora e mezza di cammino, giungiamo a Su Canali de Sa Rocca Niedda, sotto la Punta Buccione.

Si comincia a scendere gradatamente fino  a una radura selvaggia tra esemplari di ginepro fenicio. In breve ci si affaccia sull'insenatura di Canal Grande, dove possiamo scendere per una breve sosta. Si prosegue in salita fino a raggiungere il punto panoramico di Punta Cubedda, dove la vista spazia sulla costa di Buggerru verso nord. In primavera al fascino della grandiosa vista si aggiunge lo splendore cromatico e il delicato profumo delle fioriture: dal rosso dell'euforbia, il giallo della ginestra ed il delicato biancore dei cisti. Si risale verso l'entroterra per aspra mulattiera attraversando un paesaggio contrassegnato da pietrame e spuntoni calcarei procedendo tra la macchia mediterranea fino ad una radura da cui ammiriamo la caletta di Porto Sciusciau, che si apre nella falesia a strapiombo. Si continua in piano e poi in leggera discesa in direzione di Cala Domestica, di cui si avvista ben presto la torre saracena che sorge sul promontorio che chiude l'insenatura a sud.

Pranzo al sacco durante l’escursione.

Rientro in albergo  per cena

Difficoltà:Il sentiero sassoso ed impervio rende il percorso impegnativo    

Dislivello  :in salita e discesa m 600

Lunghezza : circa 10 km

Quota massima : m 350

Tempo di percorrenza :6 ore escluse le soste

Abbigliamento:scarponcini da trekking, bastoncini, k-way, copricapo e quant’altro ritenuto utile secondo esigenze, oltre a ricambio da lasciare in autobus.

Interesse:paesaggistico, naturalistico, storico

Domenica 21 aprile

Da Cala Domestica a Buggerru - Tempio di Antas

Prima colazione in albergo, spostamento in pullman fino aI parcheggio della spiaggia di Cala Domestica, dove si trovano i resti dei magazzini utilizzati per il carbone ed i solfuri di piombo e zinco estratti dalle miniere di Acquaresi. Lungo al parete del promontorio che chiude l'insenatura, un camminamento tagliato grossolanamente nella roccia porta ad una breve galleria da cui si esce in una piccola cala sabbiosa detta la Caletta, chiusa da alte falesie. Il tracciato segue il Canale di Domestica che poi si abbandona camminando nella fitta vegetazione in salita. Il percorso su sterrata diventa pianeggiante e si affaccia sul bordo di una voragine di una miniera a cielo aperto. Nella macchia intorno rimangono poche rovine del villaggio minerario di Planu Sartu, che fino agli anni '50 del novecento ospitava i minatori e le loro famiglie con punte di circa 2000 abitanti. Si continua seguendo i segnavia del sentiero 301 che punta decisamente verso nord, percorrendo un altopiano brullo e orlato da basse colline. Su strada a tornanti che corre lungo l'orlo del canale di Malfidano si arriva al piccolo abitato di Buggerru,che agli inizi del novecento era conosciuta come la "petite Paris" grazie alla vita culturale che vi si svolgeva, riservata ovviamente a proprietari e dirigenti. Nel 1904, dopo ripetuti scioperi di protesta per le dure condizioni di lavoro e sfruttamento denunciate dalla Lega di Resistenza, ebbe luogo la sollevazione del 4 settembre, che fu repressa violentemente dall'esercito e che causò la morte di 4 persone e numerosi feriti tra i manifestanti. A seguito dei fatti le organizzazioni sindacali centrali proclamarono il primo sciopero generale nazionale, a cui aderirono tutte le categorie di lavoratori in varie città d'Italia. Sopra il paese si trova l'ingresso della galleria Henry, l'opera ingegneristica più importante di questa zona. Compatibilmente con gli orari di apertura è nostra intenzione visitarla, percorrendo la lunga galleria (circa 1 chilometro) molto ampia perchè studiata per una locomotiva di grandi dimensioni che termina nel grande piazzale ai piedi del canalone in cui si trovavano i pozzi e le gallerie di estrazione.

Pranzo al sacco nel piccolo abitato di Buggerru.

Difficoltà:mediamente impegnativo                                     

Dislivello  :in salita e discesa m 250

Lunghezza : circa 6 km

Quota massima : m 300 Belvedere

Tempo di percorrenza :2,1/2 ore escluse le soste

Abbigliamento:scarponcini da trekking, bastoncini, k-way, copricapo e quant’altro ritenuto utile secondo esigenze, oltre a ricambio da lasciare in autobus.

Interesse:paesaggistico, naturalistico, storico

Compatibilmente con il tempo a disposizione nel pomeriggio ci si sposta in bus per visitare la grotta di Su Mannau  con splendide concrezioni sporcate da ossidi di rame.Il ramo turistico della grotta si sviluppa a partire dalla prima sala archeologica, raro tempio sotterraneo dedicato al culto della Dea Madre simboleggiata dalla presenza di un piccolo laghetto. La sala presenta aree ricche di lucerne votive di varia fattura che ne testimonia l’uso sacro dal periodo nuragico a quello punico e fino al tardo romano. Terminata la visita (un'ora) della grotta, dal piazzale si parte a piedi seguendo un'antica strada romana che ci condurrà in circa due ore (impegno medio) al tempio di Antas.

Nel territorio comunale di Fluminimaggiore il sito archeologico è in una splendida foresta di querce secolari ed è stato riportato alla luce solamente nella seconda metà del secolo scorso, ed era dedicato al culto del Sardus Pater.Dopo aver vissuto le fasi cartaginese e punico-ellenistica, in epoca romana il tempio conobbe il massimo splendore, ricostruito per volere di Augusto e restaurato durante l’impero di Caracalla.

Rientro in albergo per cena.

Lunedì 22 aprile

Sentiero naturalistico e archeologico della sella del diavolo e trekking urbano a Cagliari

Fatta  colazione in albergo, e dopo aver caricato i bagagli in pullman ci sposteremo fino alla piazzetta antistante la spiaggia di cala Mosca nei pressi diCagliari.

Si risalgono le pendici del monte sant'Elia su sentiero e si raggiunge la sella del diavolo, che prende il nome dal curioso profilo come lo si vede dal mare, che secondo la fantasia popolare sarebbe originato da una furibonda lotta tra il bene ed il male. La vista spazia dalla spiaggia prediletta dai cagliaritani del Poetto , le saline del Molentargius ed una conca selvaggia verso cala Fighera.

Si prosegue lungo il bordo della rupe a picco su Marina Piccola e, superato il rudere di una torre, arriviamo in cima alla salita con grandioso panorama sulla città.

In breve si giunge alla torre di sant'Elia che faceva parte del sistema difensivo costruito sotto la dominazione spagnola. Accanto un fortino militare costruito durante la seconda guerra mondiale con il materiale proveniente dalla distruzione della chiesa di sant'Elia.  

Difficoltà:minima                                                               

Dislivello  :in salita e discesa m 120

Lunghezza : circa 3 km

Quota massima : m 127

Tempo di percorrenza :1,30 ore escluse le soste

Abbigliamento:scarponcini da trekking, bastoncini, k-way, copricapo e quant’altro ritenuto utile secondo esigenze, oltre a ricambio da lasciare in autobus.

Interesse:paesaggistico, naturalistico, storico

Risaliti in autobus si torna verso il centro storico per un trekking urbano.

La città è distesa sul mare e in mezzo, sopraelevata, una vecchia rocca: il quartiere Castello, costruito dai pisani e abbellito da spagnoli e piemontesi, difeso da bastioni e torri, tagliato da stradine e tutto rimesso a nuovo con le antiche vie ricoperte di pavé. Saliremo dalla casbah del quartiere Marina al bastione di Saint Remy, il più bel balcone sul Mediterraneo e sarà emozionante perdersi e ritrovarsi tra il duomo dedicato a Santa Maria e la torre dell'elefante .

Nel pomeriggio inoltrato scenderemo al porto e non c'è modo migliore di lasciare Cagliari che per nave, con le ultime luci del giorno che accendono il calcare biondo del castello di San Michele e le forme gentili della cattedrale  e salutare così l'isola del vento, della luce e dei liberi spazi.

Imbarco sulla nave della Tirrenia con partenza alle ore 20.00  con sistemazione in  cabine doppie  interne con servizi.

Pranzo nella città di Cagliari.

Martedi 23 aprile

Arrivo al porto di  Civitavecchia alle ore  09.00. Scesi dal traghetto, si riprende il viaggio verso casa con arrivo previsto per l'ora di pranzo.

Quota di partecipazione individuale :

MIN. 20 PARTECIPANTI  in cabina doppia:  EURO 595.00  

MIN. 25 PARTECIPANTI  in cabina doppia : EURO 575.00

La quota include :

* trasferimento con autobus riservato (max 28 partecipanti) per tutta la durata del soggiorno

* viaggio in nave Tirrenia da Civitavecchia a Cagliari e ritorno con sistemazione in cabine  doppie con servizi

  n.b. le tariffe del viaggio in nave sono state redatte con il costo comunicato dalla Tirrenia e potrebbero essere riviste su indicazioni della compagnia

* tutti gli spostamenti in Sardegna con bus riservato

* sistemazione in agriturismo in camere con servizi privati e prima colazione a buffet

* pranzo del giorno 19 aprile

* pensione completa con pranzi al sacco del 20 e 21 aprile

* bevande ai pasti

* guida escursionistica per l'intera permanenza

* assicurazione medica

* vitto e alloggio dell'autista

 

La quota non include :

* la tassa di soggiorno da pagare in loco

* assicurazione annullamento da stipulare al momento della prenotazione, costo 30 €

* le cene dei viaggi in nave di andata e ritorno, la cena di venerdì 19 aprile ed il pranzo     di lunedì 22 aprile a Cagliari

* ingresso al museo di Tratalias  2,5 €

* ingresso al Museo Minerario di Iglesias e alla miniera di Porto Flavia 11 €

* ingresso alla Galleria Henry a Buggerru 8 €

* ingresso alla grotta di Su Mannau 10 €

* ingresso all'area archeologica di Antas 4 €

 

Prenotazioni da subito, e comunque entro il 18 febbraio telefonando a Vecchia Stazione Viaggi, tel. 0755732864  versando un primo acconto di 50 € e comunicando dati anagrafici e recapito telefono cellulare.

 Non appena si sarà raggiunto il numero di  20 iscritti, riceverete comunicazione di versare un ulteriore acconto di 200,00 euro.

Il saldo il cui importo sarà comunicato  successivamente dovrà essere versato entro il 10 aprile o direttamente in Agenzia  o tramite bonifico bancario intestato a  Vecchia Stazione Viaggi di Cross Travel srl

Iban  IT57U0200803027000041316638

 specificando nella causale il nome, cognome e “NaturAvventura Sentiero miniere nel blu”.

In caso di rinuncia verranno trattenuti dall’Agenzia  i costi vivi sostenuti, in base alle leggi vigenti.

 

Per ulteriori informazioni riguardanti il programma telefonare a:

Gian Piero Zurli 

Prenotazioni:


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