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ETRURIA: Antica città di Castro - RINVIATA PER MALTEMPO A DATA DA DESTINARSI

Data: 
Domenica 3 febbraio 2019

Torniamo a Castro, un luogo magico della Tuscia, divenuta ben visitabile rispetto alle nostre prime uscite, quando i ruderi della capitale del Ducato stavano immersi nella fitta vegetazione: rimane tuttora una visita di grande suggestione.

La città sorgeva su un costone tufaceo abitato sin dalla preistoria, fu poi città etrusca, forse con il nome di Statonia (in una tomba che visiteremo è stato rinvenuto un raro esemplare di biga); nel Medioevo raggiunse il massimo splendore, divenendo appunto sede dell’omonimo ducato, fino a che il 20 settembre 1649 Papa Innocenzo X diede l’ordine di distruggerla, procedendo alla sua completa demolizione. A memoria, le truppe pontificie eressero una colonna marmorea con la scritta “Qui fu Castro”: una fine che ha portato ad essere definita la Cartagine della Maremma. Ma il suo nome persiste, tanto che è diffuso nel toponimo di tantissimi comuni di questa parte del Lazio.

Arrivati in autobus all’abitato di Ischia di Castro, per prima cosa visiteremo il Museo Archeologico “Pietro e Turiddo Lotti” quale approccio alla escursione. Merita pagare il modesto biglietto di ingresso perché in esso troveremo i reperti del territorio castrense, dalla Preistoria al Rinascimento, al momento della sua distruzione.

Breve spostamento in autobus e poi per larga e comoda carrareccia giungeremo all’imbocco dell’imponente cavone etrusco, accesso e difesa al contempo di Castro, con ancora tracce di basolato, forse appartenente alla antica Via Clodia; attraversatolo giungiamo al torrente Olpeta (nostra vecchia conoscenza al Lago di Mezzano, alla Selva del Lamone sino al Fiume Fiora); guado non troppo impegnativo per giungere a Castro di cui compiremo l’intero periplo scoprendo nei pressi del corso d’acqua numerosi bei colombari rupestri (alcuni in parte franati) e grotte abitate in tempi lontani. Giunti alla città vera e propria per l’antica Porta Lamberta, in un ambiente molto suggestivo, vedremo i ruderi della Piazza Maggiore progettata da Antonio Sangallo il Giovane, la cattedrale di Santa Maria intus civitatem e il convento di San Francesco.

Giungeremo poi nella zona della necropoli etrusca, con tombe scavate nella roccia, datate fra il VII e il V secolo a.C., tra cui la già citata Tomba a camera della Biga.

Scendiamo di nuovo all’Olpeta trovando altri colombari e, una volta attraversato nuovamente il corso d’acqua e il cavone, con una breve camminata ci porteremo alla “Azienda Agricola Fratelli Pira”, uno dei più rinomati caseifici del Lazio con meravigliosi prodotti (possibile acquistare). In meno di mezzora di cammino arriveremo al nostro autobus.

Ritrovo e partenza: parcheggio Perugia Borgonovo: ore 7,30 precise – ore 7,45 precise parcheggio Piazza del Mercato Ponte San Giovani.

Tragitto in autobus: da Perugia, Orvieto, Ischia di Castro.

Interesse: archeologico – paesaggistico.

Difficoltà: nessuna in particolare se non fosse per il piccolo guado, con dislivello decisamente modesto sia a salire che a scendere, lo sviluppo è attorno ai 12 km: adatta a tutti. Etruria vuol dire comunque terreno scivoloso e fangoso, quindi bisogna sempre saper affrontare le difficoltà naturali che si incontreranno con passo sicuro.

Abbigliamento: obbligatori scarponi da trekking, opportuni i bastoncini. Ricambio in autobus in caso di tempo incerto.

Ritorno a Perugia: contiamo di rientrare verso le ore 20,00

Quota di partecipazione individuale: da 12 a 15 euro a seconda del numero dei partecipanti.

Avvertenza: Nella giornata di giovedì 31 gennaio verrà verificata la fattibilità dell’uscita, stante il numero degli iscritti minimo per l’affitto dell’autobus. In caso di annullamento, anche se motivate da avverse condizione meteorologiche, ne verrà data comunicazione nella giornata di sabato 2 febbraio, tramite il sito della Associazione (quindi non personalmente).

L’escursione è riservata esclusivamente ai soci in regola con il pagamento della quota sociale per l’anno in corso.

 

Prenotazioni:


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