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CAMMINANDO TRA LE PAGINE DI: le langhe di Nuto Revelli - rinviata a data da destinarsi

Data: 
Da venerdì 30 ottobre a domenica 1 novembre 2020 -

VENERDI’ 30 OTTOBRE

Partenza da Perugia parcheggio del centro di intrattenimento Borgonovo di Centova, carico dei bagagli e partenza  in autobus alleore 7.00 precise.

Arrivo intorno all’ora di pranzo a Cuneo, città natale di Nuto Revelli, dove avremo modo di visitare il Centro Studi allestito nell’appartamento in cui ha vissuto.

Al termine della visita, se rimane del tempo, potremo passeggiare sotto i portici che caratterizzano l’elegante centro storico.

Benvenuto (Nuto) Revelli nasce a Cuneo nel luglio del 1919.

Dopo il diploma di geometra, nel 1939 accede all’Accademia Militare di Modena e nel luglio del 1941 con i gradi di sottotenente, parte per il fronte russo. Dopo la tragica ritirata dal Don decide di lottare contro il fascismo e si unisce alle formazioni partigiane di Giustizia e Libertà del cuneese e nel febbraio del 1944, sale a Paraloup un piccolo gruppo di baite  in Val Stura e si unisce alla banda “Italia Libera”. Nei giorni della Liberazione, comanda la V Zona partigiana del Piemonte. La dura esperienza di combattente è raccontata nel libro “La guerra dei Poveri”, frutto di molti anni di lavoro che uscirà nel 1962.

Trent’anni dopo Revelli è stanco di libri e di scritti di guerra, “stanco da non poterne più” ripete. “ Giravo a cercare la guerra, a cercare il passato, e avvertivo che la guerra dei poveri non finisce mai”. Si accorge molto presto che è impossibile tirare una linea di netta demarcazione tra storie di guerra e vicende del mondo contadino.

Revelli dedicherà a queste vite  ai margini della storia che vede scomparire, due libri: “Il mondo dei vinti. Testimonianze di vita contadina” (1977) ed il successivo “L’anello forte. La donna: storie di vita contadina” (1985).

Nuto Revelli si è spento a Cuneo il 5 febbraio 2004.

 

Volevo che i giovani sapessero, aprissero gli occhi. Guai se i giovani di oggi dovessero crescere nell’ignoranza, come eravamo cresciuti noi della generazione del Littorio. Oggi la libertà li aiuta, li protegge. La libertà è un bene immenso. Senza la libertà non si vive, si vegeta.

(dal discorso per la laurea honoris causa, 1999)

Difficoltà:  nessuna 

Pranzo al sacco durante il viaggio o in centro città a Cuneo

Sistemazione in albergo a Borgo San Dalmazzo

 

SABATO 31 OTTOBRE

PARALOUP, la rinascita di un borgo

Per Paraloup è stata  coniata l’evocativa definizione di “Pompei dei partigiani”. Nella borgata, un gruppo di case usate solo d’estate per l’alpeggio, il 20 settembre 1943 salirono  i primi partigiani del Piemonte. Non erano valligiani come in altri casi, ma uomini della borghesia cuneese guidati da intellettuali del calibro di Duccio Galimberti e Dante Livio Bianco, cui si aggiunse qualche mese più tardi anche Nuto Revelli. Era il gruppo di Italia Libera che ha dato poi origine alla banda di Giustizia e Libertà.

Prima colazione in albergo.

Trasferimento in mini bus noleggiati fino alla loc. Chiot Rosa, piccola borgata del comune di Rittana, adagiata su un balcone erboso a 1185 metri. Si imbocca la rotabile asfaltata fino alle poche case di Chiapera, qui si imbocca un sentiero a tratti ripido che sale attraversando pascoli, boschi di betulle e di faggi lungo la Costa Berarda, fino al punto panoramico di Poggio Francilla (1445 m ) alto tra le valli Stura e Grana. Si segue la cresta pianeggiante aggirando lo sperone roccioso di Rocca Stella e si imbocca la deviazione verso il pilone votivo di Rocca Stella.

Una piccola sosta ci permetterà di ammirare in lontananza sua maestà il re di pietra, il Monviso.

Il nostro cammino prosegue in salita verso la Croce dell’Arpiola e, con ultimo strappo, si giunge all’Alpe posta a 1795 mt.  quota massima di tutto il nostro percorso. Da questo punto si apre un vasto panorama che spazia dal Monviso alle cime della val Grana, dalla pianura cuneese fino alle Langhe. Il percorso continua  in cresta fino al Colle Roccasson dal quale si scende gradatamente prima su terreno erboso e poi su piccola strada di montagna, fino alla baite di Paraloup (1362 m) ristrutturate splendidamente pochi anni fa dalla fondazione Revelli.

“Le rovine di Paraloup erano un monumento alla storia, ed era necessario mantenerle riconoscibili. Non abbiamo dunque ricostruito nulla, ma inserito un oggetto col minimo impatto” dice l’architetto Valeria Cottino che ha lavorato al progetto di recupero.

“Le baite sono occupate solo d’estate, quando le vacche vengono portate in alto per il pascolo. Potemmo adibire due baite a dormitorio con paglia per terra, una a cucina, una a magazzino, una ad armeria e due a stalle per i muli” scriveva Leo Scamuzzi. La baita-dormitorio non aveva porta né vetri ed in inverno “la mattina si trovava un bel mucchio di neve dentro la stanza e noi sotto una misera copertina” ricorda il partigiano Orlando Buozzi.

Da qui in breve si torna su strada a Chiot Rosa, dove ci aspettano i minibus.

Pranzo al sacco fornito dall’albergo durante l’escursione.

Difficoltà: classificazione CAI E

Dislivello: in salita e discesa circa 700 m.

Lunghezza: circa 10 km

Tempo di percorrenza: 5 ore (soste escluse)

Interesse: naturalistico, storico

Abbigliamento: Obbligatori scarponi da trekking, bastoncini consigliati, giacca a vento e quant'altro utile per eventuali variazioni metereologiche.

Rientro in albergo e cena a Borgo San Dalmazzo.

 

DOMENICA 01 NOVEMBRE

Andar per Langa

Prima colazione in albergo.

Partenza dall’hotel con autobus verso le colline langarole, fino al piccolo comune di Neive annoverato tra i Borghi più belli d’Italia. L’itinerario proposto attraversa tutti gli ambienti più suggestivi del paesaggio del vino: dalla vigna al noccioleto e al bosco di latifoglie. Dopo aver visitato l’affascinante piccolo abitato, disposto lungo anelli concentrici, partiremo a piedi percorrendo sentieri e piccoli viottoli che ci condurranno attraverso vigne e noccioleti fino al bel borgo di Barbaresco, dove visiteremo l’enoteca dell’omonimo vino, che ha sede nella piccola chiesa dell’ex confraternita di san Donato. Da qui altro non si vede se non vigne, filari irregolari, intervallati da stradelli sterrati che disegnano le geometrie della zona.

Usciamo dal paese di Neive da porta San Rocco, scendendo tra le vigne per raggiungere la strada provinciale che si abbandona in breve imboccando una campestre che scende verso il fondovalle, fino a costeggiare la linea ferroviaria. Si risale tra i noccioleti alla cascina Montà e poi alla borgata di Pastura. Su sterrato sul crinale si arriva al Bric San Cristoforo, dove si trova una quercia monumentale, raro residuo vegetale che ci invita alla sosta. Si prosegue in cresta tra le vigne con bellissimo panorama, a sinistra sulle colline del moscato, con il castello-enoteca di Mango che svetta in lontananza, mentre alla nostra destra si impone la presenza dell’arco alpino.

Alle prime case della borgata Tetti, si prende una pista per poi intercettare una campestre che scende in una conca, quella di Rabajà, che dà il nome ad un cru tra i più pregiati. Mentre la strada risale, appare la torre medievale di Barbaresco che domina la valle del Tanaro, un paese che è poco più di una strada con due cortine di case, uno slargo, tavoli all’aperto sotto una pegola, porte carraie che lasciano intuire cantine spaziose, cortili interni. Ci concediamo un’ultima sosta, dove lo sguardo è rapito dal susseguirsi delle dorsali e dai poggi multicolori tipici del tardo autunno. Poi un ultimo strappo ci porta alla piazzetta del paese, con la sua bella meridiana che segna il tempo, che qui sembra scorrere più pigramente che altrove.

Difficoltà: classificazione CAI E

Dislivello: in salita  e discesa circa  230 m.

Lunghezza: circa 7 km

Tempo di percorrenza: circa 3 ore (soste escluse)

Pranzo al sacco fornito dall’albergo

Ore 14,30 partenza per Perugia con arrivo previsto intorno alle 21,00.

Interesse: naturalistico, storico

Abbigliamento: Obbligatori scarponi da trekking, bastoncini consigliati, giacca a vento e quant'altro utile per eventuali variazioni metereologiche.

 

Quota di partecipazione individuale:

Minimo e massimo 20 partecipanti € 315,00

 

La quota comprende:

  • viaggio in autobus gran turismo come da programma con certezza di distanziamento a bordo
  • vitto e alloggio dell’autista
  • sistemazione in albergo ctg. 3 stelle in camere matrimoniali o camere a 2 letti separati (camere singole se disponibili con supplemento)        
  • trattamento di ½ pensione con bevande comprese ai pasti:
  • ¼ di vino della casa + ½ di acqua minerale
  • prima colazione continentale ( no buffet )
  • i pranzi al sacco di sabato e domenica forniti dall’albergo
  • accompagnamento di guida escursionistica domenica 1 novembre
  • transfert con minibus riservati per la giornata di sabato 31 ottobre
  • assicurazione medica

 

La quota non comprende:

  • il pranzo di venerdì ed eventuale cena di domenica
  • eventuale tassa di soggiorno
  • quanto non incluso alla voce LA QUOTA COMPRENDE.
  • assicurazione per annullamento ( circa 20,00 euro )da stipulare al momento della prenotazione
  • gli extra in genere e quanto non incluso alla voce la quota comprende

L’ iniziativa è riservata ai soci in regola con il pagamento della quota associativa dell’ anno in corso

Prenotazioni:


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