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APPENNINI: A Badia Tedalda in rifugio

Data: 
da sabato 23 a lunedì 25 aprile 2016 - rinviato per maltempo

Vi proponiamo un modo diverso di stare insieme: avremo a disposizione tutto per noi un bel casale ben ristrutturato ed attrezzato per ospitare fino a 60 persone di proprietà della proloco di Badia Tedalda.

Il casale, in aperta campagna e lontano da centri abitati, è perfetto per godere appieno della natura circostante e dei bei panorami che si aprono sull'Alpe della Luna, il Sasso di Simone ed il monte Carpegna.

Ritrovo e partenza : Perugia, parcheggio centro di intrattenimento Borgonovo di Centova, formazione degli equipaggi e partenza alle ore 15.30 con auto proprie per Badia Tedalda (AR).

I luoghi: Sul contrafforte appenninico che fa da spartiacque fra i fiumi Marecchia e Presale sorge a 756 m il paese di Badia Tedalda, in origine una "mansio", stazione di posta lungo la via Ariminensis che, tracciata dai romani, svolgeva sopratutto funzioni militari collegando i due centri di Arezzo e Rimini.

L'antica strada è oggi ricalcata abbastanza fedelmente, dal P.sso di Viamaggio (via Maior) verso l'Adriatico, dalla statale Marecchiese che costeggia l'omonimo fiume.

Il territorio del comune ha la principale risorsa economica nell'allevamento, sopratutto ovino che si sviluppa in massima parte nell'alto bacino del fiume Marecchia.

Nel corso dell’Alto Medioevo si costituisce il monastero benedettino di San Michele Arcangelo, i cui monaci hanno – come principale occupazione – la cura e lo sfruttamento della grandi foreste di Viamaggio e dell’Alpe della Luna. Da questo momento per diversi secoli le sorti della comunità locale sono strettamente intrecciate a quelle del monastero. A partire dal XIII secolo l’Abate dei Tedaldi arriva addirittura a costituire uno stato a se stante, con prerogative sovrane su tutta la Valmarecchia. E’ un primato che dura per oltre due secoli: dai primi anni del XV secolo l’Abbazia comincia a perdere progressivamente tali privilegi, ma quando Papa Leone X la offre in commenda all’Ospedale di S. Maria Novella di Firenze, torna agli antichi splendori. Va in questa direzione, fra l’altro la ricostruzione della chiesa abbaziale, struttura risalente all’XI secolo, in stile romanico, ad una navata, con campanile impostato su preesistente torre difensiva (nel corso di questi lavori di ristrutturazione l’edificio viene arricchito da altari con pale in terracotta invetriata di scuola robbiana) Poi, nel luglio 1775, Badia Tedalda viene costituita in comunità, per volere del Granduca di Toscana Leopoldo I. Da vedere le splendide terrecotte invetriate che si trovano nella chiesa di San Michele Arcangelo, opera di Benedetto e Santi Buglioni, allievi nella bottega dei Della Robbia.

Dal paese i pastori per generazioni sono partiti col sopraggiungere della brutta stagione verso la Maremma. Le greggi, si ricorda, sfilavano per giorni lungo i stradelli che ancora in parte esistono e che gli anziani riconoscono come tratti dell'antica via maremmana.

Questa pratica era tanto diffusa a Badia Tedalda, da coinvolgere la quasi totalità della popolazione dei nuclei sparsi .

Il programma :

sabato 23 aprile :

Percorso in auto: Perugia- San Sepolcro-Badia Tedalda- casale Piscina nera

n.b. gli ultimi km sono su strada bianca ma agevole

Sistemazione nelle stanze e camerate, preparazione della cena e pernotto.

domenica 24 aprile :

Dopo aver fatto colazione ci muoveremo direttamente dall' ostello, subito in salita seguendo il sentiero nr. 5 della G.E.A. nel bosco verso il monte Bello. Guadagnata quota la vista si apre sul Carpegna e sui vicini Sasso di Simone e Simoncello. Fra Toscana e Marche, tagliato a metà dalla linea di confine, si erge imponente a 1200 m il massiccio calcareo del Sasso di Simone. Per tre lati cade a picco sui calanchi e sui boschi e solo da un lato ci si può inerpicare in cima. La stradella è ancora lastricata e risale al cinquecento quando i Medici fecero costruire una fortezza sul pianoro sommitale con 78 abitazioni oltre a strutture di servizi. L'impervio sito subì un graduale abbandono sia per l'inclemenza del clima che per le difficoltà di approvvigionamento.

Si tocca poi la piccola frazione di Staviola e si scende al fosso delle Valcelle caratterizzato da piccole cascatelle in bel ambiente intatto.

Ripreso il cammino risaliremo nel bosco fino all'ostello.

Pranzo al sacco durante l’escursione.

Difficoltà : mediamente impegnativo

Dislivello : in salita m 670 e discesa m 712

Lunghezza :circa 15 km

Quota massima : m 1070

Tempo di percorrenza : 6 ore escluse le soste

Abbigliamento: scarponcini da trekking, bastoncini, k-way, copricapo e quant’altro ritenuto utile secondo esigenze, oltre a ricambio da lasciare in auto.

Interesse: paesaggistico, naturalistico

Rientro in ostello per cena e pernottamento

lunedì 25 aprile :

Dopo colazione si parte dall'ostello ripercorrendo la salita del giorno prima, fino al passo di Monte la Breve seguendo ancora il sentiero 5 della G.E.A. in direzione di Monterano e Montemaggiore su piccola strada di crinale con vista sull'Alpe della Luna e della sua cima più alta il Monte dei Frati. Nel bosco si scorgono dei cartelli posti dal Parco Storico della Linea Gotica che individuano postazioni che risalgono al passaggio del fronte nel 1944, di cui a distanza di 70 anni non rimane molto, la natura e l'opera dell'uomo hanno fatto la loro parte.

L'escursione termina alle suggestive cascate del Presalino dove troveremo le auto preventivamente lasciate la mattina.

Pranzo al sacco durante l’escursione.

Difficoltà : mediamente impegnativo

Dislivello : in salita m 360 e discesa m 625

Lunghezza :circa 11 km

Quota massima : m 1085

Tempo di percorrenza : 4 ore escluse le soste

Abbigliamento: scarponcini da trekking, bastoncini, k-way, copricapo e quant’altro ritenuto utile secondo esigenze, oltre a ricambio da lasciare in auto.

Interesse: paesaggistico, naturalistico, storico

Recuperate le auto per chi vuole c'è la possibilità di fare un altra piccola sgambata, spostandoci di poco in auto fino al piccolo abitato di Rofelle (m 690) con bella chiesa medievale per salire su antica mulattiera fino al villaggio di Montebotolino (m 889) ormai abitato solo in estate.

Castrum medioevale edificato sul Poggio del Paradiso, posto a strapiombo sulla Valle del Marecchia, alla fine del XIII secolo passò dalla famiglia Catani, di origine longobarda, all'abbazia dei Tedaldi. Nell'antica fortezza oggi una chiesa si può ammirare una bellissima terracotta robbiana, raffigurante l'incredulità di San Tommaso. Dal piccolo borgo il panorama è notevole: la vista spazia dall'Alpe della Luna, al Monte Zucca, al Fumaiolo, al Poggio dei Tre Vescovi. L'escursione si completa con la salita alla vetta del monte omonimo (m 1105) in meno di un'ora per contemplare il villaggio dall'alto.

Difficoltà : modesto impegno

Dislivello : in salita e discesa m 185 (m 400 se si arriva in vetta)

Lunghezza :circa 3 km e altrettanti per ridiscendere (calcolare altri 2 km per la cima)

Tempo di percorrenza : 1,30 ore escluse le soste (2,30 se si arriva in vetta)

Nota bene:

Avere un rifugio in autogestione presuppone la collaborazione di tutti per preparare le cene, le colazioni e pranzi al sacco di domenica e lunedì. Occorre anche adoperarsi nelle pulizie finali dei locali utilizzati.

Per dormire è tassativo l'uso di un sacco a pelo o sacco lenzuolo e portare tutto l'occorrente per il soggiorno individuale, compresa biancheria da bagno.

La sistemazione spartana prevede di dormire in stanze a più letti da comporre in base al numero degli iscritti.

I servizi sono presenti solo ai piani e sono composti da lavabi, wc e docce.

Le due serate che trascorreremo insieme saranno ancora più piacevoli se spontaneamente i partecipanti si offriranno di animarle con musica, letture, giochi di società.

Quota di partecipazione individuale :

MIN. 10 PARTECIPANTI : EURO 50.00

La quota include :

sistemazione in ostello in 3 stanze da 6 letti ciascuna( anche a castello) e di un camerone che può ospitare circa 40 persone

La quota non include :

Spese di viaggio da dividere per ogni equipaggio;

spese per le cibarie necessarie per 2 cene, 2 pranzi al sacco e due colazioni.

L'acquisto dei viveri verrà fatta da alcuni membri del Direttivo la mattina di sabato 23 aprile.

L’escursione è riservata esclusivamente ai soci in regola con il pagamento della quota sociale per l’anno in corso.

 

Prenotazioni:


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