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Aggiornato: 2 ore 33 min fa

Non si raggiungeranno gli obiettivi che avrebbero dovuto fermare la perdita di biodiversità entro il 2020

Mar, 15/09/2020 - 00:00
Al vertice sulla biodiversità delle Nazioni Unite, i leader mondiali devono dimostrare ambizione e coraggio, accelerando il negoziato per la definizione di nuovi obiettivi che consentano una ripresa della natura entro il 2030 
Secondo il rapporto dell'ONU Global Biodiversity Outlook 5 (GBO-5) pubblicato oggi dalle Nazioni Unite, nessuno dei “Target di Aichi”, i 20 obiettivi concordati nel Piano strategico per la biodiversità 2011-2020, sarà veramente raggiunto. In merito alla pubblicazione del report, ecco il commento del WWF. 

Il mancato vero raggiungimento di tutti gli obiettivi di Aichi per la biodiversità, fissati dalle Nazioni Unite un decennio fa, avrà un grave impatto sugli sforzi per stabilizzare e invertire la perdita di natura causata dall'uomo e mitigare il cambiamento climatico. Tutto questo a sua volta minaccerà il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.

In un anno in cui ci troviamo a combattere contro una pandemia globale, eventi climatici sempre più estremi, incendi devastanti e davanti al drammatico declino di molte specie, è necessario che i governi, insieme ai leader politici, alle imprese e alle comunità, agiscano urgentemente e concretamente per riequilibrare il nostro rapporto con la natura, ripristinando la diversità culturale (così importante anche per la conservazione della natura) e naturale del nostro pianeta. Solo agendo insieme, nel rispetto dei diritti e dei valori di tutti gli stakeholders, possiamo garantire un futuro sostenibile per le persone e per il pianeta.

Al vertice ONU sulla biodiversità di quest'anno i leader devono mostrare come intendano accelerare l'azione in vista dei negoziati ONU sulla biodiversità previsti per il 2021. Il WWF chiede un'azione urgente per avviare la natura su un percorso di recupero entro il 2030, ponendo fine alla distruzione degli habitat, arrestando il declino di specie e dimezzando l'impronta della nostra produzione e del nostro consumo. È fondamentale costruire insieme una maggiore resilienza alle crisi future, ed è per questo che un New Deal for Nature and People non è mai stato così vitale come oggi.

Pesca illegale di coralli, in 7 rinviati a giudizio

Mar, 15/09/2020 - 00:00
Si è conclusa presso il Tribunale Ordinario di Salerno l’udienza preliminare di un procedimento a carico di otto soggetti, imputati dei reati di associazione per delinquere (art. 416 c.p.) e di inquinamento ambientale (art. 452-bis c.p.).
Agli stessi si contesta di aver causato la compromissione e il deterioramento significativi e misurabili di alcuni banchi di corallo (appartenente alla specie protetta “corallum rubrum”) situati all’interno delle aree marine protette dello scoglio dell’Isca in Praiano e Capo di Conca, all'interno della ZPS IT8030011 denominata “Fondali marini di Punta Campanella e Capri”.
Gli imputati, nel corso di numerose immersioni, avrebbero asportato abusivamente – perché privi dei necessari titoli abilitativi – alcuni quantitativi di corallo protetto, con il ricorso a tecniche vietate che avrebbero comportato il danneggiamento dell’ecosistema marino. Il pescato sarebbe poi stato rivenduto a intermediari in collegamento con soggetti appartenenti al remunerativo circuito del traffico illecito di corallum rubrum. 
Coinvolta anche una società che, secondo l’accusa, sarebbe stata costituita al solo fine di fornire legittimità apparente alle attività. Le indagini si sono svolte attraverso il ricorso alle intercettazioni delle comunicazioni telefoniche intercorrenti tra gli indagati e agli accertamenti tecnici effettuati nei luoghi oggetto delle immersioni contestate. 
Uno degli imputati ha chiesto e ottenuto una sentenza di patteggiamento, accettando di vedersi comminata la pena concordata con la Procura della Repubblica e ritenuta congrua dal Giudice (1 anno e 2 mesi di reclusione; € 13.333,00 di multa). 
Tutti gli altri imputati sono stati invece rinviati a giudizio. La prima udienza dibattimentale si svolgerà il 17 novembre p.v. presso la II Sezione Penale (I collegio) del Tribunale Ordinario di Salerno.
“È un primo grande risultato – dichiara Donatella Bianchi, Presidente del WWF Italia – che testimonia la necessità di predisporre misure sempre più efficaci di controllo dei nostri mari, per difendere le sue preziose risorse dalle attività di pesca e prelievo illegali. Il WWF, ammesso parte civile nel processo, continuerà il suo impegno nel contrasto ad ogni crimine ambientale, anche in sede giudiziaria, a supporto della preziosa azione delle forze dell’ordine e della Magistratura. Un particolare ringraziamento agli avvocati Arnaldo Franco e Andrea Franco, del Foro di Salerno che ci assistono in questo processo”. 

Basta con l'uso indiscriminato di pesticidi

Mar, 15/09/2020 - 00:00
Oggi, 15 settembre, inizia a Bolzano il processo contro Karl Bär, referente per la politica agricola e commerciale dell'associazione tedesca Umweltinstitut München che da decenni si batte contro l'uso indiscriminato dei pesticidi in agricoltura. Il motivo all'origine della causa è una campagna sulla diffusione di queste sostanze nei meleti dell'Alto Adige, a seguito dell'inchiesta dello scrittore e cineasta austriaco Alexander Schiebel, autore del libro "Das Wunder von Mals" (Il miracolo di Malles), anch'egli sotto accusa in un procedimento analogo.
 
“Senza entrare nel merito del procedimento legale in corso - affermano le associazioni di Cambia la Terra - occorre sottolineare come questa vicenda abbia portato di nuovo alla cronaca il tema dell’uso massiccio dei pesticidi e il conflitto con le comunità locali”.
 
La campagna Cambia la Terra, promossa da FederBio con Isde-Medici per l’ambiente, Legambiente, Lipu e WWF Italia, nasce proprio per informare e far crescere la consapevolezza sull’impatto dell’agricoltura industriale basata sulla chimica di sintesi.

Allo stesso tempo la campagna intende promuovere un diverso approccio all’agricoltura verso l’agroecologia di cui biologico e biodinamico sono l’espressione più diffusa. Difendendo il diritto dei cittadini e di tutti gli agricoltori che usano solo prodotti di origine naturale a tutelarsi rispetto all'utilizzo di fitofarmaci di sintesi chimica, dannosi per l'ambiente e per la salute, così come il diritto di tutti a fare informazione su ciò che essi comportano.

“Esprimiamo la nostra vicinanza a Karl Bär e a tutte le persone coinvolte in questa vicenda - continuano le associazioni di Cambia la Terra - . Auspichiamo che la questione pesticidi non sia trattata nelle aule di giustizia ma nell’ambito di una ampia, seria e partecipata riflessione in Provincia di Bolzano e in generale nel nostro Paese.
Ci auguriamo che vi sia una riflessione sulle conseguenze che il loro uso indiscriminato può causare alla biodiversità e alla salute dei cittadini, come dimostrato dalla stragrande maggioranza degli studi.
Il nostro auspicio è che i querelanti possano ritirare prima possibile le accuse, per confrontarsi in modo più sereno e costruttivo con chi si oppone all’uso dei pesticidi, nei luoghi più appropriati come le istituzioni, locali e nazionali, e in incontri pubblici che coinvolgano cittadini e agricoltori.
Uno scontro frontale di questa natura può solo danneggiare l’intero sistema agroalimentare della Provincia di Bolzano, compreso il settore bio che rappresenta un’eccellenza.
Rischia di vanificare l’impegno e gli sforzi messi in atto dalle organizzazioni locali per promuovere un biologico di qualità, grazie all’applicazione di rigorose linee guida che prevedono standard aggiuntivi rispetto alle normative vigenti come, ad esempio, sta facendo Bioland Südtirol.
 
È ora che l’agricoltura italiana, europea e mondiale facciano la loro parte nelle sfide del XXI secolo, per fermare la perdita di biodiversità e nella lotta al cambiamento climatico.
E una delle strade è proprio la drastica riduzione dell’uso di fitofarmaci, come richiesto anche delle strategie europee Farm to Fork e Biodiversità”.