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Aggiornato: 3 ore 15 min fa

Marche: il Consiglio di Stato da' ragione al WWF sulla caccia

Mar, 23/10/2018 - 00:00
Il Consiglio di Stato (con ordinanza del 22/10/2018) ha dato ragione alle associazioni WWF Italia e LAC nel ricorso contro il calendario venatorio 2018/19 della Regione  Marche, ribaltando la precedente decisione del Tribunale Amministrativo Regionale delle Marche che aveva respinto il ricorso originario.
A convincere i giudici di secondo grado sono stati gli argomenti di natura  giuridica  e scientifica degli avvocati Alessio Petretti di Roma e Tommaso Rossi di Ancona. 
Risultato: è vietata la caccia, che era invece  stata autorizzata dalla Regione Marche, nelle aree “Natura 2000” (specie ed habitat  naturali protetti  dall’Unione  europea) e nel mese di febbraio (periodo  delicato  per le specie  migratrici).
Il Consiglio di Stato sottolinea quanto le associazioni di protezione della natura e degli animali denunciano da anni, ossia che “l’assenza, ormai da tempo, di una generale, approfondita, attualizzata, consapevole e generale pianificazione faunistico-venatoria a livello regionale (…)”, ricordando: “(…) la incontestabile natura di patrimonio indisponibile della fauna selvatica, con la conseguente rilevanza di un interesse generale della collettività prevalente su quello dei praticanti l’attività venatoria, sicché è necessario che fino alla decisione nel merito da parte del Tribunale amministrativo regionale detto interesse generale trovi immediata tutela”.
"La decisione del Consiglio di Stato - sottolinea il vicepresidente del WWF Italia, Dante Caserta, ristabilisce principi che dovrebbero essere del tutto ovvi e che, inspiegabilmente, il TAR Marche non aveva colto. La Regione e i cacciatori dovranno ora immediatamente dare seguito a quanto stabilito da parte del massimo organo di giustizia amministrativa. Qualunque violazione di quanto stabilito dal Consiglio di Stato sarà oggetto di specifiche azioni legali contro i contravventori".

L'Elephant Tour sbarca a Napoli

Mar, 23/10/2018 - 00:00
Dopo il successo delle le prime due tappe a Torino e Verona, domani -mercoledì 24 ottobre- sbarcherà a Napoli l'Elephant Tour: il primo tour italiano dedicato alla tutela degli elefanti africani, allo scopo di puntare i riflettori su bracconaggio e traffico di avorio che stanno decimando la specie.
In ciascuna delle città ospitanti, durante incontri informali con aperitivo presso bar, piazze, musei ed orti botanici, alcuni dei maggiori esperti italiani illustreranno le minacce alla specie ed i segreti dei traffici internazionali d’avorio da diversi punti di vista.
Protagonisti della tappa partenopea, presso il Caffè Letterario Intra Moenia in Piazza Bellini, saranno i Carabinieri del raggruppamento CITES, specializzati nel contrasto ai traffici illegali di specie protette.

Ad organizzarlo, i giovani di WWF YOUng, la community under 35 di WWF Italia, che da poco hanno anche lanciato una petizione per chiedere la fine del commercio d’avorio in Italia e limitare così la possibile copertura di traffici illeciti: in una settimana, sono già state raccolte oltre 30.000 firme da tutto il mondo.
L’iniziativa sarà anche occasione per raccogliere fondi (per ogni aperitivo, una quota sarà donata al WWF) per sostenere il progetto di conservazione dell’elefante di foresta a Dzanga Sangha, nella Repubblica Centrafricana,  dove i ranger del parco sono l’unico presidio contro il bracconaggio che mette a grave rischio la sopravvivenza del pachiderma, insieme a quella del raro gorilla di pianura e del benessere delle comunità locali.
 
Le prossime tappe saranno a Bari (26/10), Firenze (31/10) e gran finale a Roma (8/11). Per info conusulta la pagina facebook di WWF YOUng. 

Il Tar Lazio accoglie il ricorso contro la caccia nel Parco d'Abruzzo, Lazio e Molise

Mar, 23/10/2018 - 00:00
Il Presidente del Tar Lazio ha accolto il ricorso delle Associazioni ENPA, LAC, LAV e WWF Italia con cui si chiedeva la sospensione dell’atto, approvato a fine settembre dal presidente della Regione Lazio, che autorizzava in maniera illegittima e insensata “il prelievo venatorio nel versante laziale del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e nelle zone Speciali di conservazione con presenza di Orso marsicano”.

A curare il ricorso è stato l’avvocato Valentina Stefutti, che aveva già evidenziato come la Regione Lazio non avesse richiesto l’obbligatorio parere a Ispra, il massimo organo di consulenza tecnico-scientifica che si era già raccomandato di “assicurare il divieto di caccia nell’area di protezione esterna del Parco d’Abruzzo, vista l’urgente necessità di tutelare il nucleo di esemplari di orso marsicano presente nella regione Lazio”.


Da oggi, quindi, nelle aree classificate come “contigue” al Parco d’Abruzzo nella parte laziale è vietata qualsiasi forma di caccia. ENPA, LAC, LAV e WWF Italia, oltre a vigilare con le proprie Guardie volontarie, hanno impugnato il calendario venatorio della regione Lazio con un ricorso che verrà discusso a breve.

In due mesi, però, la Regione Lazio ha inanellato tre provvedimenti che è difficile non definire una marcia indietro delle sue politiche ambientali.
Il primo è stato pubblicato nel BUR del 6 agosto e riguarda la presentazione delle candidature per i membri del Consiglio Direttivo di 12 aree protette del Lazio: la scadenza era fissata il 10 settembre e molte associazioni ambientaliste non sono nemmeno venute a conoscenza del bando. In passato il bando era preceduto da una diffusa interlocuzione che assicurava una qualificata partecipazione, cosa che in questo caso non è accaduta.
Il secondo è la proposta di legge 55/2018, che nella sua versione originaria contiene un attacco frontale alla credibilità e natura dei Piani di Assetto delle aree protette, strumento essenziale ed insostituibile di tutela. L’art. 3, infatti, modificando la LR 29/1997 prevede che l’approvazione dei Piani di Assetto venga operata dalla Giunta Regionale, escludendo il Consiglio e con la sola acquisizione - obbligatoria ma non vincolante - della Commissione consiliare competente.
Il terzo atto riguarda poi l’approvazione da parte della Giunta regionale di un calendario venatorio pieno di illegittimità, che ignora i pareri dell’Ispra sulle misure in materia di specie cacciabili, apertura, prolungamento della stagione venatoria e orari di caccia; viola la Direttiva Europea “Uccelli” e la legge 157/92.

Un weekend d'autunno nelle Oasi

Ven, 19/10/2018 - 00:00
Inizia un altro fine settimana e decidere di trascorrerlo in mezzo alla natura è sempre una buona idea.
Come accade ogni weekend, infatti, anche nelle giornate di sabato 20 e domenica 21 ottobre, le Oasi propongono avventure e visite alla scoperta della natura, per curiosi e appassionati di tutte le età.
 
L’Oasi WWF Lago di Alviano, in Umbria, domenica 21 alle 15 e 30, organizza “L’incontro con l’esperto”, dove si potranno conoscere meglio il bosco e le sue meraviglie. Pietro Gallo racconterà i segreti del “Bosco igrofilo” mentre Giada Brozzetti parlerà delle “Piante Palustri”.
Un altro bosco da poter esplorare domenica è quello dell’Oasi WWF Valmanera, in provincia di Asti. L’appuntamento è con la passeggiata autunnale tra i boschi, alla scoperta della storia, della biodiversità e della tradizione del territorio, accompagnati da suoni, colori e sapori dell'autunno.
Sempre domenica 21 ottobre, con una semplice passeggiata lungo i sentieri del Bosco di Vanzago, si potrà esplorare il mondo dei funghi e scoprire come si formano, come crescono e quel è il loro ruolo nell'ecosistema. La passeggiata è adatta a tutta la famiglia e durerà circa due ore: l’appuntamento è al Centro visite della riserva Bosco WWF di Vanzago.
Sabato e domenica continuano gli appuntamenti con il bricolage in compagnia degli operatori del WWF nell’Oasi Lago di Burano e al centro visite si impareranno a costruire le mangiatoie per i piccoli uccelli e aiutarli a prepararsi per l’arrivo dell’inverno.
Anche l’Oasi WWF Bosco San Silvestro propone un weekend ricco di eventi: sabato 20, si potrà passare il pomeriggio in compagnia di Harry Potter e delle magie di Hogwarts, mentre domenica il tema centrale sarà la biodiversità urbana, che verrà spiegata con laboratori e punti informativi.
Sabato torna una nuova e fantastica avventura, per tutta la famiglia, con i Dinosauri in Carne e Ossa nel magico bosco degli Astroni a Napoli. Per prenotare basta scrivere una mail a dinosauri@wwfoasi.it oppure chiamare il 081.5883720.
Domenica la Riserva Marina di Miramare propone il terzo appuntamento con l’escursione dalle falesie, attraversando i boschi di Cernizza per arrivare alle spiagge. L'itinerario condurrà i partecipanti verso la scoperta delle specie caratteristiche del paesaggio carsico e della macchia mediterranea e dei suggestivi scorci sul Golfo, fra la costa bassa e fangosa tipica della costa adriatica italiana.
La prenotazione è obbligatoria al 040 22417 interno 3 o inviando una mail a info@riservamarinamiramare.it.
 

Bracconaggio: operazione Volo libero 2018

Ven, 19/10/2018 - 00:00
Con l’arrivo degli uccelli migratori si registrano già le prime gravi violazioni alla legge: due cacciatori provenienti dalla provincia di Brescia sono stati colti dagli agenti della Polizia Provinciale di Pavia e dalle Guardie Volontarie WWF nel Comune di Confienza, dopo che avevano abbattuto con l’ausilio di richiami vietati 47 uccelli protetti.
“Siamo riusciti ad interrompere la mattanza che era iniziata da poco più di un’ora” racconta Antonio Delle Monache Coordinatore Regionale Guardie WWF Lombardia “non possiamo immaginare quanti uccelli protetti sarebbero stati uccisi se non fossimo intervenuti”.



“L’intera provincia di Pavia è interessata da un bracconaggio intensissimo da parte di centinaia di cacciatori foranei. Purtroppo le continue modifiche fatte negli ultimi anni della Legge Regionale, da parte della Regione Lombardia, hanno via via permesso che cacciatori di fuori provincia possano effettuare giornate di caccia pur non essendo iscritti agli ATC pavesi. Per questo motivo le belle campagne pavesi sono invase da sparatori che sono contrastati dalla poche forze di vigilanza in campo. La Polizia Provinciale di Pavia fa un ottimo lavoro ma è veramente impossibile controllare centinaia di cacciatori, molti dei quali utilizzano richiami acustici vietati dotati di telecomandi e si organizzano per occultare sistematicamente la fauna protetta uccisa”.
Le attività di vigilanza del WWF, sempre in coordinamento con la Polizia Provinciale, proseguiranno per tutto il periodo del passo e  si invitano i cittadini a segnalare eventuali casi di caccia illegale al numero antibracconaggio 328 7308288, o tramite la pagina Facebook

Con la sanatoria a Ischia si rischia emergenza permanente

Gio, 18/10/2018 - 00:00
La sanatoria edilizia per Ischia prevista nel decreto legge per Genova non dà garanzie sulla stabilità degli edifici e la sicurezza delle persone e può diventare un colpo di spugna per chi ha l’ordine di demolizione da parte della magistratura penale. Dare tempi troppo stretti (sei mesi), a fronte di 27 mila domande di condono e di 600 ordini di abbattimento di case abusive previsti nell’isola senza prevedere “paletti” rispetto alle certificazioni statiche richieste e al patrimonio illegale che va rimosso invece di risolvere un’emergenza, la fa diventare permanente.
Per questo il WWF Italia insieme al FAI, alla LIPU, e al TOURING CLUB ITALIANO ha recentemente inviato ai capogruppo della Camera e ai membri delle commissioni Ambiente e Trasporti le proprie osservazioni e richieste di emendamento in cui propone che siano inseriti “paletti” chiari per correggere il provvedimento nella sostanza.
Il terremoto, che ha avuto come epicentro Casamicciola Terme, ha colpito Ischia il 21 agosto 2017 con una magnitudo di 4.0. La scossa ha provocato il crollo di numerose case e ha provocato, purtroppo, 2 vittime, 42 feriti e 2600 sfollati. Proprio a causa della sproporzione tra la portata dell’evento sismico e i danni prodotti il WWF ricorda che sono sorti forti dubbi sulla qualità dei materiali di costruzione e su quanto avesse inciso il pesante e diffuso fenomeno dell’abusivismo che assume dimensioni particolarmente preoccupanti nell’isola. 
In un territorio densamente urbanizzato come quello ischitano è necessario un chiaro segnale di svolta rispetto ad una situazione che è ormai al limite di guardia. Come ricordano i ricercatori dell’Università dell’Aquila, che collaborano da anni con il WWF: a Ischia le aree urbanizzate negli ultimi 50 anni sono più che triplicate (da 410 ettari a 1300 ettari circa) e il tasso di urbanizzazione è quindi passato dal 9% (cinque volte quello nazionale del periodo) al 30% circa (3 volte l’attuale densità di urbanizzazione nazionale).
Per il WWF deve essere verificato che le case costruite prima del 1971 (data prima della quale l’obbligo non esisteva) abbiano il collaudo statico e rileva che per avere maggiori garanzie non può bastare l’idoneità sismica introdotta con le legge sul condono del 1985 (legge n. 47/1985) ma deve essere verificata la certificazione  di idoneità statica. Inoltre per il WWF deve essere chiaro ed esplicitato che non siano concessi condoni e contribuiti illegittimi in presenza di un ordine di demolizione o ripristino stabilito dal giudice penale, posto il problema dell’esecuzione penale che grava su migliaia di immobili abusivi situati nell’isola di Ischia in concorrenza agli ordini di ripristino e demolizione adottati dai Comuni. Alcuni dati sull’isola di Ischia L’isola di Ischia è estesa per 46 chilometri quadrati ripartito in 6 diversi comuni. La popolazione attualmente residente è pari a circa 64.000 abitanti, il doppio rispetto al dato del 1950 con un trend che ancora oggi è in crescita (+ 3000 abitanti dal 2011 al 2017 ed un indice di vecchiaia di poco superiore a 1). I dati relativi all’urbanizzazione dell’isola dagli anni ‘50 fino ai primi anni del 2000 evidenziano come le aree urbanizzate siano più che triplicate (da 410 ettari a 1300 ettari circa) con una perdita netta di suolo pari a 872 ettari equivalenti a 17 ettari/anno (500 metri quadrati ogni giorno). Il tasso di urbanizzazione è quindi passato dal 9% (cinque volte quello nazionale del periodo) al 30% circa (3 volte l’attuale densità di urbanizzazione nazionale). L’energia del fenomeno, come del resto in tutta Italia, è diminuita negli ultimi anni ed i dati dell’ISPRA mostrano per l’isola di Ischia una ulteriore perdita di suoli pari a 0,53 ha tra il novembre del 2015 ed il maggio del 2016. I dati ISTAT relativi al censimento degli edifici e delle abitazioni rivelano come nell’isola il patrimonio edilizio-abitativo sia quasi quintuplicato tra il 1946 ed il 2001. Sono stati infatti costruiti circa 10.000 nuovi edifici ad uso residenziale (1 edificio ogni 2 nuovi abitanti). I dati dell’ultimo censimento ISTAT denunciano ulteriori 500 edifici costruiti tra il 2001 ed il 2011 con il 20% delle abitazioni che risultano essere vuote (valore questo inferiore alla media nazionale). Tutti i comuni rientrano nella seconda classe di pericolosità sismica secondo OPCM N.3519 del 28 Aprile 2006).

Tonno rosso: un traffico illegale da 12 milioni di euro l'anno

Mer, 17/10/2018 - 00:00
Un’indagine investigativa condotta dalle autorità spagnole e da Europol ha portato all’arresto di 79 persone implicate nel commercio illegale di tonno rosso (Thunnus thynnus), per un valore stimato di 12 milioni di euro all’anno. Sono state ancheriscontrate irregolarità nella conservazione del pesce con possibili rischi di intossicazione alimentare.

“Stiamo assistendo ad un vero e proprio paradosso. Da una parte migliaia di piccoli pescatori senza quote, per i quali la pesca del tonno rappresentava un’importante fonte di sostentamento, destinati ad abbandonare un mestiere antico quanto sostenibile; dall’altra un sistema criminale che vede coinvolti proprio i ‘detentori’ dell’allevamento e della commercializzazione del tonno rosso del Mediterraneo”. Dichiara dichiara la presidente del WWF Italia Donatella Bianchi che chiede che “si faccia piena luce su un ‘sistema’ illegale parallelo che si è creato e che oltre a danneggiare gli stock oggi tutelati rappresenta una minaccia per la salute e la sicurezza alimentare della collettività”.

L’ingente quantitativo di tonno sequestrato (80 mila chilogrammi) dalla Guardia Civil spagnola è risultato essere il frutto di un traffico ben organizzato che vede coinvolti anche altri paesi europei, tra cui l’Italia e Malta ed alcuni porti della Francia. Secondo gli investigatori, il tonno rosso, proveniente dall’Italia a bordo di TIR, veniva successivamente introdotto in Spagna, privo della documentazione di tracciabilità, obbligatoria per questa specie, la cui pesca è regolamentata da International Commission for the Conservation of Atlantic Tunas (ICCAT) attraverso il sistema delle quote.
 
Dall’indagine è emersa una vasta rete di distribuzione del prodotto illegale facente capo alla società spagnola “Fuentes y Hijos”, che è una delle più importanti compagnie legate all’allevamento e alla vendita del tonno rosso su scala mondiale. Queste importanti informazioni arrivano in un momento cruciale, ossia a poche settimane dalla riunione annuale di ICCAT, che avrà luogo in Croazia tra il 12 e il 19 novembre prossimo, dove l'UE e i paesi interessati dalla pesca al tonno rosso si riuniranno per accordarsi sulle nuove misure necessarie alla gestione di questa tanto ambita specie.
 
I profitti derivanti dal commercio illegale di tonno rosso ammontano ad oltre 12.5 milioni di euro all'anno. Il volume di tonno illegale introdotto sul mercato ogni anno è stimato essere di 2.5 milioni di chilogrammi, contro gli 1.25 milioni di chilogrammi di prodotto legalmente commercializzato.
 
La tracciabilità e l’origine legale dei prodotti che mangiamo sono fattori chiave per la difesa dei mari e degli oceani e che, tutti i prodotti illegali che riescono a raggiungere il consumatore, sono sottratti ad ogni controllo igienico-sanitario e come tali sono un serio rischio per la salute.
 
Il tonno rosso è una delle specie più remunerative esistenti e, a causa del sovrasfruttamento al quale era stato sottoposto nel passato è anche (o almeno lo è nominalmente) la specie di tonno più regolamentata. Proprio per questo è inaccettabile che operatori del settore abbiano potuto agire indisturbati, riuscendo a creare una rete illegale capillare, in barba alle autorità nazionali ed internazionali preposte alle ispezioni e ai controlli.
 

Il Presidente del WWF Internazionale nella capitale per i 50 anni del Club di Roma

Mer, 17/10/2018 - 00:00
"Sono onorato di essere qui per il 50esimo anniversario della fondazione del Club di Roma - ha detto Pavan Sukhdev, Presidente del WWF Internazionale - Questa istituzione ci ha portato a riconoscere i limiti di una crescita economica infinita nel nostro pianeta e a riconoscere l'importanza  di mercati, economia e governance, che sono anche i tre grandi temi sui quali lavora il WWF".
Pavan Sukhdev è uno dei maggiori esperti mondiali di green economy. "L'intero sistema economico - ci ha detto - ha bisogno di un nuovo modello, che non privatizzi i profitti e non esternalizzi i costi. Il Club di Roma ha  fatto il punto su alcuni degli impatti sul clima e sull'agricoltura richiamando ancora una volta due tematiche centrali per il WWF" .
"Solo rispettando i vincoli e migliorando le policy e le pratiche economiche  nel mondo potremo avere oceani e foreste in salute, una migliore gestione delle acque, insomma le basi per la conservazione della natura. In questo senso gli obiettivi e i temi centrali del WWF coincidono con quelli del Club di Roma e siamo orgogliosi di essere loro partner" ha concluso il Presidente del WWF Internazionale.
Tra i temi del suo intervento nella prestigiosa kermesse romana (qui per saperne di più), che riunisce in questi giorni i maggiori esperti internazionali dello sviluppo sostenibile (da Tim Jackson a Gunter Pauli, da Johan Rockstrom a Robert Costanza - , il capitale naturale e quello sociale. "L'economia non funzionerebbe senza il capitale sociale . Molte aziende hanno accettato la sfida e collaborano con noi - continua Sukhdev - "Questo vuol dire ragionare non solo sul profitto ma anche sul modo di offrire un valore aggiunto alla società".
Capitale naturale e benefici per l'ambiente:"Le aziende stanno scoprendo i benefici che vanno alla società in senso lato. Salvare le foreste, depurare il sistema delle acque, consente attività ricreative delle quali beneficia tutta la comunità, come abbiamo sperimentato in Svezia".
La giornata è stata aperta dai saluti del sindaco di Roma, Virginia Raggi, mentre nella mattinata è intervenuto anche il ministro dell'Ambiente, Sergio Costa.

A Roma il Presidente del WWF Internazionale

Mar, 16/10/2018 - 00:00
Per celebrare il cinquantesimo anniversario della sua fondazione, il Club di Roma organizza a Roma il 17 e 18 ottobre 2018 presso l'Istitutum Patristicum Augustinianum (via Paolo VI, 25) una due giorni di confronto e discussione sulle sfide per lo sviluppo sostenible di un Pianeta che si avvia ad avere 10 miliardi di abitanti.
Dal cambiamento climatico al ripensamento dei modelli economici, alla strategia per realizzare gli SDGs (gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite) alla rivoluzione energetica, la Conferenza per i 50 anni del Club di Roma sarà un grande evento con la partecipazione di alcune tra le più rilevanti figure internazionali (qui il programma completo) che si occupano di questi problemi e sarà l’occasione per discutere e individuare soluzioni ai grandi problemi del nostro futuro.

Il Club di Roma fu fondato nel 1968 da Aurelio Peccei e Alexander King assieme a un piccolo gruppo di industriali e accademici provenienti da diverse parti del mondo, i quali con visione originale, lungimirante e per certi versi profetica vollero affrontare una delle più gravi criticità che l’umanità aveva davanti: la tendenza a una crescita economica illimitata in un mondo fisicamente limitato.

Pavan Sukhdev è uno maggiori esperti mondiali di green economy e dell’individuazione, misurazione, valutazione del capitale naturale. Nella sua carriera ha concepito e condotto dal 2008 al 2011  il rivoluzionario programma TEEB (The Economics of Ecosystems and Biodiversity) sulla valutazione degli ecosistemi e della biodiversità voluto dal G8+5 e patrocinato dalle Nazioni Unite che ha pubblicato i suoi primi rapporti nel 2010. Sukhdev è stato consigliere speciale e capo della Green Economy Initiative dell'UNEP dal 2008 al 2011.

WWF lancia SOS per gli oceani

Mar, 16/10/2018 - 00:00
800 milioni di persone a rischio per lo sfruttamento insostenibile delle risorse del mare

In occasione del World Food Day – Giornata Mondiale dell’Alimentazione, il WWF punta i riflettori sugli oceani, ambienti tra i più sfruttati del pianeta : il 33% degli stock ittici mondiali monitorati è sfruttato in eccesso e più del 60% è  sfruttato al massimo delle loro capacità. 3 miliardi di persone nel mondo consumano pesce, così ché il drammatico impatto della pesca insostenibile mette a rischio non solo gli stock ittici, ma anche il sostentamento delle popolazioni.  Una situazione peggiorata anche dagli effetti del cambiamento climatico globale sui mari del mondo che aggiunge problemi quali acidificazione, riscaldamento delle acque, aumento del livello del mare, effetti che si stanno manifestando soprattutto nell’emisfero sud del pianeta. 

“Lo sfruttamento degli oceani mette a rischio la sopravvivenza di buona parte dell’umanità, non solo la sicurezza di circa un miliardo di persone che dipendono, direttamente o indirettamente dalle risorse ittiche come fonte di cibo e di reddito, comunità che vivono soprattutto in paesi in via di sviluppo. I mari e gli oceani ricoprono gran parte del nostro pianeta, alterarne gli equilibri ecosistemici potrebbe provocare danni irreversibili. Nella Giornata Mondiale dell’Alimentazione la parola d’ordine è consapevolezza ed educazione ai consumi.” ha dichiarato Donatella Bianchi, Presidente del WWF Italia

Il WWF ha lanciato l’allarme attraverso una nuova campagna di comunicazione paneuropea e multimediale con lo slogan “Questa specie presto sparirà (anche il pesce)” che mette in evidenza il legame tra le minacce della pesca insostenibile e la sicurezza alimentare e economica di milioni persone nel mondo – pescatori, trasformatori, inscatolatori, così come tutti colori che dipendono dal pesce come risorsa di nutrimento. La campagna  mira a diffondere semplici consigli per un consumo responsabile di pesce,  tramite la sua guida online  prodotta nell’ambito del progetto Fish Forward.
I consumatori europei, infatti, possono fare qualcosa per cambiare questa tendenza: l’Europa rappresenta il più grande mercato ittico del mondo: il 60% di pesce e molluschi che circola sui banchi frigo o nelle pescherie è di importazione e più della metà di questo proviene da paesi in via di sviluppo.  L’Europa potrebbe quindi diventare l’attore chiave per il cambiamento dell’industria ittica globale. Scegliere di favorire la pesca sostenibile in questo caso, fa la vera differenza, specialmente nei confronti di milioni di persone il cui sostentamento dipende dal pesce. La Campagna chiama in causa consumatori, commercianti e rappresentanti dell’UE e delle istituzioni degli Stati membri, come componenti di una filiera, perché ognuno si assuma le proprie responsabilità nel favorire lo sviluppo di un mercato ittico sostenibile in tutto il mondo. 
Le indicazioni fornite dalla guida riguardano gli acquisti sia nella grande distribuzione che nelle pescherie locali. Nel primo caso la scelta di prodotti ittici provenienti dall’estero va indirizzata verso prodotti certificati MSC** o ASC***, che attestano la sostenibilità della pesca. Mentre al banco del fresco non è solo questa la strada per un consumo responsabile, ma è importante scegliere prodotti provenienti da pesca locale, che siano superiori a certe dimensioni e orientarsi sulla scelta delle specie meno conosciute (pesce povero), e tuttavia buone da mangiare. Gli stock di queste specie infatti sono spesso in condizioni migliori.

E’ solo attraverso un consumo responsabile che si potranno proteggere i mari contro l’uso indiscriminato delle risorse naturali e tutelare le comunità locali dalle minacce a cui sono sottoposte, spingendo i governi a mettere in atto politiche di lotta alla pesca illegale e verso pratiche più sostenibili.  

Anche il Mar Mediterraneo è ormai in uno stato di grave crisi: decenni di cattiva gestione e sfruttamento hanno pesantemente impoverito le sue risorse marine, fino al punto che oggi più dell’80% degli stock monitorati risulta sovrasfruttato. Tutto ciò si traduce in un’enorme minaccia per quei pescatori artigianali che pescano seguendo le regole e per le comunità costiere locali in generale. La flotta di pesca artigianale rappresenta infatti l’84% del totale: si tratta di attività di origine familiare e attorno a questo settore vivono intere comunità e paesi. “La cultura della pesca è una parte fondamentale della tradizione dei paesi mediterranei. Chi va a fare la spesa devono comprendere l’importanza del prodotto che ha davanti. Non è più possibile che una persona al supermercato o in pescheria, guardi il banco e trovi “merluzzo: 3 euro al chilo” senza farsi domande. Quel merluzzo non è un pesce, è una storia, è un film, che la persona che lo va a comprare e a mangiare deve conoscere!” ha dichiarato Giuseppe, pescatore artigianale durante una delle interviste realizzate nell’ambito del progetto. 


* Il progetto Fish Forward è cofinanziato dall’unione europea e mira a far crescere la consapevolezza sulla necessità di un consumo sostenibile di prodotti ittici da parte del consumatore.  La scelta e l’approvvigionamento di prodotti ittici sostenibili producono benefici per le persone e per  i mari in tutto il mondo.

** MSC (Marine Stewardship Council) è l’ecolabel che certifica il pesce pescato secondo criteri di sostenibilità, dettagliati nel disciplinare di MSC.

*** ASC (Aquaculture Stewardship Council) è l’ecolabel che certifica il pesce allevato secondo criteri di sostenibilità, dettagliati nel disciplinare di ASC.
 

Ancora incendi in Lombardia nel "triangolo della diossina"

Lun, 15/10/2018 - 00:00
WWF: Il bresciano, la nuova "Terra dei fuochi "
I recenti arresti nel pavese relativi all’incendio di Corteolona, uno dei tanti del triangolo della diossina , come WWF li ha definiti, dimostrano l’esistenza di un cartello della malavita che dalle industrie del nord della regione, specie milanesi, si fa carico di smaltire rifiuti in modo illecito attraverso il deposito e lo stoccaggio irregolari in capannoni, centri di raccolta e simili, per poi appiccare il fuoco e confondere le tracce.

La storia è la stessa, e la destinazione finale di questi rifiuti, se non è il deposito incontrollato, spesso è il sottosuolo: la terra bresciana è la nuova terra dei fuochi, con quasi 80 siti contaminati concentrati in pochi comuni funestati dalla localizzazione di discariche. Ma c’è anche lo smaltimento illecito dei rifiuti liquidi, che vengono sparsi nei campi mascherati da fanghi, in assenza di serie regolamentazioni. 

"Il WWF  chiede più controlli preventivi da parte di ARPA, della polizia provinciale e delle forze dell’ordine in questi siti sospetti - ha detto il Delegato regionale per la Lombardia, Paola Brambilla - , facili da individuare come hanno evidenziato le recenti indagini della magistratura”, ma anche “l’applicazione seria del divieto di miscelazione dei rifiuti che la Corte Costituzionale ha ristabilito: questo vuol dire che regione e province devono rivedere vecchie autorizzazioni, che invece  consentono questa pratica che permette legalmente di annacquare rifiuti pericolosi con diluizioni e pratiche illegali, a danno di salute e ambiente"

Blitz del WWF al Festival romano della Birra

Ven, 12/10/2018 - 00:00
Uomini ‘sandwich” con le immagini delle 3 birre - Luxury beer, Dry beer o Dirt Beer – che rischiamo di bere in un futuro non troppo lontano se la Direttiva europea sulle acque verrà snaturata e indebolita.
E’ “l’assaggio” della Campagna #ProtectWater che gli attivisti di WWF YOUng proporranno ai visitatori di EurHop! Roma Beer Festival , il Salone Internazionale della Birra Artigianale 2018 che andrà in scena nella capitale da oggi fino a domenica 14 ottobre.
 
I volontari inviteranno i visitatori a scattare e condividere ‘selfie’ grazie ad una speciale cornice col messaggio “95% ACQUA: PROTEGGI L’ACQUA, PROTEGGI LA BIRRA” e ad esprimere il proprio appoggio alla Direttiva europea Acque inviando un messaggio alla Commissione Europea grazie all’I-Frame sui siti delle associazioni aderenti. I volontari informeranno i visitatori anche sui rischi che corrono le risorse idriche in Europa e nel nostro paese e il ruolo che possono avere i cittadini attivi in difesa dell’acqua di qualità.
 
Entra così nel vivo la Campagna lanciata pochi giorni fa da 100 ONG europee e nel nostro Paese dalla Coalizione “Living Rivers” Italia (cui hanno aderito 19 tra enti e associazioni: AIPIN, APR, ARCI, Associazione Watergrabbing, CATAP, CIRF, Federazioone Pro natura, FIPSAS, INU, Italia Nostra, Kyoto Club, Legambiente, LIPU, SIEP, SIGEA, Spinning Club Italia, Slow Food, TCI e WWF)  per chiedere alla Commissione Europea  di ribadire l’efficacia della Direttiva Acque che fino ad oggi ha consentito di proteggere fiumi, laghi, torrenti, zone umide e falde acquifere, invitando gli Stati Membri di applicarla con rigore.
 

Al via il processo contro i bracconieri nel Parco dell'Aspromonte

Ven, 12/10/2018 - 00:00
Si è celebrata oggi la prima udienza del processo a carico di una rete di 8 bracconieri che sono stati rinviati a giudizio per aver costituito un’associazione a delinquere finalizzata al prelievo e alla illecita commercializzazione, in Italia e all’estero, di migliaia di esemplari di volatili protetti e particolarmente protetti sia vivi, utilizzati per finalità di richiamo, che morti, per alimentare i mercati illegali.
Per quanto emerge dalle attività investigative, eseguite dai carabinieri Forestali del Raggruppamento Cites e coordinate dalla procura di Reggio Calabria, il sistema criminale operante nel territorio del Parco Nazionale dell’Aspromonte riusciva, con una serie di tecniche illecite a catturare, per ogni postazione un numero di circa 200-300 volatili al giorno, per un valore sul mercato clandestino che si aggirava tra i 25 e i 100 euro ciascuno, a seconda della specie: un Cardellino, ad esempio, è stato venduto fino ad 50 euro, il prezzo del Verdone oscillava tra i 25 ai 50 euro.
Nel corso della udienza, il GUP del Tribunale Penale di Reggio Calabria, accogliendo le richieste avanzate dal WWF, ne ha disposto l’ammissione nel processo in qualità di parte civile.

L’avv. Angelo Calzone, che rappresenta il WWF nel giudizio ha dichiarato: “Nonostante tutte le campagne di contrasto portate avanti dagli attivisti del WWF e delle altre associazioni ambientaliste, anche a rischio della propria incolumità, questa barbara pratica continua quotidianamente mettere a rischio il già precario equilibrio ecologico di questa parte del territorio calabrese e la sua ricca e preziosa diversità di specie animale”.
 
La pronuncia della sentenza è prevista per il prossimo 30 novembre 2018.

Una nuova Oasi affiliata in Abruzzo

Ven, 12/10/2018 - 00:00
Questa mattina la firma della convenzione nel corso di una conferenza stampa - inaugurazione dell’Oasi affiliata WWF del Fosso Giardino
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Con la firma apposta sulla relativa convenzione dal presidente di WWF Oasi, Antonio Canu, e dalla responsabile della cooperativa Clematis, Morena Ciapanna, è stata istituita questa mattina l’Oasi affiliata WWF del Fosso Giardino.
Il Fosso Giardino è un piccolo corso d’acqua che scorre parallelo al fiume Tronto, circa 3 km più a sud, dal territorio comunale di Colonnella fino a Martinsicuro in una dolce vallata coltivata, tra la contrada di San Martino e via del Semaforo, dove attraversa il Parco Sociale La Pineta, il primo in Abruzzo, istituito dalla Coop. Clematis nel 2010.
La nuova Oasi affiliata è un sito di grande fascino che rappresenta da oggi la porta a nord del sistema delle Oasi WWF abruzzesi. La piccola area (circa 7 ettari) tra la Valle del Tronto e la Val Vibrata è ricca di flora e fauna di pregio: non a caso la Societas Herpetologica Italica, sodalizio che raccoglie gli studiosi che si occupano di anfibi e rettili, il 28 ottobre dello scorso anno vi ha istituito il sito “A.R.E.D. Bosco e calanchi di Martinsicuro” - Area di Rilevanza Erpetologica (ITA114ABR008).
Non mancano anche le curiosità “storiche”: accanto ai salici e ai pioppi ricchi di avifauna che caratterizzano il Fosso, sul costone a est sono presenti per circa un ettaro pini di Aleppo piantati negli anni ’70 dal direttore della rivista “Fotografare” Cesco Ciapanna e dal cugino omonimo. L’ennesimo lembo di natura, insomma, che merita di essere visitato e conosciuto e sul quale il WWF scommette con il suo prestigioso marchio. Si tratta peraltro della prima Oasi "urbana" legata al WWF in Abruzzo: una speciale tipologia di area protetta che rappresenta un modo per avvicinare i cittadini alla natura portandoli a conoscere e ad apprezzare gli angoli di biodiversità che "resistono" all'interno o in prossimità dei centri abitati.  
Alla inaugurazione erano presenti Massimo Vagnoni, Sindaco di Martinsicuro; Dante Caserta, Vicepresidente WWF Italia; Antonio Canu, Presidente WWF Oasi - Luciano Di Tizio, Delegato WWF Abruzzo - Morena Ciapanna, Presidente Clematis - Antonio Di Ferdinando, Amministratore delegato Conad; Fernando Di Fabrizio, Presidente Legacoop Abruzzo - Mario Mazzocca, Sottosegretario alla Presidenza Regione Abruzzo con delega all’Ambiente.

Domenica 14 con il WWF Abruzzo sara' "Uomini e lupi"

Ven, 12/10/2018 - 00:00
Tutti insieme “Sulle tracce dei lupi” con una escursione e con un libro
Al mattino la passeggiata, nel pomeriggio spazio al volume di Anna Consalvo e Ciro Manente
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La presentazione di un libro che diventa anche la ghiotta occasione per una passeggiata sugli affascinanti sentieri dei Monti della Laga. Davvero originale l’iniziativa messa in campo per domenica 14 ottobre in collaborazione con il WWF Teramo e con il Centro di Educazione all’Ambiente WWF “Monti della Laga”.
La giornata sarà incentrata sulla presentazione del volume “Sulle tracce dei lupi”, di Anna Consalvo e Ciro Manente. L’appuntamento per questo evento è alle 15, presso la sede del CEA - Centro di Educazione Ambientale - WWF, Bivio per Casagreca, a Cortino (TE). Ne parleranno gli autori insieme e due illustri ospiti: Il Presidente del Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga Tommaso Navarra terrà una relazione su “Il Lupo nella tradizione millenaria della Comunità identitaria del Parco”, mentre Filomena Ricci, Responsabile Conservazione del WWF Abruzzo racconterà quella che è stata ed è una bellissima storia di amicizia tra i tantissimi soci dell’associazione del Panda e il predatore simbolo delle nostre montagne. Il tema che le è stato affidato è infatti: “Dall’Operazione San Francesco a oggi: l’impegno del WWF per la tutela del Lupo”.
Un pomeriggio ricchissimo, dunque, che sarà preceduto dall’escursione mattutina: chi avrà voglia di concedersi una passeggiata d’autunno, ricca di colori e di emozioni, dovrà trovarsi alle 9 presso il CEA. Il tempo di contarsi e di organizzarsi e per le 9.30 si parte con la guida di esperti accompagnatori. Niente di troppo impegnativo e infatti possono partecipare anche i bambini, dagli 8 anni in su. È importante però attrezzarsi con il minimo indispensabile per chi va in montagna: comode scarpe da trekking, k-way e una borraccia per l’acqua. Il rientro al CEA è previsto per le 13. Il WWF offrirà anche un ristoro a buffet: pane, formaggio, un po’ di vino… quel che serve per riprendersi dopo la passeggiata ma senza appesantirsi.
Chi proprio non potrà o non vorrà sgranchirsi le gambe per qualche ora tra paesaggi fantastici e in buona compagnia, potrà naturalmente raggiungere Cortino e la sede del CEA anche direttamente nel pomeriggio. In questo caso però gli organizzatori chiedono di essere puntuali arrivando alle 14.45 perché gli eventi inizieranno con la massima precisione possibile rispettando gli orari indicati nel programma

"Animals" arriva in Abruzzo

Ven, 12/10/2018 - 00:00
Il parco con gli animali di peluche a grandezza naturale è pronto a stupire, divertire e informare visitatori di tutte età. 

144 peluche a grandezza naturale in rappresentanza delle specie dei cinque continenti. È questo l’allestimento di “Animals, conoscere gli animali rispettandoli”, un’iniziativa realizzata da Savills Larry Smith e Publievent in collaborazione con WWF Italia che avrà il suo terzo appuntamento, grazie a Forum Gran Sasso, dal 15 al 28 ottobre presso il Centro commerciale GRAN SASSO, Località Piano D’Accio (Teramo).
 
I peluche del “parco” di Animals (tutti realizzati nel pieno rispetto dell’ambiente e con una imbottitura al 100% di Pet riciclato) hanno un duplice obiettivo: da un lato sorprendere con un allestimento inusuale e dall’altro raccontare la bellezza del mondo animale sensibilizzando i visitatori sulla necessità di tutelarlo.
 
Il punto di partenza del tour è l’area multimediale, dove una guida condurrà i partecipanti in un viaggio, invitandoli a indossare “accessori da esploratori”, per un’esperienza ancor più interattiva. Poi, grazie a una scenografia curata nei minimi particolari, si attraverseranno spazi che riproducono l’habitat naturale degli animali, che farà da sfondo a teneri animali di peluche. In ogni area sarà possibile trovare informazioni sugli animali presenti.
 
Infine, al termine del tour nel parco di Animals, ci si potrà immergere nell’oceano circondandosi di pesci colorati grazie alla tecnologia 3D.
 
Per chi volesse acquistare dei piccoli peluche per sostenere le attività del WWF può farlo sul nostro sito alla pagina adozioni.

Domenica 14 Urban Nature a Vibo

Ven, 12/10/2018 - 00:00
Appuntamento a Vibo presso l’Azienda Agricola /Fattoria Didattica “La Goccia”
Dopo il rinvio deciso in seguito ai tragici fatti e ai danni causati dall’alluvione che ha sconvolto la regione, il WWF vibonese rinnova l’appuntamento con la giornata autunnale dedicata dall’associazione alla biodiversità cittadina.
La manifestazione avrà luogo presso l’Azienda Agricola/Fattoria Didattica e Sociale “La Goccia”, tra ulivi secolari, alberi da frutto e tanti animali.

A partire dalle ore  9,00 il programma della giornata prevede, tra l’altro, una visita guidata alla scoperta degli alberi e degli animali presenti, una caccia al tesoro, l’inaugurazione dell’ orto WWF, disegni per i più piccoli sulla Natura  e un momento dedicato alla musica grazie alla partecipazione di giovani artisti del Liceo Musicale “Capialbi” di Vibo Valentia. Nella pausa pranzo  delle 13,00 sarà possibile  gustare il “social cuoppo”,  una specialità del tutto naturale prodotta  dalla stessa fattoria didattica e sociale. 
Con l’occasione il WWF ricorda che l’elisir di buona salute per tutti noi, e in particolare per i più piccoli, è nascosto nel verde urbano: è questo il principio dal quale dovrebbe partire la progettazione delle nostre città per restituire agli abitanti la ‘biodiversità perduta’ e dare finalmente valore alla natura, soprattutto nelle metropoli.
È lo spirito che anima Urban Nature 2018, la giornata autunnale, giunta alla sua seconda edizione, che il WWF  ha organizzato in tutta Italia con un grande coinvolgimento popolare e dedicata ad un nuovo modo di pensare gli spazi urbani. 

Il maltempo sta provocando gravissimi danni all'Oasi di Monte Arcosu

Gio, 11/10/2018 - 00:00
Le fortissime piogge che hanno investito la Sardegna provocando vittime non hanno risparmiato l’oasi WWF di Monte Arcosu, colpita in modo persistente da forti temporali dalla serata di martedì 9 ottobre.
Il rio Santa Lucia che nasce dalla confluenza di 2 fiumi il Gutturu Mannu e il rio Guttureddu e attraversano l’oasi di Monte Arcosu, è esondato violentemente, provocando gravi danni al territorio circostante.

L’oasi è al momento isolata, le strade di accesso sono impraticabili e non è possibile inoltrarsi per via della piena dei fiumi e le condizioni meteo che sono ancora estremamente sfavorevoli. Dai primi rilevamenti, si è accertato che il ponte sul rio Guttureddu sulla SP1 è stato fortemente danneggiato ed è stata chiuso alla circolazione. La strada campestre da S. Lucia a Nini Arxiu che porta all’Oasi, lungo il rio Guttureddu, è praticamente distrutta e non è percorribile con automezzi. Al momento non è quindi possibile raggiungere l’interno dell’oasi e verificare lo stato dei luoghi. Si temono ingenti danni all’area e alle strutture.
Oltre ai danni già rilevati alla rete viaria che sono essenziali per la sorveglianza le attività di gestione e la fruizione si temono gravi ripercussioni alle strutture di accoglienza e di visita, tra l’altro appena ristrutturate.


“Siamo vicini ai cittadini sardi che si trovano ad affrontare questa gravissima emergenza e come loro siamo estremamente preoccupati. In ventiquattro ore è caduta tanta pioggia quanta di solito ne cade in un anno. Questo conferma che i cambiamenti climatici in atto ci costringono a fare i conti con fenomeni meteorologici estremi che provocano al nostro Paese uno di emergenza continua”. Ha dichiarato la presidente del WWF Italia Donatella Bianchi che aggiunge: “Nella nostra oasi di Monte Arcosu, nata grazie alla generosità di chi ha voluto salvare il cervo sardo, la situazione è estremante critica con la rete viaria praticamente cancellata e le forti piogge che non danno tregua l’area è inaccessibile: appena ci saranno le condizioni di sicurezza il personale dell’oasi farà un primo sopralluogo. Di certo così come faranno tutti i sardi il WWF si rimboccherà le maniche per far si che la casa del cervo sardo torni ad essere accessibile: si tratta di un patrimonio collettivo e faremo di tutto perché torni al più presto fruibile”.
 
L’Oasi di Monte Arcosu è l’Oasi più grande del WWF Italia. Nasce per tutelare uno dei nuclei storici di cervo sardo e le foreste che lo ospitano. L’area è stata acquistata dall’associazione grazie ad una straordinaria mobilitazione popolare. Negli ultimi anni sono stati ingenti gli investimenti per strutturare meglio l’Oasi grazie anche a finanziamenti ottenuti tramite bandi regionali e della Fondazione con il Sud. Proprio in questi giorni si stanno chiudendo accordi di collaborazione con importanti partner per il rilancio dell’oasi a livello nazionale.

Salviamo gli squali nel Mediterraneo con #SafeSharks

Gio, 11/10/2018 - 00:00
Gli squali sono sopravvissuti alle ere geologiche, ma oggi sono a rischiano di scomparire per colpa dell’uomo, soprattutto nel Mediterraneo.
Nonostante si conosca ancora poco sulle loro abitudini, una cosa è certa: oltre la metà delle 86 specie che popolano il Mare Nostrum, tra squali, razze e chimere, sono a rischio soprattutto perché catturate nelle reti a strascico o negli attrezzi da pesca utilizzati per la pesca al tonno o al pesce spada.
Si calcola che nel 2015 siano state pescate circa 14.065 tonnellate di squali e razze in Mediterraneo. Il 10-15% dei pesci catturati dai palangari (lunghissime lenze con centinaia di ami) destinati al pesce spada e tonno sono purtroppo squali pelagici. Il Mediterraneo si conferma uno dei luoghi più pericolosi al mondo per squali e razze, soprattutto per il fenomeno di by-catch: la cattura accidentale con reti e palangari, infatti, colpisce anche molte altre specie protette come tartarughe marine, delfini e balene e perfino uccelli marini. Inoltre, se questi animali vengono sbarcati a terra dopo essere stati catturati, la carne di squalo (soprattutto verdesca e smeriglio) viene spesso spacciata per pesce spada sui banchi del mercato, mettendo in pericolo anche la nostra sicurezza alimentare.
 
Il WWF lancia l’allarme durante Barcolana 2018, la regata velica più ‘affollata’ che quest’anno compie mezzo secolo. La scelta di Barcolana non è casuale: il WWF aveva già lanciato dalla sede triestina nel 2017 l’iniziativa SOS Plastica. Quest’anno, sempre all’interno della Campagna GenerAzione Mare, da Trieste parte il progetto SafeSharks che vedrà proprio in Adriatico il WWF attivarsi a tutela degli squali in collaborazione con COISPA, INCA e WWF Adria. 

SafeSharks contaminerà enti museali e Aree Marine protette Adriatiche con attività di sensibilizzazione, ma in particolare coinvolgerà circa 100 pescatori del basso Adriatico e i ricercatori, tutti uniti da un solo obiettivo: scoprire qual è la modalità migliore di rilascio degli squali in mare, una volta pescati accidentalmente, per aumentarne le probabilità di sopravvivenza. Gli squali, prima di essere liberati in mare, saranno muniti di uno speciale sistema satellitare (TAG), in grado di trasmettere le informazioni sugli spostamenti e soprattutto il loro termine di sopravvivenza. Grazie a questo monitoraggio satellitare si potranno anche mettere in sicurezza le aree di nursery e spawning, ovvero di crescita e riproduzione. Le attività di marcatura satellitare partiranno nei prossimi mesi e la raccolta dei dati dipenderà dal numero dei TAG disponibili. Considerato il costo di ciascun apparecchio, circa 5.000 euro, il WWF ha anche lanciato una raccolta fondi per sostenere il progetto che vuole salvare gli squali del Mediterraneo dall’estinzione.
 
“Nell’immaginario collettivo, lo squalo rappresenta ‘il pericolo’ per eccellenza a tal punto che il termine squalo viene usato oggi nel linguaggio comune con un’accezione negativa”, spiega la presidente del WWF Italia Donatella Banchi che aggiunge: “Quello che non tutti sanno invece è che essendo all’apice della catena alimentare la sua è una funzione chiave nel mantenimento degli equilibri dell’ecosistema marino e che nel rapporto tra uomo, mare ed i suoi abitanti, il ruolo dello ‘squalo’ è tutto nostro perché oltre a cacciare nel suo territorio lo abbiamo perseguitato al punto da metterlo in serio pericolo di estinzione”.
 
La mortalità degli squali a causa del by-catch è purtroppo altissima e in Italia siamo ancora lontani dall’adottare soluzioni tecniche negli attrezzi o modifiche nelle strategie di pesca che evitino di catturare questi animali”, ha dichiarato Giulia Prato, biologa marina e responsabile Mare di WWF Italia che aggiunge: “In questo caso i pescatori, come in molti altri progetti del WWF, sono i nostri migliori alleati: lavoreremo con loro, con i cittadini e le istituzioni per trovare le soluzioni più efficaci per aumentare la sopravvivenza degli squali, migliorare la raccolta dati e fermare anche il commercio illegale di carne di squalo in Italia, una delle piaghe”. 

Poiché la salvaguardia di questi animali passa anche attraverso la conoscenza delle loro abitudini e dei rischi che corrono ancora per mano dell’uomo, il progetto SafeSharks prevede anche l’installazione di Info-Point interattivi in alcuni musei scientifici e Aree Marine Protette lungo le coste adriatiche, a partire dal Biodiversitario Marino - BioMa - presso le Scuderie di Miramare a Trieste (Riserva gestita dal WWF), il Museo di Zoologia Adriatica di Chioggia e la Riserva di Porto Cesareo in Puglia.

 Metti uno squalo 3D nel cellulare 
Il WWF ha anche prodotto una speciale APP gratuita – ARLOOPA - di realtà aumentata grazie alla quale si può scaricare un’immagine tridimensionale di squalo bianco: per i visitatori degli Info-point del Progetto basterà avere uno smartphone con cui scaricare il codice QR sul poster speciale installato nei Musei partners di  SafeSharks. Con l’immagine in 3D dello squalo ciascuno potrà poi fare una foto ovunque  si trovi e condividerla con i propri amici con #safesharks.
 
“Per conservare l'ambiente marino occorre farlo conoscere ed amare e il BioMa (Biodiversitario Marino di Miramare) ha programmi di educazione ambientale che si pongono tale obiettivo- ha dichiarato Maurizio Spoto, direttore Riserva Marina di Miramare-. Inaugurato quest'anno a  marzo, è una moderna struttura di visita che presenta la biodiversità, ossia le specie e gli habitat marini, del Golfo di Trieste. Diorami e modelli a grandezza naturale, videwall e filmati, postazioni interattive propongono un'immersione virtuale nell'AMP di Miramare sotto al celebre Castello”.

 "Stiamo cominciando a conoscere qualcosa di più sugli squali e spesso gli studiosi si trovano di fronte a vere sorprese -ha affermato Nicola Bressi, etologo, ricercatore e curatore del Museo di Storia naturale di Trieste-. Ad esempio, sappiamo che gli squali sono all'apice della catena alimentare ed è questo un ruolo fondamentale per i dinamici equilibri naturali degli oceani. Gli squali, infatti, controllano l'abbondanza e la distribuzione di altri pesci e di mammiferi marini con un effetto benefico anche su habitat importanti come barriere coralline e praterie sommerse”.

40 progetti per la natura in Calabria

Gio, 11/10/2018 - 00:00
WWF: conservare, ripristinare e tutelare gli habitat e le specie della Rete Natura 2000
“L’avviso pubblico per la realizzazione di oltre 40 progetti di conservazione, ripristino e tutela della natura della Regione Calabria è una buona notizia non solo perché rende disponibili risorse destinate alla conservazione di habitat e specie della Rete Natura 2000 ma anche perché riconosce l’importanza e valorizza il ruolo delle associazioni di tutela ambientale”. Lo dichiara il Direttore Generale del WWF Italia, Gaetano Benedetto.

“La scelta di riconoscere alle associazioni la possibilità di accedere ai finanziamenti quali beneficiari diretti offre la possibilità di progettare e realizzare azioni concrete e puntuali, programmando attività ancora più incisive e di realizzare interventi altrimenti fuori portata”, aggiunge il Delegato WWF in Calabria Beatrice Barillaro.

“Ci auguriamo che questo genere di iniziative divengano ordinarie nelle politiche della Regione, in modo da poter far crescere l’attenzione nei confronti del nostro capitale naturale che non solo deve essere salvaguardato ma che va gestito e fruito in maniera sostenibile e corretta: un’opportunità in grado non solo di far crescere il benessere dei cittadini ma anche di creare nuovi posti di lavoro e benessere amici dell’ambiente”, conclude Benedetto .