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WWF Italia

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Aggiornato: 33 min 37 sec fa

A Roma un altro venerdì per salvare il clima

Ven, 19/04/2019 - 00:00
Continuano gli sciooperi per il clima organizzati da Fridays for future, il grande movimento studentesco, nato in risposta all'attivismo della giovane Greta Thumberg, che negli ultimi mesi sta spingendo migliaia di ragazze e ragazzi a scioperare il venerdì e a riunirsi nelle piazze di tantissime città per rivolgersi ai governi, chiedendo a gran voce azioni concrete contro i cambiamenti climatici e reclamando il proprio diritto al futuro.

Questo venerdì 19 aprile, però, per la capitale è stato uno sciopero speciale, perché insieme ai tanti giovani che dalle 10 fino alle 14 sono stati in piazza del Popolo c'era anche lei, la sedicenne con le treccine che che dall’agosto del 2018 ogni venerdì, ha iniziato a manifestare davanti al Parlamento del suo Paese. Da sola, almeno inizialmente, con l’obiettivo di forzare il governo svedese a tagliare le emissioni di CO2 del 15% ogni anno, ora ha al suo fianco giovani di ogni parte del mondo. 

Il WWF italia, attraverso la rete dei giovani attivisti del WWF YOUng, ha partecipato alla manifestazione dei Fridays for Future, per chiedere al mondo della politica di occuparsi del problema dei cambiamenti climatici.
Dalle 10 alle 15 più di 100 biciclette hanno alimentato il palco a pedali, performance artistiche e musicali si sono alternati agli interventi dei giovani dei Fridays For Future e di Greta e hanno trasformato la giornata in un grande momento di sensibilizzazione. Segui l'evento sul nostro profilo Twitter: 


 

Sequestro record di zanne d'avorio in Cina

Gio, 18/04/2019 - 00:00
Nei giorni scorsi in Cina le autorità hanno realizzato un sequestro record di ben 2.748 zanne d’avorio, che sono il risultato del massacro di 1.374 elefanti. Ne da notizia il Network TRAFFIC, di cui fa parte anche il WWF oltre alla IUCN. Il commercio illegale di specie selvatiche - stimato per un valore di quasi 20 miliardi di dollari USA l'anno - sta devastando alcuni degli animali più preziosi al mondo, come i pangolini (uccisi per il commercio delle loro scaglie), tigri, rinoceronti ed elefanti, ma anche rari alberi come il palissandro e il teak. 
Circa 20.000 elefanti africani vengono uccisi ogni anno, 55 al giorno, a causa del commercio illegale di avorio. La popolazione di elefanti e’ ridotta al 10% rispetto ad un secolo fa, mentre la Tanzania – un tempo vero e proprio paradiso degli elefanti - ne ha persi il 60% solo negli ultimi 5 anni.
"Il massacro di elefanti per il commercio dell’avorio è uno dei crimini più orrendi di cui si possa macchiare la nostra specie nei riguardi degli altri animali - ha detto Isabella Pratesi, Direttore Conservazione WWF Italia - . Il recente sequestro in Cina dimostra che questa strage è ancora oggi all’ordine del giorno e che i responsabili continuano a operare con troppi pochi ostacoli. Questo anche perché molti paesi, come l’Italia, consentono ancora oggi di commerciare l’avorio che corrisponda a certe caratteristiche. Ma anche se antico, o precedente all’applicazione di leggi più recenti, il commercio cosiddetto “legale” di avorio rischia comunque di nascondere e facilitare il bracconaggio”.
 
La Cina e la Francia hanno chiuso i loro mercati interni dell’avorio, ora tocca all’Italia, terzo esportatore di avorio al mondo. Ecco perché WWF YOUng e IFAW hanno lanciato una petizione rivolta al ministro Costa, chiedendo il bando totale dell’avorio in Italia. La petizione ha già raccolto oltre 57.000 firme.

“Nell’ultima conferenza internazionale sul wildlife trade il WWF ha sottolineato la necessità di affrontare il commercio illegale come un vero e proprio crimine organizzato, lavorare in collaborazione con nuovi partner e raddoppiare gli sforzi per ridurre la domanda di prodotti derivanti dalla natura. Anche il ruolo essenziale delle comunità locali è emerso con forza come tema unificante, mentre i ranger che operano sul campo devono essere messi in condizione di fronteggiare i criminali con mezzi e attrezzature adeguati”. Il WWF, dal canto suo, sta lavorando in collaborazione con governi, forze dell'ordine, aziende, altre ONG e organizzazioni internazionali per porre fine al commercio illegale di avorio.  

Greta parla a nome di una generazione, ora ognuno deve agire per il clima

Gio, 18/04/2019 - 00:00
“La crisi climatica che stiamo vivendo è la più semplice e la più difficile. La più semplice perché sappiamo bene cosa fare: dobbiamo tagliare drasticamente le emissioni di CO2, la più difficile perché la nostra economia è ancora oggi troppo dipendente dai combustibili fossili che distruggono il clima e gli ecosistemi. L’unica cosa di cui abbiamo bisogno è un futuro e chi governa deve trovare una soluzione, perché non c’è più tempo e non ci sono più scuse per non fermare il cambiamento climatico”. Queste parole di Greta Thumberg, intervenuta oggi al seminario ‘Clima, il tempo cambia, È tempo di cambiare’, nella Sala Koch di Palazzo Madama, sono una chiamata all’azione, lanciato non a nome di un partito o di una organizzazione, ma di un’intera generazione che chiede a chi ha potere decisionale di agire per evitare gli scenari più catastrofici provocati dal cambiamento climatico.

“Greta è il simbolo di una mobilitazione giovanile che sta crescendo sempre più e un richiamo alla necessità di ‘spegnere l'incendio’ della nostra casa, ormai in atto. Il futuro reclamato da Greta e dai tantissimi giovani che domani parteciperanno alla manifestazione in piazza del Popolo a Roma, organizzata dal movimento Fridays for Future, è nelle mani di chi governa e delle scelte che ognuno fa nel quotidiano”, ha dichiarato la presidente del WWF Italia Donatella Bianchi che ha partecipato al seminario con Greta Thumberg di questa mattina al Senato.

“Il WWF si aspetta che il governo assuma immediatamente i provvedimenti necessari a rendere concreto e spedito il processo di decarbonizzazione dell’Italia, per aiutare a realizzare quanto previsto dall’accordo di Parigi sul clima e avere l’autorevolezza per assumere azioni diplomatiche per rilanciare a livello internazionale la mobilitazione globale sulle politiche climatiche”, continua Donatella Bianchi che aggiunge: “Ci auguriamo, inoltre, che non solo chi governa, ma anche chi ricopre ruoli determinanti nel mondo dell’industria, dell’economia dell’informazione e della cultura abbia recepito il messaggio di Greta e abbia compreso che per contrastare i cambiamenti climatici in atto non si possono più fare piccoli e irrilevanti passi, ma che servono azioni immediate, profonde e radicali”.

Dal 18 aprile sulla facciata della sede nazionale del WWF in via Po Sul palazzo in via è stato affisso uno striscione con una immagine della Terra e la frase “Siamo con chi vuole salvare il mondo”: un modo per esprimere il pieno sostegno de WWF alla mobilitazione per il clima e a tutti i ragazzi che in Italia e nel mondo vi stanno prendendo parte, ma anche agli “adulti” che raccoglieranno l’appello dei giovani.

Domani, venerdì 19 aprile, attraverso la community di giovani attivisti del WWF YOUng, il WWF parteciperà alla manifestazione dei Fridays for Future a cui sarà presente anche Greta Thunberg, per chiedere alle classi dirigenti di affrontare il problema dei cambiamenti climatici

Le 10 mosse per mettere l'Italia al passo con l'Europa

Mar, 16/04/2019 - 00:00
In vista delle prossime elezioni europee, il WWF ritiene che si debba e si possa uscire e per questo chiede ai partiti in lizza per il rinnovo del Parlamento Europea 10 mosse per mettere l’Italia al passo con L’Europa:
 
  1. C’è bisogno di dare finalmente gambe e concretezza alla Strategia per lo Sviluppo sostenibile e introdurre indicatori di impatto ambientale nella contabilità nazionale, territoriale e di impresa che includano il capitale naturale, oltre che recepire al più presto la nuova Direttiva per il bando di 10 oggetti fatti con plastica monouso, visto che l’Italia ha un elevata quota di riciclo (43,5% rispetto alle media europea del 30%), ma il 40% della plastica finisce ancora nei termovalorizzatori e il 16,5% in discarica.
  2. Il nostro Paese deve dotarsi entro l’anno di un Piano Nazionale Energia e Clima che faccia scelte chiare, ambiziose e operative su fonti rinnovabili, efficienza e risparmio energetico e confermi l’uscita dal carbone entro il 2025. Inoltre va approvata una Strategia nazionale a lungo termine per arrivare al più presto, e comunque prima del 2050, a zero emissioni nette di gas serra per contribuire a contenere l’aumento febbre del pianeta entro l’1,5 gradi centigradi. In Italia le emissioni totali di gas serra sono diminuite al 2016 del 17,5% rispetto al 1990, ma preoccupa il fatto che siano tornate ad aumentare ogni anno a partire dal 2014, soprattutto a causa dei trasporti
  3.  L’Italia deve rilanciare la Strategia Nazionale per la Biodiversità, puntando su una migliore governance dei parchi nazionale e regionali e  utilizzando lo strumento di co-finanziamento dei PAF (Pioritise Action Framework) per migliorare la tutela della Rete Natura 2000 (che copre il 19,3% della superficie terrestre e il 3,8 di quella marina),  tenendo in considerazione che, come ricordato dal WWF, il nostro Paese ha il primato in Europa per la ricchezza della sua biodiversità con ben 57.468  specie animali (l’8,6% delle quali endemiche) e 8.000 specie vegetali (il 13% endemiche) presenti nel nostro territorio.
  4. Per tutelare meglio i nostri mari bisogna attuare pienamente la Strategia Marina Nazionale, incrementando il numero di SIC (Siti di Interesse Comunitario) marini e rafforzando il numero e il ruolo delle aree marine protette (AMP), visto che siamo ben lontani del target del 10% di superficie marina protetta, visto che le acque territoriali italiane tutelate dalle AMP si attesta allo 0,5% che raggiunge l’8% solo se si include il Santuario internazionale “Pelagos” per la tutela dei cetacei, che però non ha un proprio ente di gestione.
  5. Si deve anche porre fine al sovrasfruttamento degli stock ittici utilizzando virtuosamente i Fondi europei per la pesca (FEAMP) e contrastando la pesca illegale e non regolamentata, considerando che oltre l’80% degli stock ittici europei subisce elevati livelli di sovrasfruttamento e favorendo il settore della piccola pesca (che costituisce il 70% della flotta peschereccia italiana impiegando 13mila addetti) più colpito e quindi più sensibile alla co-gestione sostenibile della pesca.
  6. Il nostro Paese deve sostenere, inoltre, una riforma della Politica Agricola Comune (PAC) post 2020 che assicuri eco-schemi obbligatori per gli Stati membri, destinando ad essi il 30% de lle risorse disponibili e conseguendo l’obiettivo del 40% della SAU (Superficie Agricola Utilizzata) certificata in agricoltura biologica entro il 2030 e sostenendo anche il presidio delle aziende agricole presenti nella Rete Natura 2000 destinando almeno il 10% dei fondi dello sviluppo rurale alla gestione della Rete. Secondo le rilevazioni della RRN/WWF, le aziende agricole in Natura 2000 sono oltre 214 mila con una SAU di oltre 1,5 milioni di ettari.
  7. Bisogna fare anche sforzi ulteriori per favorire un’agricoltura pulita dando piena attuazione alla Direttiva Nitrati e approvando un nuovo Piano d’Azione Nazionale Pesticidi che indichi severe regole per il loro uso e distanze minime obbligatorie di sicurezza dalle abitazioni e dalle colture biologiche e per ridurre il loro impiego nei siti della Rete Natura 2000, visto che le misure di conservazione introdotte sin dal 2015, come rilevato dal WWF, per il 98,5% dei casi non sono conformi a quanto stabilito dal vecchio PAN sull’uso dei fitofarmaci, scaduto il 17/2/2019).
  8. Si persegua seriamente l’obiettivo, stabilito dalla Direttiva Quadro Acque per il conseguimento del buono stato ecologico delle acque entro il 2025 e si mettano al centro della pianificazione dei distretti idrografici e nella definizione delle priorità di intervento nazionali le Autorità di Bacino, visto che solo il 43% dei 7.494 fiumi italiani monitorati è in buono stato di salute mentre solo il 20% dei 247 laghi ha conseguito questo obiettivo, mentre  negli ultimi 50 anni, come attestato dal WWF, abbiamo consumato il 7,3% del suolo nelle aree a rischio elevato e il 10,5% di quelle a maggior rischio.
  9. Abbiamo anche bisogno di una Strategia pluriennale a sostegno dell’economia circolare che punti all’innovazione dei processi produttivi e alla responsabilizzazione del consumatore, visto che pur essendo considerata l’Italia da Eurostat uno dei Paesi europei on le migliori performances di circolarità, siamo in difetto sulla raccolta dei rifiuti elettrici ed elettronici, come siamo in ritardo sulla raccolta e trattamento della frazione organica, mentre abbiamo solo disposizioni locali sui tessili e sui rifiuti da demolizione.
  10. Bisogna dare nuovo rilancio anche alle iniziative che favoriscono l’end of waste, ferme alla fine degli anni ‘90, e introdurre forme di responsabilità estesa del produttore (EPR), utilizzando anche la leva fiscale per penalizzare l’uso inefficiente di materiali e  di energia, considerando che ancora oggi il 23% dei rifiuti italiani finiscono in discarica mentre si avvicina l’obiettivo della riduzione allo 10% al 2035 e ancora si discute degli inceneritori, quando il nostro Paese è il terzo Paese in Europa per numero di questi impianti ( in Italia sono attivi sono 88 gli impianti di incenerimento di rifiuti speciali, 372 impianti di recupero di energia da rifiuti speciali e 50 per rifiuti urbani).

L'80% delle leggi ambientali italiane derivano dall'Europa

Mar, 16/04/2019 - 00:00
L’Italia può e deve sfruttare meglio il vantaggio di stare nell’Unione Europea condividendo con maggiore convinzione le norme e gli standard ambientali comunitari che possono aiutare il Paese ad essere più competitivo su scala globale. È quanto emerge dal dossier Italia chiama Europa - L’Ambiente ritrovato, presentato oggi dal WWF Italia, che chiama all’attenzione le maggiori forze politiche in vista delle elezioni europee del 26 maggio, ricordando come si stia discutendo in tutto il mondo di un nuovo Global Deal post 2020 che integri le politiche di sostenibilità, con quelle climatico-energetiche e per la tutela della biodiversità all’orizzonte del 2030.

Alla presentazione del rapporto tenutasi nella sede nazionale del WWF a Roma Stella Bianchi, PD; on. Matilde Siracusano, Forza Italia; on. Eleonora Evi, europarlamentare M5s; Elena Grandi, co-portavoce dei Verdi; Emanuele Pinelli, +Europa; on. Elena Lucchini, capogruppo Lega Commissione Ambiente della Camera dei Deputati; Serena Pellegrino, responsabile Ambiente Sinistra Italiana. Hanno portato il loro contributo anche due giovani del movimento Friday For Future - FFF: Eugenia Aguilar Járegui, Ilaria Cecinelli e Lorenza Fiaschetti

Nel dossier WWF si ricorda come, sul piano istituzionale, l’80% della legislazione ambientale del nostro Paese sia di derivazione comunitaria, con evidenti benefici per l’ambiente e per il benessere dei cittadini. E come, sul piano economico e sociale, i posti di lavoro verdi abbiano registrato una crescita dal 2000 al 2015  di ben 7 volte superiore a quella del resto dell’economia (nonostante la crisi esplosa nel 2008).

Ma, secondo lo screening, compiuto nel dossier dal WWF, il nostro Paese deve ancora migliorare le sue performance, visto che sono ancora aperte ben 17 procedure d’infrazione (che sono il 23% del totale delle procedure a carico dell’Italia)  ed è sotto sorveglianza con 43 istruttorie EU Pilot (al primo posto in Europa) aperte per sospetta violazione delle norme ambientali - dato aggiornato al 2017 -,  e come al 31 dicembre 2018 il nostro Paese abbia pagato oltre 548 milioni di euro di multe per il mancato rispetto della normativa comunitaria (dei quali più di 204 mln solo per le discariche abusive, oltre 151 mln per la gestione dei rifiuti in Campania e 25 mln per il mancato trattamento delle acque reflue urbane).

Eppure l’Unione Europea, che ha certo i suoi limiti di governance, non può considerarsi “matrigna” quando si pensi ad esempio che nel periodo di programmazione 2014-2020, come si ricorda nel dossier WWF, ha assegnato complessivamente oltre 4 miliardi di euro per l’agricoltura biologica e le indennità per le aziende agricole nei siti della Rete Natura 2000 - aree tutelate dalla UE - a valere sui 52 miliardi destinati al nostro Paese nell’ambito della PAC (Politica Agricola Comune). Ma nel dossier si rileva anche come i punti di debolezza del nostro Paese continuino ad essere la gestione dei rifiuti (con le procedure d’infrazione aperte sulla gestione dei rifiuti urbani, delle discariche, dei rifiuti pericolosi e dell’emergenza rifiuti in Campania), la gestione delle acque interne e marine (con le procedure  di infrazione aperte sulla mancata depurazione delle acque reflue urbane, per la non corretta applicazione della Direttive Acque e Alluvioni e sull’Ambiente marino), la qualità dell’aria (per mancato rispetto dei limiti per il PM 10 e delle soglie massime per il biossido di azoto) e la migliore tutela degli ecosistemi (come dimostrano le procedure d’infrazione sulla governance e la conservazione della Rete Natura 2000).

“L’Europa ci ha insegnato come perseguire l’obiettivo dello sviluppo sostenibile tenendo conto del principio di precauzione nell’uso delle risorse naturali, migliorando i nostri standard di vita, grazie ad un patrimonio di 550 direttive, regolamenti e decisioni in campo ambientale. In questo periodo di crisi, gli elevati standard ambientali europei possono costituire un vantaggio competitivo per lo stesso rilancio dell’economia e della società italiana. Non bisogna però dare nulla per acquisito e rafforzare e rinnovare il ruolo globale dell’Europa contro il cambiamento climatico e il degrado ambientale”, ha dichiarato Gaetano Benedetto, direttore generale WWF Italia.

Carte d'Or, arriva la nuova vaschetta riciclabile e compostabile

Lun, 15/04/2019 - 00:00
L’innovazione fa parte della strategia di Unilever a livello globale No/Less/Better Plastic per contribuire ad un’economia sempre piu? circolare Carte d’OR al fianco di WWF in Italia, come main partner del Tour Spiagge Plastic Free, all’interno della campagna Generazione Mare.
La lotta alla plastica passa da una migliore gestione ma anche e soprattutto da un ripensamento di tutto il ciclo di vita del prodotto. La sfida a risolvere questo problema globale e? quindi ancora piu? complessa e tutti devono fare la propria parte.
Ne e? consapevole Unilever che da anni si muove per creare un nuovo modello di consumo, che ripensi soprattutto al momento in cui inizia la vita di un prodotto e del suo imballaggio. Secondo il rapporto della Ellen MacArthur Foundation sulla New Plastics Economy, solo il 14% degli imballaggi di plastica utilizzati a livello mondiale arriva fino agli impianti di riciclo e solo l’8% e? effettivamente riciclato. Nel frattempo, un terzo finisce negli ecosistemi ormai fragili e il 40% in discarica.
E? per questo che Unilever ha adottato un approccio piu? circolare, in cui non solo vengono utilizzati meno imballaggi, ma le confezioni vengono ripensate per poter essere riutilizzabili, riciclabili o compostabili. La strategia globale di Unilever No, less, better plastic prevede infatti azioni che, in maniera diversa, diano un importante contributo per ridurre la quantita? di plastica in circolazione. L’impegno in questo senso e? iniziato nel 2010 e ad oggi ha gia? dato risultati rilevanti: in meno di dieci anni l’impatto degli imballaggi in termini di rifiuti e? diminuito di un terzo; cosi? come ad oggi i plastica usata in Europa e? gia? riciclabile. Gli obiettivi sono ancora piu? ambiziosi: entro il 2020 l’impatto dei rifiuti sara? dimezzato; entro il 2025 tutti i packaging dei prodotti Unilever presenti nel mondo saranno completamente riutilizzabili, riciclabili o compostabili e sara? convertito il 25% degli imballaggi in plastica in materiali riciclati o in PCR.
E in questa importante rivoluzione anche l’Italia fa la propria parte. Carte d’Or  cambia il mondo del gelato lanciando una nuova vaschetta. Il nuovo pack e? compostabile e riciclabile poiche? fatto di carta certificata PEFC, accoppiata con uno strato di PLA (acido polilattico, ossia bioplastica ottenuta da scarti di mais) che consente di essere impermeabile ed e? quindi adatta al gelato. La vaschetta puo? avere quindi un “doppio fine vita” perche? puo? essere sia riciclata nella carta, entrando nel classico ciclo di recupero previsto dai vari Comuni per questo materiale, sia smaltita nei rifiuti organici e arrivare nei siti di compostaggio industriale per ritornare ad essere come humus (a seconda delle norme applicate dal Comune di residenza).
Il cambio di pack coinvolgera? circa 11 milioni di vaschette in un anno; ogni vaschetta passera? da un peso di 47.5 grammi a uno di 36.5 grammi, con un risparmio del 23% sul peso finale del prodotto. Il risultato e? una riduzione di circa 520 tonnellate di plastica in un solo anno.
Scegliendo la nuova vaschetta Carte d’Or, si contribuira? quindi a togliere dal mercato 43 tonnellate di plastica ogni mese, 10 tonnellate ogni settimana. “La nostra missione e? da sempre rendere la sostenibilita? una consuetudine e uno degli obiettivi del nostro modello di business ‘Unilever Sustainable Living Plan’ e? di dimezzare l’impatto ambientale dei nostri prodotti entro il 2030 - spiega Fulvio Guarneri, Presidente e CEO di Unilever Italia – Per questo, al centro della nostra strategia c’e? l’impegno per la riduzione della plastica, che perseguiamo con molteplici azioni, tra cui innovazioni di packaging e partnership importanti come quella con il WWF. L’Italia e? in prima fila in questa battaglia e l’innovazione Carte d’Or, progetto pilota in Europa, ne e? la dimostrazione. Siamo orgogliosi di introdurre questa importante rivoluzione e ci auguriamo che anche gli altri player del mercato possano seguirci per dare una mano importante al nostro ambiente e ai nostri mari, lavorando tutti insieme”.
La prima linea ad essere coinvolta da questa innovazione e? la Linea Classici Carte d’Or, che comprende 12 varianti di cui 2 nuove appena lanciate sul mercato (pistacchio e vaniglia & cookie). A seguire sara? cambiata anche la vaschetta della Linea Affogati per arrivare, entro il 2021, ad un cambio completa di tutte le gamme di prodotto del brand Carte d’Or.
“Siamo orgogliosi di questa innovazione che vede l’Italia capofila e che fa da apripista per Germania, Francia e Inghilterra, che adotteranno il nuovo pack nel 2020 - afferma Giorgio Nicolai, Direttore Marketing Ice Cream di Unilever Italia – Abbiamo lavorato tanto, con un importante investimento economico, per raggiungere questo risultato – Abbiamo modificato la forma della vaschetta, il packaging secondario fino alla linea produttiva per la parte finale della produzione per ottenere un prodotto piu? sostenibile, senza pero? variare il gusto originale del gelato Carte d’Or”.
Partnership biennale con WWF Italia: Carte d’Or main partner del Tour “Spiagge Plastic Free”, nella Campagna Generazione Mare
Nell’ambito dell’impegno per la riduzione della plastica, Carte d’Or annuncia la partnership biennale con WWF Italia e diventa main partner del Tour “Spiagge Plastic Free”, nella Campagna Generazione Mare. L’obiettivo comune e? quello di lavorare in sinergia per informare, sensibilizzare e coinvolgere in attivita? specifiche sul territorio quante piu? persone possibile, compresi consumatori, dipendenti e clienti di Unilever in Italia.
La prima azione congiunta sara? il Tour, la maratona estiva di pulizia dei principali litorali italiani per liberare le spiagge dalla plastica (ad oggi il rifiuto presente in misura maggiore): il primo appuntamento si terra? il 3 giugno in preparazione della Giornata mondiale degli Oceani (8 giugno), in cui i volontari WWF e i dipendenti Unilever Italia andranno a pulire una delle spiagge del litorale romano.
Il sostegno di Carte d’Or sara? poi anche a GenerAzione Mare, la campagna di sensibilizzazione e ingaggio del WWF in Italia dedicata alla salvaguardia del Mar Mediterraneo e delle sue specie simbolo. La collaborazione proseguira? poi con attivita? di edu-tainment lunghe tutto l’anno per coinvolgere i partner di Unilever della Grande Distribuzione e i consumatori con molteplici iniziative utili a sensibilizzare sui temi della sostenibilita? ambientale direttamente all’interno dei punti vendita; a queste si aggiungeranno anche visite alle Oasi WWF per conoscere da vicino le aree protette del WWF in Italia.
“E? per noi una grande soddisfazione collaborare con un brand come Carte D’Or nell’ambito del progetto dedicato alla tutela di mari e oceani, soprattutto in relazione ad un fenomeno tanto importante quanto urgente come l’inquinamento da plastica - spiega Eva Alessi, Responsabile Risorse Naturali e Consumi Sostenibili WWF Italia – Come WWF riteniamo che per affrontare le sfide che ci attendono sia fondamentale l’ingaggio del target aziende, che hanno il potenziale maggiore per ridurre le minacce piu? pressanti, trovando insieme soluzioni alle sfide di conservazione come la deforestazione, la pesca eccessiva, la scarsita? d'acqua e il cambiamento climatico. Aziende come Unilever devono essere preparate a guidare il rapido adattamento e ad introdurre quelle soluzioni innovative per guidare il cambiamento. La scelta di Carte D’Or, con cui abbiamo deciso di collaborare, va proprio in questa direzione”.

Italia chiama Europa, l'ambiente ritrovato

Lun, 15/04/2019 - 00:00
Verso le Elezioni Europee 2019

Martedì 16 Aprile 2019
Presso la sede del WWF Italia
Roma - Via Po 25/C alle ore 11,00 . -   Presentazione del dossier WWF
ITALIA CHIAMA EUROPA L’AMBIENTE RITROVATO
 

Martedì 16 aprile alle ore 11,00 presso la sede nazionale del WWF Italia (Roma, Via Po 25/C) il WWF Italia presenta un dossier sui punti di forza e di debolezza del rapporto dell’Italia con l’Europa sullo S viluppo Sostenibile, Clima e Energia, Biodiversità, Agricoltura, Economia Circolare e Rifiuti, Mare e Pesca, Acque dolci e Assetto idrogeologico. Alla conferenza stampa sono previsti brevi interventi di esponenti di Forza Italia, Lega, M5S, PD, Più Europa, Sinistra Italiana, Verdi.

Centinaia di persone in Italia chiedono Stop ai pesticidi

Lun, 15/04/2019 - 00:00
Volontari del WWF insieme ai cittadini in oltre 30 città in Italia hanno inviato un appello simbolico ai tre Ministri (Gian Marco Centinaio del MIPAAFT, Sergio Costa del MATTM e Giulia Grillo per la Salute) e al Presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, per chiedere che il nuovo Piano di Azione Nazionale sui pesticidi garantisca una maggiore tutela della salute di consumatori e agricoltori ed una adeguata salvaguardia della biodiversità, in particolare nei siti Natura 2000 e nelle altre aree naturali protette, promuovendo l’agricoltura biologica come modello di agricoltura più sostenibile proprio perché esclude l’utilizzo di qualsiasi sostanza chimica di sintesi, tossica e nociva.

Per l’evento, promosso dal WWF Italia in collaborazione con Federbio e la Coalizione #StopGlifosato, decine di persone si sono ritrovate in luoghi simbolici di numerose città e campagne per comporre la frase “Stop Pesticidi”, scattare una fotografia ed inviarla con un’azione coordinata sui social network (Twitter, Facebook e Istagram) ai decisori politici.

Con questo evento il WWF Italia, ha voluto attirare l’attenzione sulla revisione del Piano di Azione Nazionale (PAN) sui pesticidi, scaduto lo scorso 12 febbraio, ed ancora in corso di aggiornamento da parte dei tre Ministeri competenti. Il prossimo 17 aprile si riunirà il Comitato Tecnico Scientifico per l’esame finale della nuova versione del PAN Pesticidi, che entro la fine di questo mese dovrebbe essere sottoposta a consultazione pubblica. Le Regioni, le Associazioni, i comitati, gli ordini professioni, le Associazioni di categoria, ma anche singoli cittadini, avranno 60 giorni di tempo per presentare le loro osservazioni e proposte di emendamenti al Piano.

Il WWF Italia, insieme alle Associazioni che aderiscono alla Campagna “Cambia la Terra” promossa da Federbio, chiede al Governo e alle Regioni alcune modifiche sostanziali per il nuovo PAN Pesticidi che dovrebbe prevedere divieti, limiti e regole vincolanti sull’utilizzo dei pesticidi in agricoltura, nella manutenzione delle strade e ferrovie e all’interno delle città per la gestione del verde pubblico e privato (orti e giardini), colmando le lacune della precedente versione del Piano che lo hanno reso di fatto inefficace rispetto agli obiettivi di riduzione dei rischi da pesticidi, come invece imponeva la Direttiva europea del 2009 (2009/128/CE).

In particolare il nuovo PAN Pesticidi dovrebbe indicare con priorità i seguenti obiettivi: 
  • Ridurre i rischi per i residenti nelle aree rurali e gli agricoltori fissando distanze minime di sicurezza dalle abitazioni e dalle coltivazioni biologiche per difenderle dal rischio di una possibile contaminazione accidentale.
  • Nei siti Natura 2000 e nelle altre aree naturali protette deve essere vietato l’utilizzo di pesticidi pericolosi per gli habitat e le specie selvatiche, con misure di conservazione della biodiversità regolamentari vincolanti
  • Adottare tecniche biologiche per la manutenzione delle aree non agricole (rete viaria, ferroviaria) con particolare attenzione al verde pubblico e agli spazi utilizzati dalla popolazione residente nelle città
  • Prevedere il divieto totale del glifosate in Italia entro il 2022, escludendo qualsiasi ipotesi di rinnovo dell’autorizzazione concessa per cinque anni dall’Unione Europea il 27 novembre 2017.
  • Definire criteri più rigorosi per la concessione delle deroghe per l’utilizzo di pesticidi di norma vietati a causa della loro pericolosità per la salute umana e per gli ecosistemi.
  • Rafforzare i sistemi di monitoraggio e controllo sulla presenza di pesticidi nelle acque superficiali e sotterranee, nel suolo e nel cibo.

Il ricorso ai pesticidi dovrebbe avvenire solo dopo avere adottato pratiche agroecologiche alternative all’uso dei prodotti chimici di sintesi, come già avviene in agricoltura biologica. In particolare le Associazioni riunite nella Campagna “Cambia la Terra”, promossa da Federbio,  chiedono che il nuovo PAN Pesticidi indichi con chiarezza l’obiettivo del 40% della SAU (Superficie Agricola Utilizzata) nazionale condotta con il metodo biologico entro il 2030, utilizzando meglio le risorse della PAC attuale e della futura PAC post 2020.

Arriva un nuovo attacco ai lupi

Ven, 12/04/2019 - 00:00
Non c’è alcun allarme lupo. A dirlo non è il WWF ma gli esperti del Large Carnivore Initiative for Europe della IUCN che hanno redatto i criteri scientifici per classificare gli eventuali lupi problematici: sulla base di questi criteri, nessuna delle situazioni finora registrate in Italia è motivo di allarme.

La notizia che il ministero dell’Interno avrebbe inviato ai prefetti di Trento e Bolzano e al presidente della Valle D’Aosta una comunicazione in cui si apre agli abbattimenti dei lupi, se confermata, sarebbe un attacco gratuito ed ingiustificato ad una specie fondamentale per la natura d’Italia.
Questa circolare sarebbe una scelta ancora più incomprensibile anche alla luce dell’annuncio del nuovo Piano Lupo, che non prevede gli abbattimenti tra le azioni di gestione e che sembra essere arrivato in dirittura d’arrivo.
Non vorremmo, quindi, che si trattasse dell’ennesima mossa propagandistica sulle “pelle del lupo”, visto che il numero di lupi e dei danni legati alla loro gestione in Trentino Alto Adige continua ad essere estremamente limitato (come riportato anche da più fonti giornalistiche 38 in Trentino e 13 in Alto Adige).

Le specie simbolo della natura e della biodiversità italiana non possono continuare ad essere esposte ai ricatti di quei poteri locali che non vogliono attuare misure di prevenzione opportune, in spregio anche alle migliaia di allevatori che ogni giorno faticano per rendere possibile una coabitazione pacifica e alla maggioranza degli italiani che si sono espressi per una tutela integrale del lupo.

Il WWF Sicilia festeggia la giornata del mare a Sciacca

Ven, 12/04/2019 - 00:00
Il 12 aprile era la Giornata del Mare, occasione istituita lo scorso anno con la modifica del Codice della Navigazione da diporto  “al fine di sviluppare la cultura del mare inteso come  risorsa  di grande valore culturale, scientifico, ricreativo ed economico”.

Per celebrare e spiegare l'enorme valore del mare, il WWF Sicilia Area Mediterranea ha organizzato proprio ieri una manifestazione alla Sezione Nautica dell’Istituto Superiore “Don M. Arena” di Sciacca, dove ai saluti portati dal Dirigente Scolastico, Dr. Calogero De Gregorio, sono seguiti gli interventi del responsabile del WWF di Sciacca Salvatore Mugnai, che ha esposto le ragioni della ricorrenza, portando i saluti del presidente Giuseppe Mazzotta, impegnato in altra sede.
Particolarmente emozionanti sono stati contributi del Comandante della Guardia Costiera di Sciacca, Giuseppe Claudio Giannone, e di Mario Di Giovanna, che hanno evidenziato i valori legati alla marineria e i rischi che corre il nostro mare.

Il prossimo anno sarà organozzata una manifestazione più ampia, che coinvolgerà tutte le scolaresche di Sciacca, città del mare che il WWF ama molto. 
 

Stop pesticidi, domenica Flash mob WWF in 30 citta'

Ven, 12/04/2019 - 00:00
Il WWF con i propri volontari e comuni cittadini in oltre 30 città in Italia per chiedere a Governo e Regioni un Piano di Azione Nazionale sui pesticidi che garantisca la tutela della salute di consumatori e agricoltori, che salvaguardi la biodiversità nei siti Natura 2000 e nelle altre aree naturali protette e promuova l’agricoltura biologica.
Domenica 14 aprile il WWF promuove un evento nazionale dedicato ai pesticidi, in vista dell’approvazione del nuovo Piano d’Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei fitofarmaci, in attuazione della Direttiva europea sui pesticidi, 2009/128/CE. 
L’evento, in collaborazione con Federbio e la Coalizione #StopGlifosato, prevede un Flash mob aperto a tutti i cittadini interessati, che si ritroveranno in luoghi simbolici delle loro città o nelle campagne per comporre la frase “Stop Pesticidi”. Al Flash mob seguirà una azione coordinata sui social network (Twitter, Facebook e Istagram) rivolta ai tre Ministri competenti per l’approvazione del nuovo PAN Pesticidi (Gian Marco Centinaio del MIPAAFT, Sergio Costa del MATTM e Giulia Grillo per la Salute) e sulle Regioni che hanno il compito dell’attuazione del Piano sui pesticidi nei territori, nella persona del Presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini.
Da nord a sud l’Italia si mobilità per chiedere una agricoltura ed una gestione del verde pubblico e privato nelle nostre città con meno veleni, dal Veneto (Farra di Soligo) alla Puglia (Brindisi), dalla Lombardia (Parona Lomellina) alla Sicilia (Borgo di Ficuzza), dalla Liguria (Sant'Olcese) alla Campania (Angri – San Nicola la Strada ), dalle Marche (Potenza Picena – Sassofeltrio) alla Basilicata (Policoro), dall’Emilia Romagna (Forlì – Verucchio) alla Toscana (Gaiole in Chianti), dall'Abruzzo (Teramo) al Lazio (Capodimonte) saranno organizzati Flash mob, mentre in altre città si svolgeranno azioni collettive sui social. A Roma l’evento si svolgerà presso ''Agricoltura Capodarco Mistica'' un’azienda agricola biologica all’avanguardia per le sue attività di agricoltura sociale, mentre nel Chianti Senese il WWF Siena, insieme a Legambiente Siena, ISDE Associazione Medici per l'Ambiente, CAI SIENA Biodistretto del Chianti e Biodistretto San Gimignano, organizzano una marcia da Radda a Gaiole in Chianti a partire dalle ore 14.00.
Il WWF Italia, insieme alle Associazioni che aderiscono alla Campagna “Cambia la Terra” promossa da Federbio chiede alcune modifiche sostanziali al vecchio Piano di Azione Nazionale (PAN) sui pesticidi, scaduto lo scorso 12 febbraio, ed ancora in corso di aggiornamento da parte dei tre Ministeri competenti. Entro il mese di aprile la nuova versione del PAN (Piano d'Azione Nazionale) Pesticidi dovrebbe essere sottoposta a consultazione pubblica e le Regioni, le Associazioni, i comitati, gli ordini professioni, le Associazioni di categoria, ma anche singoli cittadini, potranno presentare le loro osservazioni e proposte di emendamenti al Piano, che dovrà poi essere definitivamente approvato dalla Conferenza Stato-Regioni.
 

Un mare di attenzioni, un'agenda di priorità

Gio, 11/04/2019 - 00:00
Un mare di attenzioni, un’agenda di priorità. È questo lo slogan del WWF in occasione del lancio di oggi della Campagna del Ministero dell’Ambiente #IOSONOMARE. Lo slogan è conseguente all’impegno dell’Associazione del Panda che ha  raccolto 729.000 firme sulla petizione #plasticfree per salvare i mari italiani e circa (ad oggi) 400.000 firme per chiedere un Trattato vincolante contro l’inquinamento marino da plastica , per  arginare l’invasione della plastica nel Mediterraneo (il 95% dei rifiuti nei nostri mari è composto da plastica, 134 sono le specie marine minacciate dalla ingestione della plastica) e negli Oceani (sono oltre 8 milioni le tonnellate di plastica che vengono riversate ogni anno in mare e 700 le specie minacciate dalla plastica nel mondo).

«Sia in Italia che nel mondo il WWF è in prima linea per la difesa degli oceani. L’Italia deve fare di più per il mare di biodiversità su cui letteralmente ‘galleggia' la nostra penisola che per le sue coste che spesso sono sottoposti ai fenomeni estremi legati ai cambiamenti climatici e che sono sempre più a rischio»Dichiara la presidente del WWF Italia Donatella Bianchi dichiara: «Quello lanciato dal ministero dell’Ambiente è l’avvio di un percorso nel quale chiediamo di aggiungere una agenda di priorità a tutela del mare in quattro mosse: un pacchetto normativo che rilanci la leadership Europa dell’Italia come Paese #plasticfree; più SIC marini e più forza alle Aree Marine Protette (AMP); dare finalmente gambe e concretezza alla Strategia Marina Nazionale; mettere fine al sovrasfruttamento delle risorse ittiche e dare sostegno alla piccola pesca».

Il disegno di legge SalvaMare (approvato il 4 marzo in Consiglio dei Ministri e in attesa di essere trasmesso in Parlamento) costituisce un primo passo che deve essere integrato e migliorato rispetto ai meccanismi di conferimento dopo la raccolta in mare, di gestione dei materiali recuperati da destinarsi non solo allo smaltimento ma al recupero, in coerenza con gli obiettivi di economia circolare, ai sistemi incentivanti e alla formazione per i pescatori.

Se non si affrontano le criticita' entro 100 anni l'orso bruno marsicano rischia di estinguersi

Gio, 11/04/2019 - 00:00
I più recenti studi hanno dimostrato come la popolazione dell’Orso bruno marsicano sia esposta ad un rischio significativo di estinzione entro i prossimi 100 anni se non verranno risolte con successo le principali criticità che la minacciano, come l’elevata mortalità per cause legate all’uomo. Con questo l’allarme con il quale si è aperto oggi al Bioparco di Roma (sala dei Lecci) il Convegno nazionale organizzato dal WWF Italia per la conservazione dell’Orso bruno marsicano. In platea c'era anche Fulco Pratesi, presidente onorario del WWF Italia e protagonista delle battaglie per la conservazione dell’orso bruno marsicano fin dal 1966.

“Insieme per il futuro dell’Orso bruno marsicano in Appennino” non è solo il punto di arrivo di un percorso di confronto tra esperti della specie e tra comunicatori specializzati su temi naturalistici, ma anche un punto di partenza per rilanciare e rinvigorire lo sforzo comune contro l’estinzione del plantigrado più raro del mondo.
Nelle settimane scorse, infatti, il WWF ha riunito i maggiori esperti della specie e i rappresentanti dei principali organi deputati alla gestione e conservazione dell’orso marsicano, stimolando un confronto d’idee su questa popolazione unica al mondo e riflettere su come rilanciare le azioni di conservazione previste nel Piano d’Azione per la Tutela dell’Orso marsicano, in vigore ormai da 9 anni, alla luce delle nuove conoscenze ed esperienze accumulate in questi anni. In parallelo, dato l’importante ruolo svolto dalla comunicazione nel favorire la convivenza tra il plantigrado e le attività umane, il WWF ha anche promosso un incontro in cui, alla luce dell’esperienza delle aree protette e dei progetti LIFE attivati negli anni passati, sono state condivise le migliori esperienze di sensibilizzazione ed evidenziate le principali lacune nella trasmissione di informazioni puntuali e corrette come quelle già messe in campo dai diversi soggetti responsabili per individuare nuove forme, ancora più efficaci ed innovative, di comunicazione e sensibilizzazione.

A introdurre la giornata è stato il direttore generale del WWF Italia, Gaetano Benedetto, che ha portato i saluti della presidente Donatella Bianchi, e ricorda quanto il WWF sia da sempre in prima linea per la conservazione delle specie iconiche, in Italia come nel mondo.
 “Se c’è una cosa rispetto a cui il WWF non si rassegna è che, in un Paese come questo, i successi di conservazione di cui dovremmo vantarci siano stati trasformati in elementi di problematicità con aspetti percettivi amplificati da parte della comunicazione. Invece di trovare le risposte ai problemi in una corretta gestione, la si trova nell’abbattimento di lupi o orsi e tutto questo è inammissibile, non solo da un punto di vista di valore, ma anche sul piano logico- ha spiegato Benedetto-. Riguardo al piano lupo ci siamo battuti con forza per l’eliminazione degli abbattimenti, per cui ringraziamo il ministero dell'Ambiente e che speriamo prosegua nella conferenza Stato-Regioni; mentre sull’orso bruno marsicano dobbiamo promuovere un aspetto partecipativo che garantisca una coesione fra scienza, gestione e amministrazione delle risorse naturali. E’ evidente che oggi si verifichino problemi di convivenza con la natura, ma è anche di evidenza che si è troppo spesso abituati ad affrontare il problema eliminandolo, più che risolvendolo e imparando a conviverci. Il convegno di oggi deve essere solo l’inizio di un percorso virtuoso dove è fondamentale la partecipazione di tutti per affrontare gli elementi di problematicità, senza dimenticarci che quando parliamo di orso parliamo di una specie dal significato iconico, che non solo è simbolo del Parco Nazionale d’Abruzzo, ma è elemento che caratterizza pienamente un territorio e con questo convive, convive con la sua economia, con i suoi abitanti e con le sue attività turistiche e produttive”. E ha concluso: “Le best practices devono essere linee guida di questo percorso”.
 
La IUCN riconosce nell’orso bruno marsicano una popolazione a grave rischio di estinzione, per questo “è necessaria una strategia di conservazione a lungo termine- spiega Paolo Ciucci, ricercatore dell’Università La Sapienza di Roma-. Le ultime tecniche di monitoraggio non invasive ci portano a stimare circa 50 orsi bruni marsicani in Appennino, con circa 3-11 cuccioli all’anno. L’orso marsicano è tornato all’attenzione nazionale e nell’ultimo decennio la popolazione è stabile, ma deve essere ridotta la mortalità infantile e delle femmine”.
“Servono il supporto da parte del pubblico e la volontà politica necessaria per sostenere adeguatamente le iniziative di conservazione. La scienza da sola non fa la conservazione”, aggiunge il professor Ciucci. 
 
“Al tavolo tecnico di oggi, fra i temi affrontati c’è la necessità di eliminare il randagismo canino e approfondire le cause mortalità dell’orso bruno marsicano, ma anche le uccisioni illegali, la diffusione di patologie e gli interventi da mettere in atto per mitigare gli impatti di strade, ferrovie e altre criticità sull'orso”, spiega Marco Galaverni, responsabile specie e habitat del WWF Italia

Al convegno, che  ha l'obiettivo di mettere a fuoco le nuove sfide necessarie per garantire la conservazione dell’Orso bruno marsicano nel lungo periodo, hanno preso parte tutte le organizzazioni che ad ogni livello si occupano della conservazione della specie, dai rappresentanti dei parchi nazionali e regionali alle riserve naturali, dalle regioni ai Carabinieri forestali, dal mondo accademico agli operatori economici, dagli esperti di comunicazione alle associazioni ambientaliste oltre intervenuta anche il direttore generale della Direzione per la Protezione della Natura e del Mare del Ministero dell’Ambiente Maria Carmela Giarratano.
 
 
 

Dal nord una storica richiesta contro l'inquinamento da plastica

Mer, 10/04/2019 - 00:00
I governi nordici sono diventati i primi al mondo a chiedere formalmente un trattato globale per affrontare la crisi generata dall’inquinamento da plastica nei nostri oceani. La storica dichiarazione è stata presentata oggi durante una riunione dei ministri dell'ambiente di Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia e Svezia presso il Consiglio nordico di Reykjavik. Un importante passo avanti nella lotta alla contaminazione dei mari dalla plastica.
L’annuncio arriva dopo il sostanziale fallimento dell'Assemblea dell’Ambiente delle Nazioni Unite a Nairobi, dove il mese scorso i leader mondiali non sono riusciti a concordare significative decisioni politiche.

“Questa dichiarazione dei paesi nordici è una pietra miliare e dovrebbe servire da ispirazione per gli altri governi. L'inquinamento da plastica nei nostri oceani richiede un'azione concertata da parte dei governi mondiali: un trattato globale è l'unica strada possibile per affrontare ogni anno una crisi che vede otto milioni di tonnellate di plastica scaricate negli oceani”, ha dichiarato il Direttore Generale del WWF Internazionale  Marco Lambertini, che continua:  “Esortiamo quindi tutti i paesi che sostengono il trattato ad accelerare il loro impegno verso un accordo sull'inquinamento plastico marino”.

“Chiediamo al ministro Costa,  che ha già manifestato il sostegno per un Trattato globale vincolante in occasione della quarta assemblea UNEA (il più importante organismo decisionale globale sull'ambiente) di Nairobi, purtroppo conclusasi con un nulla di fatto, di rilanciare la sua iniziativa su scala europea in vista dell'Assemblea Generale dell'ONU che si svolgerà a settembre a New York”, aggiunge la presidente del WWF Italia Donatella Bianchi.

Il WWF chiede un trattato vincolante che stabilisca obiettivi nazionali e meccanismi trasparenti estesi al mondo della produzione e delle imprese. Inoltre, qualsiasi trattato dovrebbe fornire un supporto finanziario e tecnico ai paesi a basso reddito per aumentare la loro capacità di gestione dei rifiuti.  Quasi 400.000 persone hanno aderito alla petizione globale del WWF per chiedere un accordo giuridicamente vincolante sull'inquinamento da materie plastiche in mare.

A Milano la sostenibilità incontra il design

Mar, 09/04/2019 - 00:00
Un incantevole giardino proiettato nel futuro, l’Oasi 2030 del WWF (progetto che fa riferimento ai Sustainable Development Goals, gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite) nel centro del Brera Design District, in via Tommaso da Cazzaniga, a pochi passi da corso Garibaldi (Moscova M2). Uno spazio di relax che per tutte le giornate del Fuorisalone Design Week, dal 9 al 14 aprile 2019, offrirà ai cittadini e al popolo del fuorisalone un luogo di tranquillità, dove poter scoprire la natura in città, ammirare pezzi unici di design e assaporare - grazie a un accogliente pop up bar - momenti di convivialità. Saranno presenti domani il Presidente di WWF Oasi, Antonio Canu, e il Delegato WWF Lombardia, Paola Brambilla. Inaugura Elena Grandi, vicepresidente Municipio 1.

Il giardino e le ex serre, in occasione di questa iniziativa patrocinata dal Municipio 1, faranno da cornice a diverse realtà artigianali e a marchi del design internazionale unite per dar voce alla sostenibilità. Nell'area verde saranno ospitate installazioni, pezzi unici e opere d'arte. A sorpresa, nel giardino, gli elementi di arredamento da esterno proposti da Driade offriranno un momento di relax, nelle ex-serre troveranno posto progetti di esclusive case sull'albero per sognare proposte da Over it, insieme ai pezzi di arredamento in legno unici e numerati di Biomobili e le piastrelle di Principe Ares.

Cuore dell’oasi, un’installazione artistica realizzata da Gellify per Radoff che, attraverso un’esperienza sensoriale, risveglierà nel pubblico la consapevolezza della presenza del gas Radon. 

Ecco come Donatella Bianchi, Presidente WWF Italia, commenta l’iniziativa: «Dal 9 al 14 aprile il giardino del WWF diventerà centro di attività e di installazioni green grazie alla sinergia che si è venuta a creare tra WWF e aziende lungimiranti, che hanno compreso come l’unica strada percorribile sia quella della ricerca di innovazione sostenibile, per alimentare i processi di economia circolare che sempre più si stanno affermando». 

L'apertura sarà dalle 11 alle 22 dal 9 al 14 aprile 2019, in via Tommaso da Cazzaniga – interno giardini comunali 20121 Milano - a 100 metri da Corso Garibaldi 89. 

La Liguria riveda il testo di legge sulle aree protette

Lun, 08/04/2019 - 00:00
Il WWF Italia rivolge un appello ai consiglieri regionali della Liguria chiedendo di rivedere i contenuti del disegno di legge regionale sulle aree protette della regione che, come hanno già evidenziato le rappresentanze regionali delle associazioni ambientaliste e Federparchi presenta diverse criticità dalla soppressione delle attuali 42 aree protette locali (che fanno parte del PTC Piano territoriale di Coordinamento) in provincia di Savona, la rinuncia all’istituzione del Parco regionale del Finalese oltre alla riduzione della perimetrazione dei parchi regionali liguri esistenti. Tra l’altro per diverse ragioni il testo in discussione presenta alcuni elementi che potrebbero spingere il Governo ad impugnarla davanti alla Corte costituzionale.
La complessità del provvedimento e l’importanza dell’argomento trattato che ha conseguenze immediate sulla natura protetta e sul capitale naturale di una regione fragile come la Liguria, merita un maggior approfondimento e un maggior coinvolgimento di tutti i soggetti che quotidianamente operano per difendere la natura. I parchi sono un fondamentale presidio del territorio ancor più in una regione come la Liguria che è drammaticamente colpita da problemi di dissesto idrogeologico.  È noto, infatti, che l’assenza di gestori di parchi e aree protette aumenta i rischi di cementificazione e quindi di consumo del suolo e diminuisce la tutela dei sistemi naturali che sono essenziali nella prevenzione delle frane e smottamenti che, già in passato, hanno creato seri danni alle popolazioni locali. Il WWF, infine, ricorda che la partita della conservazione della natura in Liguria ai gioca anche con l’istituzione del Parco Nazionale di Portofino che, invece, per molteplici motivi, continua ad essere fermo al palo.
Le aree naturali protette possono rappresentare un modello di sviluppo sostenibile solo se dotate di perimetrazioni e strutture adeguate. La valorizzazione dei prodotti tipici locali così come l’attrattività turistica sono intimamente legate al mantenimento delle risorse naturali che di quella valorizzazione e di quella crescita sono il fondamento.
Il WWF Italia chiede quindi ai consiglieri regionali e alla Giunta della Regione Liguria di non procedere all’approvazione del testo attualmente in discussione e di riaprire la discussione su un provvedimento vitale per la natura protetta ligure.

Auchan e WWF insieme per l'ambiente alla Milano design week

Lun, 08/04/2019 - 00:00
Sostenibilità ambientale, design, creatività e gusto. I negozi MyAuchan del centro di Milano saranno protagonisti del tradizionale Fuori Salone con tante iniziative da mercoledì 10 a venerdì 12 aprile. Venerdì 12, alle 18, si svolgerà l’esibizione creativa della Crew di Felipe Cardeña Crew, artista spagnolo noto a livello internazionale come una delle firme più conosciute della urban culture e della street art globale. 
La Felipe Cardeña Crew si esibirà in una street art live, decorando la vetrina del MyAuchan di corso Genova con un collage pop che riprende il Felipanda: l'opera omaggiata dall'artista al WWF Italia per personalizzare le nuove shopper special edition e contribuire alla tutela dell'ambiente e della biodiversità. La vetrina diventerà una vera e propria tela bianca da trasformare continuamente sotto gli occhi degli spettatori e veicolando un messaggio di amore e rispetto nei confronti di ambiente e natura.
 
Un messaggio che Auchan Retail Italia condivide e fa proprio anche con la presentazione in anteprima delle nuove shopper in edizione speciale a favore del WWF Italia, che saranno svelate sin da mercoledì 10 aprile e fino alla fine della settimana in corso Genova, piazzale Baiamonti, via Lambertenghi, corso Monforte, via Merlo, via Buonarroti, via Bandello e via Castelbarco. Le borse riutilizzabili, per la prima volta ancora più green, sono composte da materiale plastico riciclato R-PET e sono a loro volta riciclabili. Arte e sostenibilità si fondono anche in questo caso con la griffe di Felipe Cardeña, autore dell'opera Felipanda presente sulle shopper, che saranno ufficialmente in vendita in tutti gli Auchan e Simply a partire dal 5 giugno, Giornata Mondiale dell’Ambiente.
 
Auchan Retail Italia conferma in questo modo la propria attenzione al tema della sostenibilità ambientale, supportando sin dal 2009 l’attività di WWF. In dieci anni sono stati infatti donati all'Associazione oltre 200 mila euro, grazie anche al ricavato della vendita delle borse riutilizzabili e di quelle in special edition che si rinnovano annualmente in collaborazione con artisti di rilievo. In questo modo è stato così possibile adottare 13 Oasi WWF in tutta Italia.
 
L’esibizione della Felipe Cardeña Crew e la presentazione delle nuove shopper saranno il culmine di un tour organizzato dai MyAuchan milanesi e dedicato a tutti i golosi, che potranno degustare diverse specialità tipiche regiionali, in un vero e proprio giro d'Italia dei sapori.

Quasi 1.500 kg di rifiuti raccolti sulla spiaggia di Palidoro

Lun, 08/04/2019 - 00:00
C'erano oltre 70 persone alla giornata di volontariato di domenica 7 aprile a Palidoro, litorale Nord di Roma, per ripulire la spiaggia dai rifiuti nell'ambito della campagna #plasticfree . Circa 1.500 kg di rifiuti raccolti, per un totale di oltre 3.000 "reperti".  L'iniziativa, chiamata "Più fratini e meno plastica" è stata organizzata da WWF Lazio, WWF Oasi, Oasi di Macchiagrande, WWF Young e l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, in collaborazione con il Comune di Fiumicino, Hanno preso parte alla giornata un gruppo di scout, studenti di ingegneria, personale dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e attivisti WWF, con Antonio Canu, Presidente di WWF Oasi e il Delegato WWF Lazio, Andrea Filpa. Ha partecipato alla giornata di volontariato anche Corrado Battisti, della vicina Riserva di Torre Flavia, Monumento Naturale della Regione Lazio.

Gli studenti hanno operato una raccolta “scientifica” i cui risultati sono molto interessanti: su una superficie di 3.600 mq, sono stati raccolti 3.071 reperti (per una densità di 0,85 reperti/mq). I cotton fioc costituiscono il 36 %, categoria più rappresentata, seguita dai frammenti indistinti (18,79%). La campagna Plasticfree prosegue con appuntamenti nelle prossime settimane >>