Skip to main content

WWF Italia

Condividi contenuti WWF News
News, publications and job feeds from WWF - the global conservation organization
Aggiornato: 51 min 10 sec fa

Dal governo del Belize una moratoria per la ricerca di petrolio nella barriera corallina

Sab, 19/08/2017 - 00:00
La decisione del governo del Belize di introdurre una legislazione per stabilire una moratoria permanente sull'attività petrolifera offshore all’interno e nelle zone intorno alla barriera corallina del Belize è stata accolta dal WWF, da Oceana e dagli altri membri della coalizione Belize Coalition to Save Our Natural Heritage come un deciso passo in avanti per il World Heritage Site e per la conservazione marina a livello globale.
La mossa per fermare l’esplorazione petrolifera del mare territoriale del Belize e la zona economica esclusiva, che dovrebbe essere adottata nella prossima sessione parlamentare del paese nel novembre 2017, rappresenta un importante primo passo verso la protezione degli ecosistemi costieri e marini in tutto il mondo oltre che un elemento fondamentale per la salvaguardia della più grande barriera corallina nell’emisfero occidentale, un significativo hotspot di biodiversità.
"In un momento in cui la natura è sotto una pressione crescente e scompare con un’accelerazione senza precedenti, stiamo cominciando a comprendere il valore del suo contributo insostituibile alla nostra economia e al nostro benessere. L'impegno del governo del Belize per proteggere la barriera corallina rappresenta un esempio per il tipo di leadership di cui abbiamo urgente bisogno per salvaguardare gli oceani del nostro pianeta e alcuni dei suoi luoghi più produttivi, eccezionali - e tuttavia estremamente vulnerabili - ha dichiarato Marco Lambertini, direttore generale del WWF International.
La Barriera corallina del Belize, patrimonio mondiale dell'UNESCO dal 1996, ospita quasi 1.400 specie e rappresenta una fonte fondamentale di sussistenza per oltre la metà della popolazione del Belize. Nell'ottobre del 2016, una decisione per consentire test sismici per la ricerca del petrolio appena a un chilometro di distanza dal sito ha provocato proteste sia a livello locale che internazionale rispetto all'impatto potenziale sul sito e sui suoi esclusivi ecosistemi.
 "La mobilitazione dell'anno scorso ha mostrato quanto siamo determinati nel proteggere la barriera corallina - una fonte di vita, tradizione e orgoglio per tutti noi in Belize. La decisione di oggi che dimostra l'impegno del governo a proteggere il nostro tesoro nazionale ci rincuora", ha detto Nadia Bood, ricercatrice WWF della Barriera corallina Mesoamericana. "Ora dobbiamo continuare i nostri sforzi, come decisori, come società civile e semplici individui, per assicurare che la barriera corallina e la sua notevole biodiversità siano salvaguardati per la vita marina e per le comunità degli anni a venire".
"Il catalizzatore del cambiamento risiede e risiederà sempre nella volontà delle persone. Sulla questione dell'esplorazione del petrolio offshore in uno degli ambienti marini più straordinari al mondo, l'impegno incrollabile degli abitanti del Belize, dei membri della Belize Coalition to Save Our Natural Heritage e la l’opinione pubblica globale sono stati il fattore costante che ci ha permesso di arrivare a questo punto", ha dichiarato il vice presidente di Oceana in Belize, Janelle Chanona. "Una volta emanata, questa legge sancirà il riconoscimento dell'amministrazione del primo ministro Barrow rispetto al fatto che la qualità della nostra vita dipende direttamente dall'integrità delle risorse naturali e che i mezzi di sostentamento per le decine di migliaia di cittadini del Belize che dipendono dalla barriera corallina non sono disponibili. Questa legislazione renderà il Belize leader nella protezione dei coralli e nel salvaguardare gli ecosistemi costieri e marini, azioni che, si spera, siano di ispirazione in tutto il mondo ".

Un report del WWF pubblicato nel giugno di quest'anno ha mostrato che la barriera corallina del Belize è stata minacciata dalla perforazione di petrolio offshore. Mentre il divieto di attività petrolifere offshore rappresenterebbe un progresso significativo, è necessaria anche un'azione urgente per rafforzare la regolamentazione della mangrovie e limitare la vendita di terreni pubblici all’interno del World Heritage Site.
 
Il turismo e la pesca correlati alla barriera corallina danno sostentamento a circa 190.000 persone in Belize. Il contributo economico annuo del turismo, della pesca e della ricerca scientifica correlata alla Barriera è stimato intorno al 15 per cento del prodotto interno lordo (PIL) del Belize.
Da trent'anni il WWF lavora per salvaguardare la biodiversità unica del Belize, affrontando le sue maggiori minacce e migliorando la vita delle comunità vulnerabili, come parte integrante del sistema della Barriera Mesoamericana.
 
Come la barriera corallina del Belize, quasi la metà dei siti naturali del patrimonio mondiale in tutto il mondo sono minacciati dalle pressioni industriali, che mettono a rischio i mezzi di sussistenza e il benessere delle comunità che ne dipendono oltre a minacciarne la conservazione nel tempo. La campagna del WWF, “Insieme salvaguardando il nostro patrimonio comune”, sta lavorando per rafforzare l’implementazione della Convenzione sui World Heritage Site e rafforzare le linee guida OCSE che proteggono questi siti. Ad oggi, oltre 400.000 persone hanno espresso il loro sostegno per la protezione del Wold Hertage Site in Belize attraverso la campagna.

In Tanzania ucciso Wayne Lotter, difensore degli animali dell'Africa

Ven, 18/08/2017 - 00:00
ll WWF esprime profonda tristezza e indignazione per la morte di Wayne Lotter, co-fondatore e presidente della Fondazione PAMS, avvenuta in un tragico attacco a Dar Es Salaam mercoledì scorso. Tutto il WWF è vicino a sua moglie e alle sue figlie e i nostri pensieri sono con il personale e con i partner di PAMS.
Rigoroso conservatore e difensore della fauna selvatica, Wayne ha dedicato la sua vita alla protezione degli animali dell'Africa. Sin dai suoi primi giorni come ranger in Sudafrica ai suoi più recenti sforzi contro le organizzazioni di bracconieri  in Tanzania, l'impegno di Wayne è stato di ispirazione per tutti coloro che hanno avuto l'opportunità di lavorare con lui.
Margaret Kinnaird, Leader del Wildlife Practice, WWF International ha dichiarato:
"Wayne era un amico personale di molti nel WWF e un partner di conservazione altamente rispettato e ammirato. Credeva interamente al potere da parte delle comunità di creare un cambiamento e oggi, lascia dietro di se migliaia di scout che continuano a combattere coraggiosamente il crimine illegale nei confronti della fauna selvatica In Tanzania. È ora che tutti si uniscano per sollecitare una maggiore protezione per i conservatori ambientali  per chi difende la fauna selvatica come Wayne: persone che dedicano la loro vita a proteggere la gente, la fauna selvatica e luoghi che appartengono a tutti ".
Amani Ngusaru, direttore di WWF Tanzania ha dichiarato:
"La morte di Wayne deve servire da stimolo per un importante passo avanti nella lotta contro il bracconaggio in Tanzania. La Fondazione PAMS ha aiutato a formare migliaia scout e ha sostenuto campagne di comunicazione per il lavoro di conservazione degli elefanti nell’area della riserva di  Selous, in collaborazione con il WWF. Lotter ha sviluppato un “Approccio basato sull'intelligenza” nell’antibracconaggio, che è si è dimostrato molto valido nei confronti dei bracconieri  e del traffico di fauna selvatica in Tanzania. Lotter sarà ricordato per la sua dedizione e la sua passione per la conservazione della fauna selvatica in Africa".
Rohit Singh, WWF Wildlife Enforcement Specialist e presidente della Ranger Federation of Asia ha dichiarato:
"Sono profondamente rattristato e scioccato dalla perdita di Wayne Lotter, un grande conservatore, un amico stretto e un sostenitore fiducioso di noi rangers. Wayne ha svolto un ruolo fondamentale nella formazione della Federazione Ranger di Asia, un'organizzazione fondata per collegare e sostenere i rangers. Non dimenticheremo mai il suo contributo ai rangers e alla difesa della fauna selvatica".
Il WWF ha chiesto alle autorità tanzaniane di fare con urgenza piena luce sull'omicidio di Wayne Lotter e assicurare al più presto i responsabili alla giustizia.

nascono 61 piccoli di tartaruga marina

Lun, 14/08/2017 - 00:00
 IL Comune di CASTELLANETA é stato il primo in Italia ad emettere un'ordinanza per la protezione dei nidi di Caretta caretta Finalmente è giunta a termine l’esperienza del nido di Castellaneta marina (Ta) che era stato deposto il 14 giugno 2017 in prossimità del lido la barchetta Questa mattina alle 5 è cominciato il digging, cioè l’apertura del nido secondo il protocollo standard. L'apertura infatti può essere eseguita a partire da 72 ore dopo l’uscita dell’ultimo tartarughino. Le prime 16 tartarughe marine erano nate il 6 agosto. È stata una schiusa di successo con una percentuale maggiore del previsto di oltre il 75%. Sono emersi dal nido 61 tartarughini, uno è morto poco dopo l’emersione. 22 le uova non schiuse, tre i piccoli trovati all’interno del nido. Un nido portato al termine nel migliore dei modi, il terzo deposto quest’anno in italia, gestito in modo eccezionale dal personale del WWF Policoro, con l’aiuto dei volontari del WWF Taranto, i ragazzi di Greenrope, le guardie ecozoofile di ANPANA e tanti volontari che nel corso di questi 60 giorni si sono alternati nei turni 24 su 24 per la sorveglianza . Il WWF Ringrazia anche il Comune di Castellaneta, il primo in Puglia ad emettere un'ordinanza per la protezione dei nidi di tartaruga marina, e i gestori del lido la Barchetta che ci hanno sostenuto ed aiutato . Comincia l’attesa per la schiusa del secondo nido gestito da WWF Policoro presso il comune di Villapiana. Le attività del WWF sono sostenute dal Progetto LIFE Euroturtles "Azioni collettive per il miglioramento dello status delle tartarughe marine della comunità europea” che viene svolto in Croazia, Cipro, Grecia, Malta, Slovenia e Italia (in Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia) di cui WWF Italia è partner.

Uccisione Orsa Kj2, WWF: la peggior fine possibile

Dom, 13/08/2017 - 00:00
Lavorare sulle cause che portano ad episodi spiacevoli: convivere con l'orso é possibile
  È durissima la reazione del WWF all'abbattimento dell'orsa Kj2 avvenuta questa notte in Trentino ad opera delle guardie provinciali. 'Non può essere l'orsa a pagare con la vita errori umani. Avevamo diffidato la Provincia a procedere con l'abbattimento, perché inutile è senza ritorno, ma evidentemente le pressioni politiche sono state più forti del buon senso', accusa Dante Caserta, vicepresidente WWF. 'Ed è singolare che, sebbene l'orsa fosse stata individuata gia da tempo, l'abbattimento sia avvenuto proprio nella notte del weekend di ferragosto, quando gran parte delle persone sono in vacanza e l'attenzione mediatica è al minimo'. Il WWF aveva già segnalato come la presenza ricorrente di cani senza guinzaglio nella zona dell'attacco fosse con tutta probabilità alla base dell'episodio. 'Se le autorità competenti non lavorano per eliminare le cause che portano ad episodi spiacevoli, a farne le spese saranno sempre gli orsi, e questo non è accettabile'. Il WWF valuterà nei prossimi giorni come procedere sul piano legale, e intanto convoca per fine settembre gli Stati Generali dell'Orso in Italia, perché gli ultimi episodi hanno messo in luce come sia indispensabile ed improcrastinabile un netto salto di qualità nella gestione del plantigrado, ancora sull'orlo dell'estinzione, su tutto il territorio nazionale.
 

Giornata Mondiale dell'Elefante

Sab, 12/08/2017 - 00:00
Il 12 agosto si celebra la Giornata Mondiale dell’Elefante e sono previste celebrazioni un po’ in tutto il mondo, come in Malesia l’Elephant Film Festival organizzato  dal WWF locale, con proiezioni di pellicole dedicate alla specie. 
In natura sono presenti due specie, l'asiatico e l'africano: accanto ai numeri drammatici del bracconaggio, ogni 25 minuti un elefante viene ucciso in Africa illegalmente, il WWF segnala un punto a favore della specie, come effetto delle misure di controllo del mercato  di avorio più volte invocate. 
Dopo l'annuncio fatto al termine del 2016 da parte della Cina di un divieto di commercio d'avorio entro la fine del 2017, le indagini TRAFFIC e WWF hanno scoperto che il numero di prodotti  di avorio destinati al mercato - sia legali che illegali in Cina - è diminuito accanto a un crollo dei prezzi.
All'inizio del 2017  i ricercatori del TRAFFIC e del WWF hanno intrapreso una serie di indagini sui mercati, compreso quello on-line,  per valutare il loro status dopo l'annuncio del divieto domestico in Cina e l'efficacia delle misure conseguenti. I risultati sono stati  pubblicati oggi nel nuovo rapporto “WWF “Revisiting China’s ivory market in 2017.”. 
Al momento del suo annuncio, il divieto era stato accolto favorevolmente dalla comunità internazionale come una misura che avrebbe cambiato le regole del gioco e capace di invertire il declino delle popolazioni selvatiche di elefanti africani. 
La Cina si è anche impegnata a chiudere  oltre un terzo delle fabbriche di avorio accreditate e i negozi al dettaglio entro il 31 marzo 2017, con i restanti due terzi da chiudere prima del 31 dicembre 2017.

"Sebbene rimangano alcune sfide per l'attuazione, questi dati sono molto  incoraggianti – ha dichiarato il WWF – Sembra che il bando di avorio sia finalmente entrato in pista”. 
I ricercatori hanno anche documentato i prezzi per gli oggetti d'avorio e hanno trovato una differenza significativa tra quelli nei mercati legali e illegali. Nel mercato avorio legale, il prezzo medio delle bacchette avorio è stato di 542 dollari per  paio, i corrispondenti prezzi nel mercato illegale sono stati 153 dollari per un paio di bacchette, inferiore del 72%. Rispetto al 2012, il prezzo medio delle bacchette avorio nel mercato illegale è diminuito del 57%. I dati provenienti dalle forze dell'ordine dimostrano inoltre che il prezzo dell'avorio grezzo  è fortemente crollato negli ultimi anni: a Pechino di circa il 20-25% tra il 2015 e il 2016 e del 50% nel 2017.
“Questa tendenza dovrebbe facilitare gli sforzi di applicazione della legge e aumentare la consapevolezza dei consumatori circa l'illegalità del commercio", ha continuato il WWF - Questo è un anno critico per il divieto di vendita di avorio in Cina ed è fondamentale essere vigili nel monitoraggio dei suoi impatti. Tra le tante sfide che restano, quella di garantire che l'avorio stoccato non entri illegalmente nei mercati in Cina o all'estero".

Il WWF ricorda che ogni anno, il bracconaggio uccide tra i 20.000 e i 30.000 esemplari di elefanti africani a causa del commercio illegale di avorio, alimentato dalla criminalità organizzata globale e incrementato dalla grande domanda proveniente dai paesi asiatici. Solo negli ultimi dieci anni, gli elefanti africani sono diminuiti di oltre il 20%.

Basilicata: TAR 'boccia' il Calendario venatorio 2016-2017

Ven, 11/08/2017 - 00:00
 La Sezione Prima del Tar di Basilicata ha accolto in via definitiva  il  ricorso presentato da  ENPA– LAV – LIPU – WWF ITALIA contro il Calendario Venatorio 2016/2017 perchè  non aveva rispettato quanto contenuto nel parere dell’Ispra in merito a diverse disposizioni riguardanti principalmente i periodi e le specie cacciabili.

Per il WWF è la dimostrazione che la tutela della fauna è potestà statale e i pareri Ispra vanno ascoltati.  Si tratta di un pronunciamento molto importante che   dimostra  che la tutela della fauna selvatica e della biodiversità sono e restano di piena potestà statale e che le Regioni non possono far finta che il parere Ispra non ci sia, come accaduto in modo clamoroso in Basilicata. 
Fondamentale, inoltre, che tra le conseguenze della decisione del Tar ci sia quella di adeguare le date di chiusura ed apertura della stagione venatoria al dettato della Direttiva europea, che prevede il rigoroso divieto di caccia durante il periodo della riproduzione e della migrazione prenuziale.
 
Il WWF chiede quindi alla Regione Basilicata di adeguare in autotutela in toto il Calendario Venatorio 2017/2018 alle disposizioni della Sentenza per evitare nuovi contenziosi.
 
Più in generale l'Associazione ribadisce la richiesta dei giorni scorsi fatta al Presidente della Regione, parallelamente a quella rivolta a tutti governatori,  relativa all’«L’esclusione di qualsiasi ipotesi di apertura anticipata della caccia a qualsiasi specie; il divieto di attività venatoria per tutto il mese di settembre per consentire agli habitat e alla fauna di recuperare condizioni fisiologiche soddisfacenti; una verifica dopo il mese di settembre per valutare la situazione; un’azione capillare di contrasto al bracconaggio» per le difficilissime situazioni in cui si trovano molti animali selvatici a seguito delle eccezionali ondate di caldo ed alla drammatica siccità che sta interessando molte regioni italiane.
 

Il triste declino del re della savana

Mer, 09/08/2017 - 00:00
Il leone, il re della savana, il più conosciuto, amato e temuto tra tutti gli animali del nostro pianeta è oggi in drammatico declino.  I dati diffusi dal WWF nella Giornata Mondiale del Leone che si celebra in tutto il mondo, dimostrano che per questa specie c'è ben poco da festeggiare. 

La specie, estinta da tempo in tutto il Nord Africa, oggi corre forti rischi nell’Africa occidentale dove rimangono poche centinaia di individui.
Il futuro di questo spettacolare felino sta assumendo  tinte fosche in tutto il continente africano: tre quarti delle popolazioni studiate sono in declino e in soli 21 anni (che equivalgono a tre generazioni di questi animali) abbiamo perso il 42% dei leoni che popolavano il continente africano.  
Secondo le stime dell’IUCN è probabile che in Africa sopravvivano meno di 20.000 leoni in un territorio che copre solo l‘8% del loro precedente areale. Solo negli ultimi decenni i leoni si sono estinti in ben 12 paesi dell’Africa subsariana.

Ma sappiamo davvero tutto sul comportamento del leone? Ecco sei curiosità che non avreste mai immaginato:

- Il leone non è il re del continente africano come tutti si immaginano. Esiste una sottospecie di leone asiatica, Panthera leo persica oramai drammaticamente minacciata di estinzione. Più piccolo e più chiaro  il leone asiatico sopravvive in India nel Parco Nazionale di Gir in poche centinaia di esemplari.
- I leoni sono a tutti gli effetti grandi carnivori. Eppure in caso di necessità possono integrare la loro dieta con con alcune verdure. I ricercatori hanno constatato che leoni del deserto del Kalahari possono mangiare una buona dose di zucche selvatiche, anche per dissetarsi
-  Il leone maschio non è solo un pessimo cacciatore (gran parte delle attività di caccia viene infatti svolta dalle femmine) ma è anche un pessimo latin lover. I suoi accoppiamenti, per quanto frequenti, durano una manciata di secondi.
- I leoni sono oggi minacciati dalla distruzione del loro habitat, dal conflitto con le comunità locali e dal bracconaggio. Le ossa di questi poveri animali, al pari delle tigri, vengono utilizzate per i rimedi della medicina tradizionale.
- Il ruggito del leone è un importantissimo sistema di comunicazione nei leoni. Può essere udito fino a 8 km di distanza e permette di mantenere le relazioni tra gli individui del branco.
- Il leone in Africa è praticamente assente al di fuori delle aree protette. Solo in Sud-Africa questo felino  sta espandendo il suo areale grazie a progetti di ripopolamento funzionali anche all’ecoturismo.

 

Quattro semplici modi per affrontare un'escursione

Mer, 09/08/2017 - 00:00
Estate è spesso sinonimo di escursioni in montagna, affrontale al meglio seguendo quattro semplici regole. 

Be prepared: ogni escursione deve essere affrontata con la necessaria consapevolezza e prudenza: informatevi sui tempi del percorso, portate con voi sufficiente acqua e cibo leggero, e soprattutto un buon equipaggiamento, perché il tempo può mutare rapidamente

Be curious: ogni escursione può rivelare affascinanti sorprese: usate ogni vostro senso e potrete avvistare animali anche rari, udire il canto degli uccelli, notare profumi unici, rivelare scorci inaspettati: il telefonino può rimanere nello zaino

Stay on trails: rimanete sui sentieri e camminerete in maggiore sicurezza, creando minor disturbo alla fauna e danneggiando  meno la vegetazione

Leave no trace: non lasciate traccia del vostro passaggio, ed aiuterete la natura a restare incontaminata: parlate a bassa voce, portate a valle i vostri rifiuti, non raccogliete rocce o fiori, ma riportate con voi il ricordo delle meraviglie della natura

Con emergenza incendi caldo e siccità è necessario stop alla caccia

Mer, 09/08/2017 - 00:00
«L’esclusione di qualsiasi ipotesi di apertura anticipata della caccia a qualsiasi specie; il divieto di attività venatoria per tutto il mese di settembre per consentire agli habitat e alla fauna di recuperare condizioni fisiologiche soddisfacenti; una verifica dopo il mese di settembre per valutare la situazione; un’azione capillare di contrasto al bracconaggio». È quanto ha chiesto il WWF in una lettera inviata al ministro dell’Ambiente e ai presidenti delle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemontese, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Trentino Alto Adige, Umbria, Valle D’Aosta e Veneto per chiedere una limitazione dell’attività venatoria nella stagione 2017-2018.
«Come noto, l’estate 2017 si sta caratterizzando con eccezionali ondate di calore e conseguenti temperature medie molto elevate. Al caldo si somma una drammatica e perdurante siccità (si stima che il deficit a luglio di quest’anno risulti del 45% rispetto alla media dello stesso mese del periodo 1970/2000). Per quanto riguarda gli incendi risulta che sono andati distrutti dal fuoco nel solo mese di luglio oltre 65.000 ettari comprese estese zone particolarmente pregiate per ricchezza di biodiversità come quelle di Parchi, Siti Natura 2000 e Oasi. Al momento non pare che questa complessa situazione muterà favorevolmente». Spiega il WWF nella lettera ai governatori.
Un comprensibile allarme è stato lanciato anche dalle associazioni degli agricoltori per lo stato di difficoltà in cui versano gli animali da allevamento, a causa del caldo, della scarsità di acqua, di pascoli, di fieno. Se questa è la condizione degli animali allevati, curati dall’uomo, è altamente plausibile che il patrimonio faunistico nazionale si trovi in larga misura in una condizione di stress che lo rende altamente vulnerabile rispetto ad ulteriori diverse pressioni.
La situazione sarà ancora peggiore per gli uccelli migratori che, da questo mese, iniziano il viaggio verso l’Africa. Questi troveranno, in particolare nelle regioni del centro e del sud, in molte delle tradizionali aree di sosta e alimentazione situazioni altamente mutate e critiche (boschi distrutti dagli incendi, fiumi e zone umide in secca, diffusa siccità, inaridimento). I numerosi incendi di questo anno, così come gli incendi degli anni passati, comportano una riduzione degli spazi di caccia poiché le aree percorse da incendi devono essere per legge sottratte all’attività venatoria: questo comporta che un numero più elevato di cacciatori si concentri nelle restanti aree aperte alla caccia.
Il WWF conclude la sua lettera chiedendo ad ogni regione, in base alle condizioni locali, «un divieto dell’attività venatoria su tutto il territorio regionale, qualora le condizioni di siccità e l’estensione degli incendi abbiano determinato un calo sensibile degli habitat e delle risorse trofiche a disposizione della fauna selvatica; limitazioni temporali e/o spaziali alla caccia a determinate specie, in particolare agli uccelli acquatici, anche tramite il divieto di caccia da appostamento; il blocco dei ripopolamenti fino a data da destinarsi, per non sottrarre importanti risorse trofiche alla fauna già presente e blocco di qualsiasi forma di addestramento cani da caccia e di gare cinofile che costituiscono ulteriori fattori di stress per le popolazioni selvatiche», come già suggerito in passato da autorevoli pareri ISPRA anche in condizioni ben più lievi delle attuali.

Il governo impugna la legge della Campania sulle case abusive

Mar, 08/08/2017 - 00:00
La decisione del Consiglio dei ministri di impugnare la legge regionale della Regione Campania n.19 del 22/06/2017 dal titolo ‘Misure di semplificazione e linee guida di supporto ai comuni in materia di governo del territorio’ è un fatto positivo che ci auguriamo rappresenti l’inizio di una nuova stagione di contrasto all’abusivismo edilizio e di tutela del territorio.
Il WWF Italia aveva definito il provvedimento della Regione Campania un pericolosissimo passo indietro sul cemento illegale e aveva chiesto al governo di impugnare il provvedimento. La legge, varata proprio da una regione che ha tra i più alti tassi di cemento abusivo in Italia, prevede, infatti, un "premio" agli abusivi ai quali possono essere assegnati in locazione o addirittura in vendita immobili costruiti illegalmente.
La scelta del governo di impugnare un provvedimento fortemente contrastato da un ampio fronte ambientalista e che rappresenta un pericolosissimo incentivo oltre che una maxi sanatoria per il cemento illegale è doppiamente positiva: da un lato interviene per tutelare il territorio campano già ampiamente devastato dal cemento illegale e criminale, dall’altro rappresenta un segnale forte per tutte le altre regioni rispetto alla gestione del proprio territorio.
Visto questo segnale così forte da parte del governo, il WWF si aspetta che la Regione Campania abroghi immediatamente queste norme, che comunque possono già produrre i loro effetti negativi, senza aspettare l’intervento della Corte costituzionale.

Cosa fare durante un temporale estivo

Lun, 07/08/2017 - 00:00
In estate, può accadere che durante un'escursione o mentre ci si trova a mare, si venga sorpresi da un brusco temporale. Si tratta di fenomeni del tutto naturali, ma è bene essere preparati e sapere come comportarsi in queste situazioni.  In montagna Se siamo in montagna ad osservare avvoltoi, come il bellissimo gipeto barbuto, ma arrivano temporali con fulmini, se c'è tempo, è meglio tornare nell’auto, chiudendoci dentro, altrimenti mai mettersi sotto alberi isolati o più alti di quelli circostanti, né toccare oggetti metallici. Se siamo in campo aperto, allontaniamoci di alcuni metri dai nostri amici ed accovacciamoci. Al mare Se siamo al mare a fare snorkeling per osservare le meraviglie del nostro Mar Mediterraneo come la foca monaca, la balenottera comune o la tartarughe Caretta caretta, usciamo dall’acqua ma evitiamo di tornare sotto l’ombrellone metallico, potrebbe attirare i fulmini.
Se invece ci troviamo su una una magnifica costa rocciosa per farci un selfie con un simpatico gabbiano corallino e vediamo la tempesta che si avvicina, allontaniamoci di qualche metro per evitare che onde improvvise lo trasformino in un selfie subacqueo e il gabbiano ci derida per il resto della vita.   Lungo un fiume

Se siamo lungo un fiume a campionare macrobenthos (comunità di affascinanti invertebrati acquatici come crostacei, efemerotteri, o irudinei) allontaniamoci dalle sponde per evitare piene improvvise: il macrobenthos sopravvivrà anche senza di noi e potremo terminare il campionamento il giorno dopo. 


 



 

Qualcuno ha confuso i parchi nazionali con dei 'Luna Park'

Lun, 07/08/2017 - 00:00
Quanto  accaduto a Campo Imperatore nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, in Abruzzo, tra sabato e domenica, purtroppo, non è che l’effetto di una visione distorta di uno sviluppo che non nasce dalla tutela, ma da uno sfruttamento senza limiti dei nostri tesori naturali. Una deriva che rischia di accentuarsi con la riforma della Legge quadro sulle aree protette in discussione al Senato, alla quale il WWF e altre associazioni ambientaliste, da più di un anno, si oppongono. È assurdo che al posto di difendere le normative di tutela, gli amministratori, e non solo quelli locali, chiedano deroghe in nome di un fantomatico sviluppo della montagna che, invece, non può essere la riproposizione di quello selvaggio che ha denaturato tanta parte delle coste italiane.
I Parchi nazionali nascono per la conservazione della biodiversità animale e vegetale, per promuovere attività di educazione, formazione e ricerca scientifica, per la salvaguardia dei valori antropologici, archeologici, storici e architettonici e delle attività agrosilvopastorali e tradizionali. Nulla che possa giustificare la presenza senza regole di 30.000 persone in una delle aree più delicate e protette del Parco del Gran Sasso. Non si può definire salvaguardia delle attività agrosilvopastorali una “falsa rappresentazione” di una fiera della pastorizia: non vi è alcuna azione educativa nel tollerare comportamenti indecenti e pericolosi. Per qualcuno i parchi sono purtroppo diventati solo un ‘brand’ per aumentare il richiamo di un turismo insofferente alle minime regole non della conservazione, ma della decenza e quanti sollevano dubbi su questa visione vengono tacciati di integralismo.
«Il danno nel Parco del Gran Sasso ormai è fatto e l’auspicabile punizione dei colpevoli non potrà restituirci praterie e boschi distrutti dalle fiamme. Per far sì che simili disastri e altri comportamenti indecenti non si verifichino più, è necessario modificare l’approccio alla gestione di specie e habitat che sono unici al mondo». Dichiara il vicepresidente del WWF Italia Dante Caserta che conclude: «Questo è l’obiettivo da perseguire sin da subito e l’unica risposta possibile: far sì che d’ora in avanti la natura e i Parchi siano rispettati, valorizzati e mai più violentati».
Il WWF chiede ai Parchi di esercitare il proprio ruolo vietando, come spesso non è stato fatto sino a oggi, iniziative inconciliabili con la tutela dell’ambiente. E chiede ai Carabinieri Forestali, conclusa ormai la fase della riorganizzazione, di tutelare al 100% il territorio: non è concepibile, ad esempio, che a Campo Imperatore in poche settimane si siano susseguiti due ‘assalti’ nell’indifferenza generale e che nessuno sia stato multato per aver scambiato prati d’alta quota per un parcheggio. Chiediamo inoltre alla Regione Abruzzo di restituire forza, dignità e organici alle Polizie provinciali, svilite da una riforma bocciata dalla stragrande maggioranza degli italiani, ma sin qui rimaste nel limbo, quasi ci fosse una precisa volontà di favorire la deregulation.