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Aggiornato: 1 ora 18 min fa

Assegnate le Targhe d'oro Mutti

Gio, 14/12/2017 - 00:00
Per il terzo anno consecutivo, Mutti premia le specialità tipiche del Sud Italia, attribuendo ai migliori conferenti dello stabilimento di Fiordagosto le Targhe d’Oro, il riconoscimento destinato ai migliori produttori di pomodoro lungo e ciliegino selezionati tra gli oltre 250 conferenti dello stabilimento.

La premiazione è avvenuta presso la Masseria Pietrafitta di Foggia. Nella categoria “pomodoro lungo” sono stati premiati i primi 20 produttori tra i quali, ad aggiudicarsi il gradino più alto del podio, è stata l’azienda agricola Salvatore Di Noia di Torremaggiore (FG). Nella categoria “pomodoro ciliegino” la migliore tra le prime 4 premiate è stata l’azienda agricola Giuseppe Caroppi di Lesina (FG). In totale sono stati distribuiti riconoscimenti monetari per 45.000,00€ che premiano il 30% del pomodoro lungo e il 40% del pomodorino.

Le Targhe d’Oro Mutti confermano la volontà dell’Azienda di generare valore al Sud Italia e il suo impegno a mantenere standard di qualità elevatissimi, con un’attenzione speciale alla filiera e ai suoi protagonisti. Per questa ragione, Mutti ha deciso, come avviene ormai da 18 anni con il Pomodorino d’Oro per i conferitori dello stabilimento di Parma, di celebrare l’eccellenza, premiando gli agricoltori che si impegnano a fornire all’Azienda le migliori specialità di pomodoro del Sud Italia.

“Siamo orgogliosi e soddisfatti di poter premiare ancora una volta la qualità della nostra materia prima” – ha commentato l’amministratore delegato di Mutti SpA, Francesco Mutti – “Abbiamo iniziato questo percorso tre anni fa con l’obiettivo di replicare il modello virtuoso costruito al Nord che si basa sulla massima attenzione del processo produttivo, sulla valorizzazione del territorio, sulla responsabilità nei confronti dell’ambiente e, non da ultimo, sull’attenzione alla filiera in tutte le sue fasi attraverso strumenti di incentivazione del lavoro di qualità”.

La campagna del pomodoro 2017 si è chiusa con un incremento di circa il 41% passando dai 425.000 quintali del 2016 agli oltre 600.000 quintali del 2017, a dimostrazione del potenziale dello stabilimento di Fiordagosto, ma anche dei continui investimenti che Mutti ha fatto e continuerà a fare nella ricerca costante dell’eccellenza in ogni suo aspetto.

“La produzione dello stabilimento di Fiordagosto, nelle ultime tre campagne, è cresciuta in modo esponenziale e questo ci rende soddisfatti” – ha proseguito Mutti – “Ma ciò che ci sta maggiormente a cuore è continuare a creare una più stretta integrazione con le aziende agricole e condividere con loro obiettivi importanti, come quello della raccolta meccanizzata del pomodoro. Dal 2014 a oggi, grazie all’impegno della ns filiera, la raccolta meccanizzata è passata dal 54 al 88%. Ma la nostra sfida per il 2018 è di arrivare al 100% come già avviene nel Nord Italia e non saremo soddisfatti fino a quando non raggiungeremo questo traguardo”.

Mutti conferma così che la qualità di tutti gli aspetti produttivi rappresentano da sempre valori irrinunciabili. Con un’attenzione altrettanto importante per l’ambiente al quale Mutti si dedica ormai da anni attraverso la consolidata partnership con il WWF che ha partecipato alla premiazione delle Targhe d’Oro - attraverso l’intervento di Eva Alessi, Responsabile Sostenibilità WWF Italia - proprio per presentare le collaborazioni e i progetti legati alla filiera del pomodoro.

“Noi vogliamo andare oltre” – ha concluso Francesco Mutti – “In quanto leader di settore siamo il punto di riferimento per i consumatori e a loro dobbiamo rispondere. Per questo dobbiamo essere un passo avanti e offrire una qualità a 360° che includa – oltre all’eccellenza del prodotto, anche l’eccellenza dei processi produttivi in tutte le sue forme e manifestazioni, dalla valorizzazione del territorio al rispetto per l’ambiente”.

Mutti. Da oltre 100 anni, Mutti, azienda di Parma, è leader nella lavorazione del pomodoro; da quattro generazioni la famiglia Mutti si dedica esclusivamente al miglioramento del suo “oro rosso” realizzando concentrato, passata polpa di pomodoro e pelati, prodotti che oggi sono apprezzati in tutto il mondo. Negli ultimi anni, per ampliare la gamma dei prodotti senza snaturare una vocazione che dura da più di un secolo, sono arrivati anche sughi e salse pronte.

La sfida delle citta' resilienti continua

Gio, 14/12/2017 - 00:00

La sfida sul clima, protagonista nel summit di Bonn appena concluso, si vince innanzitutto nelle città. L’80% della popolazione europea e il 90% di quella italiana risiede nelle aree urbane, dove vengono amplificati i fenomeni estremi provocati dai cambiamenti climatici (picchi di calore, bombe d’acqua, fenomeni alluvionali, siccità) a causa, ricorda il WWF, della modifica radicale della morfologia naturale dei luoghi causata della cementificazione e dall’edificazione, che incidono pesantemente sulla permeabilità, duttilità e resilienza dei sistemi naturali, rendendo ancora più urgenti e necessarie azioni efficaci di adattamento ai cambiamenti climatici.
 

Il tema è stato affrontato in maniera approfondita il 18 novembre 2017 a Bologna in occasione del convegno nazionale “Cambiamenti climatici: la sfida delle città resilienti”, organizzato dal WWF col patrocino e l’attiva collaborazione del Comune di Bologna. Un confronto tra 15 tra esperti di Agenzie italiane ed europee, rappresentanti del Governo e dei Comuni (Bologna, Padova, Mantova e Milano) voluto per passare dalle parole all’azione nelle politiche e negli interventi di adattamento ai cambiamenti climatici, favorendo il dialogo interistituzionale tra le diverse amministrazioni competenti, a partire da quelle governative, per sostenere l’operatività dei Comuni nella loro azione  sul territorio.
 

Data la qualità del dibattito e il rilievo dei contenuti trattati il WWF rende disponibili in questa pagina gli abstract e le slides degli interventi presentati al convegno del 18 novembre, oltre che il comunicato stampa, il programma della giornata e l’Appello lanciato a conclusione del dibattito.

Uscire dal carbone: il caso Brindisi

Mer, 13/12/2017 - 00:00
Sabato 16 dicembre, ore 18,00
Sala conferenze di Palazzo Nervegna
Brindisi

Il WWF insieme ai cittadini di Brindisi intende farsi promotore dell’inizio di una nuova era per un territorio naturalmente vocato allo sviluppo pulito e rinnovabile. Dopo che la Strategia Energetica Nazionale ha fissato l’obiettivo per l’Italia dell’uscita dal carbone entro il 2025, il WWF vuole discutere delle nuove prospettive per i cittadini e il territorio brindisino, vuole proporre soluzioni e chiedere un impegno visibile e concreto a favore di un radicale e tempestivo cambio di rotta, ponendo fine alle produzioni inquinanti risanando l’area, e avviando così un nuovo processo dove finalmente si possa incoraggiare l’occupazione.

Per questo, sabato 16 dicembre alle ore 18, l’Associazione invita cittadini e stampa al convegno “Accelerare l'uscita dal carbone: il caso Brindisi, 24 anni di danni alla salute e al clima”, dove insieme ad esperti del settore il WWF farà il punto dei danni sanitari provocati dalla centrale a carbone Federico II di Brindisi e condividerà idee per uscire immediatamente dal carbone e garantire una transizione equa verso lo sviluppo sostenibile.
Tra i relatori che interverranno al convegno: Cristina Mangia, ricercatrice CNR, Massimiliano Varriale, consulente energia WWF, Luca Ghezzani, segretario ISDE Brindisi e Ordine dei Medici Brindisi e in video Matteo Ceruti, legale di WWF e Ugo Taddei, legale di Client Earth, la no profit con sede a Bruxelles insieme alla quale il WWF ha avviato una causa contro l’Autorizzazione Integrata Ambientale concessa a luglio scorso alla Centrale di Brindisi.
Il convegno sarà preceduto alle 16:00 da una manifestazione in bicicletta per protestare contro l’utilizzo del carbone, che percorrerà le vie del centro con dei palloncini neri che simboleggeranno una nuvola di anidride carbonica emessa dalla centrale di Brindisi.

Stop al commercio di avorio in Cina

Mar, 12/12/2017 - 00:00
In vista dello storico bando sul commercio interno di avorio in Cina che prenderà il via alla fine del mese, un’indagine condotta da TRAFFIC e WWF ha rivelato che il bando ha un diffuso consenso da parte della maggioranza dei consumatori intervistati e che verosimilmente ridurrà in maniera sostanziale l’acquisto di prodotti in avorio. Tuttavia, molti cittadini non sono ancora a conoscenza dell’imminente messa al bando.

Il bando è stato accolto dalla comunità internazionale come un passaggio cruciale che, se correttamente applicato, aiuterà a fermare il bracconaggio ed invertire il declino delle popolazioni di elefante africano. Quest’anno, TRAFFIC e WWF hanno commissionato a GlobeScan, un’agenzia di consulenza indipendente, la più grande indagine mai condotta sui consumatori di avorio, per comprendere la natura del consumo di avorio in 15 città i cui mercati sono tra i più attivi in Cina. La ricerca ha rivelato che l’acquisto di avorio è crollato negli ultimi tre anni in città come Pechino e Chengdu, dove le regolamentazioni sono più rigide e dove c’è più consapevolezza dell’imminente messa al bando. Tuttavia, il mercato dell’avorio si è spostato dalle città metropolitane a centri più piccoli, e tale spostamento nella domanda potrà continuare in futuro.

Ma dallo studio sono emersi altri importanti risultati:

• Solo il 19% degli intervistati ricordava spontaneamente l’esistenza di regole sul commercio d’avorio. Il 46% le ricordava quando sollecitati.

• L’86% degli intervistati, una volta messi a conoscenza, ha dichiarato di supportare il bando dell’avorio

• Più della metà di coloro che in passato avevano acquistato prodotti in avorio ha smesso di acquistarli, la maggior parte dei quali negli ultimi tre anni, ma la richiesta di avorio rimarrà per alcune categorie demografiche

• Coloro i quali viaggiano all’estero in passato hanno comprato significativamente più avorio di coloro i quali non viaggiano.

La ricerca ha avuto lo scopo di identificare i fattori che influenzano il consumo di avorio, gli atteggiamenti delle persone riguardo alla messa al bando del commercio di avorio nel mercato interno, e la percezione dei consumatori riguardo ai messaggi della campagna. I risultati dell’indagine sono stati pubblicati da TRAFFIC e WWF nel nuovo report “Demand under the Ban: China ivory consumption research 2017.” (“La domanda ai tempi del bando: indagine 2017 sul consumo di avorio in Cina”).
“La Cina ha dimostrato una forte leadership su questo pressante tema, in una regione flagellata dal commercio illegale di fauna selvatica, che è esacerbato dal mercato legale. È un grande passo ed un grande impegno per assicurare un futuro all’elefante africano. Tuttavia, è chiaro che i prossimi mesi saranno assolutamente critici per l’applicazione effettiva del bando e la sua comunicazione”, dichiara Margaret Kinnaird, WWF Wildlife Practice Leader. “Siamo fiduciosi che chiudendo le porte del più grande mercato legale di avorio, inizieremo il 2018 un passo più vicini a creare un mondo in cui la domanda di avorio è fortemente ridotta”.

L’indagine mostra come molti consumatori abbiano ancora scarsa conoscenza del tema della legalità nell’ambito del marcato dell’avorio. Migliorare la comprensione e la conoscenza sulla messa al bando del commercio dell’avorio è pertanto essenziale e consentirà di orientare i messaggi rivolti ai consumatori per cambiare gli atteggiamenti nei confronti dell’avorio, basati su dati concreti.

Macron celebra il secondo anniversario dell’accordo di Parigi

Mar, 12/12/2017 - 00:00
Il presidente francese Emmanuel Macron celebra il secondo anniversario dell’approvazione alla COP21 dell'Accordo globale sul Clima di Parigi, ospitando il “One Planet Summit”. L'obiettivo del vertice (e degli eventi correlati che si tengono tra l’11 e il 13 dicembre) è quello di dare slancio all'azione per il clima, in particolare per quel riguarda la finanza climatica, sia gli investimenti nell’economia decarbonizzata che gli aiuti ai Paesi più vulnerabili, inclusi quelli per l’adattamento.
Per il WWF la necessità di un’azione sul clima non è mai stata così urgente e improcrastinabile. Per il WWF iniziative come il Summit ospitato dal Presidente Emmanuel Macron, rappresentano occasioni importanti per tenere alti l’impegno dei leader, la volontà politica, la portata e la velocità delle azioni per il clima di tutti gli attori, dai governi alle aziende, dagli investitori alle città. Questo è fondamentale se vogliamo limitare il riscaldamento entro 1,5° C ed evitare i peggiori impatti del cambiamento climatico.
Il WWF si aspetta che il Summit fornisca l’impulso necessario per:
  • • Spostare miliardi di investimenti dai combustibili fossili alle energie rinnovabili, assicurando una vera e propria leadership in tal senso nelle politiche pubbliche e accelerando l'attuazione della raccomandazione della task force sulle informazioni finanziarie legate al clima (TCFD) che consentono una migliore comprensione dei rischi di ignorare l'ambiente e, ancora più importante, aiutano le imprese a comprendere i benefici economici derivanti dall'investimento in un ambiente sano.
  • • Impegnare le finanze pubbliche, attraverso banche multilaterali e bilaterali di sviluppo, per allineare i loro portafogli con un futuro “ben al di sotto dei 2° C”, con un approccio equilibrato tra mitigazione e adattamento.
  • • In vista del 2018 e della potenziale revisione degli impegni dei singoli Paesi (NDC), ottenere un rinnovato impulso politico per la nuova leadership climatica allineata con l’obiettivo di limitare il riscaldamento globale "ben al di sotto" di 2° C, in particolare dai leader della UE.
  • • Mirare al carbonio zero entro la metà del secolo, anche fissando il budget di carbonio e le traiettorie settore per settore, nonché azioni a breve termine per eliminare il carbone e introdurre le energie rinnovabili.

La presenza al Summit di 200 investitori istituzionali, che rappresentano circa 26 mila miliardi di dollari e il loro impegno a porre sotto pressione le grandi corporation dei combustibili fossili fanno ben sperare. Molti sono gli annunci in corso, particolarmente rilevante quello della Banca mondiale che si impegna a non finanziare più la ricerca e l’estrazione di petrolio e gas dopo il 2019.
Le raccomandazioni della task force sulle informazioni finanziarie relative al clima (TCFD) consentono di creare il collegamento tra le questioni ambientali e la stabilità finanziaria. Fornisce, inoltre, orientamenti concreti e molto pratici sulla governance dei rischi legati al clima. Per questo il WWF ha chiesto di incoraggiare le imprese ad adottare le raccomandazioni TCFD a partire dal ciclo di reporting di quest'anno, ha chiesto ai membri del G20 di supportarne le implementazioni (il gruppo della TCFD è stato costituito proprio per decisione del G20 – ndr) e di valutarne l’integrazione negli obblighi di legge.
Il WWF è presente a Parigi con una delegazione della quale fanno parte Manuel Pulgar-Vidal (Leader Clima ed Energia del WWF Internazionale, già Presidente della COP20 e già Ministro dell’Ambiente del Perù), Pascal Canfin (Direttore Generale del WWF Francia), Margaret Kuhlow (Leader del Programma Finanza del WWF Internazionale).

Stop plastica in mare: premiate due start up italiane

Lun, 11/12/2017 - 00:00
Riciclo chimico della plastica e barriere nei fiumi per combattere l’highlander degli oceani

Si è tenuta oggi a Roma la premiazione delle startup selezionate nell’ambito della IH Fellowship on Ocean Cleanup, il primo contest mai realizzato in Italia dedicato a progetti d’innovazione per diminuire l’impatto dei rifiuti o dell’inquinamento off-shore, costiero e subacqueo delle acque salate.

L’iniziativa è stata organizzata da Impact Hub Milano, l’incubatore d’impresa focalizzato sull’innovazione sociale e ambientale, insieme al WWF con il patrocinio di Bulgari.
WWF ha definito i principi per la Sustainable Blue Economy ossia un modello di business a livello globale dedicato alla creazione di un ecosistema sostenibile che si basa sull’imitazione dei sistemi naturali, di cui il mare è una delle componenti fondamentali. L’idea di favorire le startup impegnate sul tema del recupero dei rifiuti dal mare è stata accolta da Bulgari, che nell’ambito delle sue strategie di Sviluppo Sostenibile sta promuovendo il massimo ricorso a pratiche di riuso, riutilizzo e riciclo delle risorse.
Alla premiazione sono intervenuti Giuseppe Di Carlo, Direttore della WWF Mediterranean Marine Initiative, Marco Nannini, Amministratore Delegato di Impact Hub Milano ed Eleonora Rizzuto, Direttore Sviluppo Sostenibile di Bulgari.

Il vincitore della IH Fellowship, che si aggiudica i 10.000 Euro in palio e un percorso di incubazione in Impact Hub Milano, è Gr3n impresa che ha sviluppato una tecnologia che permette il riciclo chimico di alcune plastiche, permettendo una vita indefinita del materiale. Con la tecnologia di Gr3n, quindi, la plastica diventa un materiale a ciclo chiuso, esattamente come il vetro o l'alluminio, e può essere riciclato indefinitamente.

Gr3n ha le potenzialità per essere una disruptive innovation nel settore, andando ad intercettare i 53 milioni di tonnellate che ogni anno finiscono in discariche o inceneritori per impossibilità di riciclo o di riutilizzo.
E’ stato inoltre selezionato un runner-up a cui è stata data la possibilità di accedere a un percorso di incubazione in Impact Hub Milano oltre ad un rimborso spese di 5.000 Euro.
Si tratta di SEADS (Sea Defence Solution), giovane impresa che mira a prevenire il problema dell'inquinamento dei mari installando delle barriere nei fiumi che reindirizzano i rifiuti verso un bacino di raccolta dove vengono accumulati, prelevati e mandati verso il riciclo. Il progetto SEADS può avere risvolti notevoli nella prevenzione dell'inquinamento degli oceani. Si stima infatti che l'80% della plastica presente nei nostri mari provenga da fonti nell'entroterra.
Gr3n e SEADS avranno accesso quindi a breve alla fase cosiddetta Prototype in Impact Hub Milano, che prevede il supporto dell’incubatore durante la costituzione, lo sviluppo e il lancio sul mercato del prodotto/servizio.

Giuseppe Di Carlo – Direttore della Mediterranean Initiative del WWF
“La plastica in mare è una vera e propria emergenza globale: secondo gli ultimi dati sono almeno 8 milioni le tonnellate di plastica che ogni anno finiscono negli oceani. Le ripercussioni sull’ambiente, in termini di inquinamento e di contaminazione della catena alimentare, coinvolgono tutti e in ogni angolo del pianeta. Questo impone a consumatori, aziende, investitori, ricercatori, a trovare soluzioni che riducano al massimo la produzione, l’utilizzo e lo scarto di questo materiale. A fianco di un’educazione al consumo responsabile per ridurre, ad esempio, l’abitudine ai materiali usa e getta e altre iniziative per un Mediterraneo ‘plastic-free’ , il WWF con questa iniziativa ha voluto contribuire al percorso dell’economia circolare e dell’innovazione. Ci auguriamo che i due progetti possano avere successo nel mercato e stimolare altre idee innovative”.  

Marco Nannini – CEO Impact Hub Milano
“È molto interessante e positivo che due realtà così diverse tra di loro si siano incontrate con un unico obiettivo di sostenibilità, che da un lato mira ad abbattere gli sprechi di risorse e dall’altro a preservare l’integrità e l’incontaminazione dell’ambiente. Noi di Impact Hub Milano lavoriamo affinchè queste pratiche di impatto diventino la normalità nei processi e nelle scelte aziendali e crediamo che questo non possa essere raggiunto se non con il contributo di tutti gli attori dell’ecosistema. Le startup aiutano le imprese a semplificare e snellire questo cambio di paradigma e, in particolare, le realtà che abbiamo premiato sono molto serie e hanno ottime prospettive di sviluppo in questa direzione”.

Eleonora Rizzuto – Direttore Sviluppo Sostenibile Gruppo Bulgari e LVMH Italia
“Il ripensamento delle nostre filiere di approvvigionamento e dei processi produttivi è un’esigenza sempre più forte per garantire un utilizzo responsabile e sostenibile delle risorse nel massimo rispetto dell’ambiente. Bulgari ha accettato la sfida della sostenibilità e sta implementando importanti programmi in ottica di economia circolare. La recente firma del Manifesto per l’economia circolare è un chiaro impegno in tal senso. Ci auguriamo che grazie al contest che abbiamo patrocinato, le start-up riusciranno ad affermare le proprie soluzioni con l’obiettivo di preservare l’ecosistema marino creando al tempo stesso opportunità di recupero di materiali e sviluppo economico”

Parchi, appello di associazioni e mondo della cultura

Gio, 07/12/2017 - 00:00
Appello da un ampio movimento di associazioni e di uomini della cultura, delle aree naturali protette, dell’università e della ricerca: “Non proseguire su una riforma che finirebbe per peggiorare la situazione della conservazione della natura d'Italia
“La legge quadro sulle aree naturali protette (Legge 6 dicembre 1991, n. 394) ha rappresentato un punto di svolta nella tutela della natura italiana, consentendo di passare da poche aree protette ad un sistema di parchi e riserve che attualmente protegge oltre il 10% del territorio italiano. Non a caso viene considerata la ‘Costituzione delle aree protette italiane’, presa peraltro a modello da altre legislazioni. Oggi, una proposta di legge in discussione al Senato intende apportare delle modifiche che finirebbero per peggiorarla pesantemente. Se è vero che dopo 25 anni qualsiasi legge necessita di una verifica e di modifiche, è altrettanto vero che il testo in discussione non risolve nessuno dei problemi evidenziatisi nella gestione delle aree protette, ma anzi finisce per aggravarli, complici numerose modifiche apportate in maniera disorganica negli anni passati”. Lo si legge in un appello nato in maniera spontanea dal confronto nato nell’ampio movimento di associazioni e di uomini della cultura, delle aree naturali protette, dell’università e della ricerca che da tempo hanno evidenziano i molteplici aspetti negativi della riforma avanzando puntuali proposte alternative che, purtroppo, non sono state accolte.
Un appello ‘aperto’ che di giorno in giorno continua a ricevere nuove adesioni e che è rivolto al presidente del Consiglio dei ministri Paolo Gentiloni, al ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Gian Luca Galletti, al ministro della Giustizia Andrea Orlando, al ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Maurizio Martina, al ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini, al ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio, al viceministro dello Sviluppo Economico Teresa Bellanova, al presidente della Commissione Ambiente del Senato Giuseppe Marinello, al vicepresidente della Commissione ambiente del Senato Massimo Caleo, a tutti i componenti della commissione ambiente del Senato e ai presidenti di tutti i Gruppi parlamentari del Senato.
“Senza voler mettere in discussione l’impegno dei parlamentari che hanno elaborato il testo, dobbiamo affermare con forza che il lavoro avviato non può ritenersi completato, essendo peraltro mancato anche un iniziale momento di bilancio, esame e confronto come la terza Conferenza nazionale sulle aree naturali protette da più parti richiesta”. Si legge nell’appello che continua: “Restano largamente insoddisfacenti le soluzioni adottate su molteplici aspetti come la governance, la mancanza di obbligatorietà di specifiche competenze per i ruoli apicali, la composizione dei consigli direttivi che si aprono a portatori di interessi economici particolari, le dotazioni organiche e di sorveglianza, la gestione faunistica, la cancellazione del parco nazionale del Delta del Po, la frammentarietà del sistema delle aree marine protette, la previsione di royalty su interventi impattanti nei parchi, e tanto altro ancora come hanno avuto modo di evidenziare in questi ultimi mesi il mondo ambientalista e quello scientifico, oltre a tanti operatori ‘dei’ parchi e ‘nei’ parchi”.
“Non sappiamo, considerati i tempi della legislatura e i moltissimi nodi da sciogliere prima della sua conclusione, come andrà avanti l’esame del disegno di legge, ma per quella responsabilità che sentiamo di avere verso le future generazioni, vi chiediamo una pausa di riflessione che consenta approfondimenti e analisi, indispensabili considerato che è in gioco un patrimonio naturale e culturale senza eguali”, conclude l’appello sottoscritto da 27 tra associazioni, comitati e organizzazioni oltre che da numerosissime personalità del mondo dell’ambientalismo, della cultura e della ricerca”.
Qui l’elenco completo dei sottoscrittori:

Associazioni, Comitati, Organizzazioni

• AIGAE - Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche
• AISA - Associazione Italiana Scienze Ambientali
• ALTURA - Associazione per la Tutela degli Uccelli Rapaci e dei loro Ambienti
• Appennino Ecosistema
• Associazione “Ornitologi Marchigiani”
• Associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli
• CTS - Centro Turistico Studentesco e giovanile
• CGIL Abruzzo
• CGIL Area nazionale Ambiente & Territorio
• Comitato per la Bellezza
• ENPA - Ente Nazionale Protezione Animali
• Gruppo d’Intervento Giuridico
• Gruppo San Rossore
• Italia Nostra
• LAV - Lega AntiVivisezione
• LIPU - Lega Italiana Protezione Uccelli
• Marevivo
• Mountain Wilderness
• Osservatorio Ecologia Appenninica
• Salviamo l’Orso
• SIGEA – Società Italiana di Geologia Ambientale
• Società Italiana Storia della Fauna
• Società Romana Scienze Naturali
• SROPU - Stazione Romana Osservazione e Protezione Uccelli
• USB - Unione Sindacale di Base Abruzzo
• Verdi Ambiente Società
• WWF Italia

Personalità mondo dell’ambientalismo, della cultura e della ricerca:

• Francesco Mezzatesta - Naturalista, già Segretario generale LIPU
• Giorgio Boscagli - Biologo, già Ispettore di Sorveglianza del Parco Nazionale d’Abruzzo, Direttore del Parco Regionale Sirente-Velino e del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi
• Vittorio Emiliani - Giornalista, Presidente del Comitato per la Bellezza
• Luigi Piccioni - Docente di Storia Economica Università della Calabria
• Corradino Guacci - Presidente della Società Italiana per la Storia della Fauna “Giuseppe Altobello”
• Fabio Vallarola - Direttore Area Marina Protetta Torre del Cerrano, già Direttore del Parco Nazionale del Pollino
• Bruno Petriccione - Biologo-ecologo
• Franco Pedrotti - Professore emerito dell’Università di Camerino, già Presidente della Società Botanica Italiana
• Mimi D’Aurora - Direttivo CGIL Abruzzo
• Jean-Paul Theurillat - Ecologo, Università di Ginevra
• Giuseppe Rossi - già Presidente del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, e già Direttore di Federparchi
• Giampiero di Plinio - Professore Ordinario di Diritto Pubblico, Direttore del Dottorato in Scienze Giuridiche, Università G. D’Annunzio
• Nicola Cimini - già Responsabile Pianificazione e Urbanistica del Parco Nazionale d’Abruzzo, già Direttore del Parco Nazionale della Majella
• Grazia Francescato - Responsabile Rapporti Internazionali di Greenacord, già Presidente WWF Italia, già Presidente dei Verdi e Portavoce dei Verdi europei
• Caterina Artese - Direttrice Orto Botanico Riserva Naturale Regionale Lago di Penne
• Gianfranco Pirone - già Ordinario di Botanica Sistematica Università di L’Aquila
• Kinga Krause - Ecologa UNESCO, Polish Academy of Sciences
• Marco Pezzotta - Geologo
• Alfredo Mazzoni - Professore di Scienze
• Gherardo Ortalli - Professore emerito Università di Venezia
• Massimo Pellegrini - Naturalista
• Sandro Lovari - Professore Ordinario di Etologia, gestione della fauna selvatica e biologia della conservazione dell’Università di Siena
• Camilla Crisante - già Responsabile Ufficio Parchi Provincia di Pescara
• Gianluigi Ceruti - primo firmatario e “padre” della Legge quadro sulle aree naturali protette
• Lauro Marchetti - Direttore Oasi WWF di Ninfa - Fondazione Caetani
• Renzo Moschini - Coordinatore del Gruppo San Rossore
• Carlo Alberto Graziani - Ordinario di Diritto Privato Università di Macerata e Siena, già Parlamentare Europeo, già Presidente del Parco Nazionale di Monti Sibillini
• Sandro Pignatti - Professore emerito Università di Roma “La Sapienza” e Accademico dei Lincei
• Franco Perco - Zoologo, Presidente onorario AIGF Associazione Italiana per la Gestione Faunistica, già Direttore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini
• Anna Marson - Professore Ordinario di Pianificazione del territorio Università IUAV - Venezia, già assessore Urbanistica Regione Toscana
• Carlo Ferrari - Docente Gestione Aree Protette Università di Bologna
• Bernardino Ragni - Zoologo, Università degli Studi di Perugia
• Stefano Allavena - Presidente Associazione per la Tutela degli Uccelli Rapaci e dei loro Ambienti, già Dirigente Superiore del Corpo Forestale dello Stato, già Commissario Straordinario Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga
• Corrado Battisti - Naturalista, Riserva “Torre Flavia” LTER Station Città Metropolitana Roma Capitale Servizio Aree protette - Parchi regionali
• Piero Belletti - Ricercatore universitario, Segretario Generale della Federazione Nazionale Pro Natura
• Fabio Garbari - Presidente della Società Botanica Italiana, Direttore Orto botanico pisano, già Professore ordinario di Botanica sistematica Università di Pisa
• Alessandro Spinelli - Naturalista e scrittore, membro Comitato di Presidenza tenuta di San Rossore
• Bernardino Romano - Professore di Pianificazione Territoriale presso Università dell’Aquila
• Marco Rustioni - Conservatore Museo di Paleontologia di Montevarchi, Assessore politiche ambientali Comuni di Tavarnelle Val di Pesa e Barberino Val d’Elsa
• Ileana Napoleone - Membro Onorario della Federazione EUROPARC, già ricercatore CNR e rappresentante CNR presso EUROPARC
• Maurizio Gallo - Direttore Ente Regionale Parco di Veio, già Direttore Riserva Naturale Regionale Tevere-Farfa e già Direttore Riserva Naturale Regionale Monti Navegna e Cervia
• Domenico Nicoletti - Docente Università di Salerno, già Direttore Parco Nazionale del Cilento e del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga
• Cesare Lasen - Geobotanico, già Presidente Parco Nazionale Dolomiti Bellunese, già componente Consulta Nazionale per le Aree Protette
• Annabella Pace - Commissario Parco Regionale Sirente-Velino
• Giuseppe Paris - Presidente Associazione Amici del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi Monte Falterona e Campigna
• Duccio Berzi - Presidente Associazione Canislupus Italia
• Lorenzo Arnone Sipari - Saggista storico
• Folco Giusti - Ordinario di Zoologia Università di Siena, già componente Consulta Tecnica per le Aree Naturali Protette
• Giuseppe Manganelli - Professore associato di Zoologia Università di Siena
• Giovanni Potena - già Amministratore delle Foreste Demaniali di Castel di Sangro e Direttore di molte Riserve naturali dello Stato
• Giampaolo Stasi - già Dirigente ISPRA e Responsabile ICRAM - Istituto Centrale per la Ricerca scientifica e tecnologica Applicata al Mare
• Carlo Galletti - Consiglio Direttivo Legambiente Toscana, già Consigliere Parco Regionale Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli
• Giorgio Salvatori - Giornalista, Direttore Responsabile “Myrrha, il dono del Sud”, già vicecapo redattore “Ambiente” Tg2 Rai
• Roberto Poggi - Entomologo, già Direttore del Museo Civico di Storia naturale “G. Doria” di Genova
• Stefano Deliperi - Presidente “Gruppo d’Intervento Giuridico onlus”
• Guido Pollice - Presidente Verdi Ambiente Società
• Giorgio Nebbia - Professore emerito Università di Bari
• Giovanna Ricoveri - CNS-Ecologia politica
• Luigi Andena - Naturalista
• Fabio Cianchi - Coordinatore Oasi WWF della Maremma
• Wolfgang Sachs - Saggista, esperto di sostenibilità, Wuppertal U Institute Germania
• Melania Cavelli - Architetto, esperta di urbanistica sostenibile
• Enzo Lavagnini - Operatore culturale, Responsabile Archivio Pasolini Ciampino-RM
• Giovanni Chiola - Docente Diritto Pubblico Università Federico II Napoli
• Francesco Angelelli - Segretario Generale Associazione Geo-Archeologica Italiana-AGAI, già responsabile scientifico collezioni paleontologiche museali ISPRA
• Stefano Tribuzi - Tecnico e fotografo naturalista, già co-fondatore della Società di servizi ecoturistici “ECOTUR” di Pescasseroli
• Giampiero Indelli - Giornalista e fotografo naturalista, esperto di gestione delle zone umide, già responsabile Oasi WWF di Persano
• Cesare De Seta - Docente di Architettura Università di Napoli
• Cosimo Marco Calò - Naturalista, Dirigente Regione Lazio - Ente Regionale RomaNatura, già dirigente e direttore di numerose riserve regionali nel Lazio
• Kevin Cianfaglione - Docente Geoarchitettura Università della Bretagna Occidentale Francia
• Pier Giuseppe Meneguz - Docente Dipartimento di Scienze Veterinarie Università di Torino
• Alessandro Bardi - Amministratore Unico TEMI srl, già Vice Segretario Generale WWF Italia
• Fabio Modesti - Direttore ff Parco Nazionale dell’Alta Murgia
• Francesca Valli - Storica dell’Arte, già coordinatore delle Raccolte Storiche dell’Accademia di Brera Milano
• Claudia Angiolini - Docente di Botanica Università di Siena, già componente Consiglio Direttivo Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi
• Desideria Pasolini Dall’Onda - Fondatrice di Italia Nostra, Presidente onorario Comitato per la Bellezza
• Vezio De Lucia - Presidente Associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli
• Stefano Orlandini  - Presidente Salviamo l’Orso
• Francesco Framarin - già Direttore del Parco Nazionale Gran Paradiso, già componente Consiglio direttivo del Parco Nazionale del Gran Paradiso, promotore Associazione Amici del Parco del Gran Paradiso
• Gaia Pallottino - Esperta tutela centri storici e beni culturali, già Presidente di Italia Nostra
• Mauro Ferri - Veterinario, già dirigente Servizio faunistico Provincia Modena
• Luca Giardini - Tecnico Faunista Servizio Aree Protette e Parchi Regionali Provincia di Roma, Associazione Italiana di Teriologia
• Alberto D’Orazio - già Presidente della Comunità del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise
• Stefano Civitarese - Ordinario Diritto Amministrativo Università di Pescara, Assessore al governo del territorio e mobilità del Comune di Pescara
• Luisella Mariani - Biologa, già Esperto Ecologo Comunità Montana Monti Martani Serano Subasio Riccardo Santolini - Docente Ecologia Università di Urbino
• Pierangelo Crucitti - Presidente Società Romana Scienze Naturali
• Rosanna Tuteri - Archeologo, Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per l’Abruzzo
• Giampaolo Pennacchioni - Naturalista, Direttore scientifico Osservatorio Ecologia Appenninica
• Anna Donati - Presidente Alleanza Mobilità Dolce
• Riccardo Mastrorillo - Giornalista, Fondazione Critica Liberale
• Alfonso Cauteruccio - Presidente Greenaccord
• Rosalba Santoro - CREA Consiglio nazionale Ricerca e analisi Economica Agraria
• Lia Migale - Economista
• Donata Francescato - già Ordinario di Psicologia di Comunità all’Università “La Sapienza” di Roma, Ecpa European Community Psychology Association, Autrice di libri sulla psicologia sociale
• Angelo Gandolfi - Giornalista e fotografo naturalista
• Massimo Bedini - Direttore Riserva Naturale Monte Rufeno di Viterbo
• Tommaso Tedesco - Architetto, già Direttore Parco Nazionale dell’Aspromonte
• Alessio Bartolini - Coordinatore Associazione “Amici del padule di Fucecchio”
• Floriana Di Stefano - Presidente dell’AISA Associazione Italiana Scienze Ambientali
• Teodoro Andrisano - Funzionario Parco Nazionale Majella, U.S.B. Parchi
• Angelo De Vita - Professore ordinario Ingegneria Università dell’Aquila, già Direttore Parco Nazionale Cilento e Vallo Diano
• Mina Pascucci - Presidente Associazione “Ornitologi Marchigiani”
• Fabrizio Bulgarini - Naturalista, Componente Consiglio Stazione Romana Osservazione e Protezione Uccelli (SROPU), già Responsabile biodiversità del WWF Italia
• Fulvio Fraticelli - Presidente SROPU Stazione Romana Osservazione e Protezione Uccelli
• Alberto D’Orazio - già Presidente della Comunità del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise
• Maurizio Cutini - Geobotanico, Ricercatore Università Roma Tre
• Daniele Zavalloni - Funzionario Regione Emilia Romagna Agenzia Sicurezza e Protezione Civile, Direttore Ufficio Studi Faunistici Federnatura, già componente del Consiglio direttivo del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi
• Stefano Gotti - Medico-chirurgo, componente del Consiglio direttivo del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, già membro “Commissione Ministeriale Consultiva” per la perimetrazione provvisoria e norme di salvaguardia dell’istituendo Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi
• Fulco Pratesi - Fondatore e Presidente onorario del WWF Italia, già Presidente del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio, Molise
• Giuseppe Bogliani - Professore Zoologia Università di Pavia
• Elena Patriarca - Stazione Teriologica Piemontese c/o Museo Civico Storia Naturale Cascina Vigna
• Paolo Debernardi - Stazione Teriologica Piemontese c/o Museo Civico Storia Naturale Cascina Vigna
• Carlo Alberto Pinelli - Professore di Cinematografia Naturalistica Università di Napoli, Presidente onorario Mountain Wilderness
• Rodolfo Bosi - Architetto, Responsabile Nazionale Verdi Ambiente e Società
• Ebe Giacometti - Storica dell’Arte, delegata nazionale per i Parchi di Italia Nostra
• Stefano Maugeri - Artista-naturalista, già Responsabile Servizio Educazione, Didattica e Volontariato del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise
• Daniela Talamo - Giurista internazionalista e comunitaria, esperta in governance di Aree marine protette
• Stefano Spinetti - Presidente AIGAE Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche
• Giovanni Buccomino - Funzionario della Città Metroplitana Roma Capitale, Naturalista-Botanico, docente di Botanica a contratto presso Università Roma Tre
• Aurelio Manzi - Etnobotanico, già funzionario del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga
• Cristina Ravaglia - Ambasciatore a riposo, già Direttore Generale Italiani all’Estero e Politiche Migratorie del Ministero degli Affari Esteri
• Maurizio Fraissinet - Zoologo, Presidente dell’Associazione Studi Ornitologici Italia Meridionale, già Presidente del Parco Nazionale del Vesuvio, già Vicepresidente Nazionale di Federparchi, già Commissario del Parco Regionale del Matese
• Valter Zago - già Presidente Parco del Delta del Po Emilia-Romagna, già Vicepresidente Federparchi, già componente Europarc
• Cecilia Ambrogi - Veterinaria
• Gisella Langé - Consigliere Ministero Pubblica Istruzione
• Matteo Vismara - Capo Ufficio Stampa UIL Lombardia
• Francesca Magnanini - Allenatrice di Volley, Nazionale italiana di Volley, già 5 volte Campione d’Italia
• Luca Giunti - Naturalista, Autore di vari volumi a carattere naturalistico

 

Natale sostenibile? si puo'

Gio, 07/12/2017 - 00:00
Mancano pochi giorni all’avvio delle feste natalizie e il WWF lancia il suo Natale sostenibile in 10 mosse: il tradizionale “Dec-Albero” dell’Associazione contiene dieci consigli pratici per ridurre l’impronta ecologica del proprio Natale, tradizionalmente la festa più “ad alto consumo” dell’anno, partendo dalla scelta delle luminarie al cenone della vigilia e l’evitare i regali inutili o che comportano impatti su specie e sull’ambiente,  segnalando per ciascun consiglio alcuni link di approfondimento.. Partendo dall’albero di Natale il WWF ricorda che negli ultimi anni oltre 3,5 milioni di abeti veri sono stati acquistati per essere addobbati. Scegliamo dunque quello sostenibile coltivato da un produttore locale,  addobbiamo  le piante in casa o addirittura scateniamo la fantasia utilizzando materiali di recupero (legno, vetro, stampelle, etc.). Scegliere luci al led per illuminare :durano fino a 30 volte di più e consumano fino all’80% in meno di quelle a incandescenza.
Cenone leggero anche per il Pianeta: mantenendo le tradizioni ricordiamo che a parità di apporto calorico la produzione di carne bovina, rispetto a uova prodotti caseari e altre carni,  richiede 28 volte più terra, 11 volte più acqua e 6 volte più fertilizzanti, liberando 5 volte più gas serra. Occhio alle specie che ‘portiamo a tavola’: l’anguilla, ad esempio, è classificata come specie a rischio nella Lista Rossa (pericolo critico), il caviale deve essere certificato MSC, evitare patè di fegato d’oca e datteri di mare, la cui pesca è severamente vietata. Riduciamo al massimo lo spreco di cibo: i 4/5 dello spreco di alimenti  in Italia avviene proprio in casa e con un costo per ogni famiglia pari ad almeno 360 euro l’anno.  Il Natale spesso comporta anche la produzione di rifiuti superiore alla media: il packaging, ad esempio, rappresenta il 60% dei rifiuti che produciamo e giocattoli e apparecchi elettronici ne hanno tantissimo. La regola è di ridurre al massimo i rifiuti a monte e soprattutto fare la differenziate.  

Consigli anche per i regali: scegliamo mezzi pubblici o i negozi più vicini per raggiungerli a piedi, risparmieremo tempo e soprattutto gas serra alla nostra città. Se cerchiamo un regalo chic attenzione ai prodotti che derivano da specie protette come pellicce, gusci di tartarughe, avorio degli elefanti e il tanto ricercato shahtoosh, una delle lane più soffici c ma che comportano l’uccisione ogni anno delle antilopi tibetane , oggi ridotte sull’orlo dell’estinzione. Anche il pacchetto può diventare green con carta riciclata, certificata FSC o fatto con stoffe, foulard aggiungendo bacche e spago colorato.
 E per un regalo che difende il Pianeta l’invito è quello di adottare una specie a rischio    o scegliere uno dei tanti oggetti realizzati con materiali riciclati, certificati dal sito Panda Gift
 

I delfini rosa dell'Amazzonia monitorati via satellite

Gio, 07/12/2017 - 00:00
I delfini rosa d'acqua dolce dell'Amazzonia saranno monitorati per la prima volta tramite satellite: l'iniziativa,sottolinea il WWF che partecipa al progetto insieme a ricercatori partner, servirà a proteggerli meglio. Un team di scienziati è riuscito a dotare di appositi sensori almeno 11 delfini in Brasile, Colombia e Bolivia, di due delle quattro specie di acqua dolce che vivono nel più grande sistema fluviale al mondo. Tutti gli esemplari catturati, dotati di trasmettitore, e poi rilasciati, stanno bene e non hanno mostrato segni di stress per l'operazione.
Nonostante i delfini rosa siano un'icona amazzonica si sa davvero poco delle loro popolazioni e delle loro abitudini. L'Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN), che valuta il pericolo estinzione delle specie nel globo, sottolinea come per questi delfini manchino informazioni sufficienti.


Marcelo Oliveira, specialista in conservazione del WWF, ha dichiarato: "Il delfino di fiume è un'icona dell'Amazzonia ma sta affrontando un futuro incerto. Il mercurio proveniente dall'estrazione illegale dell'oro sta avvelenando le loro acque e il loro cibo. Le dighe stanno interrompendo la continuità fluviale impedendo a questi cecatcei di spostarsi. L'obiettivo del WWF è comprendere gli effetti di queste minacce sulle popolazioni di delfini rimaste isolate.Con questa operazione  speriamo di poter mappare i loro spostamenti, ad oggi ignoti. Il monitoraggio satellitare ci aiuterà a capire meglio le abitudini di vita del delfino di fiume, contribuendo a trasformare il nostro approccio a proteggerli ".

Tra le principali minacce che affliggono i delfini di fiume (detti anche "Botos"), le centinaia di dighe a scopo idroelettrico pianificate, che frazionerebbero l'habitat fluviale ancora integro dell'Amazzonia, peggiorando la situazione ambientale, a cominciare dall'inquinamento da mercurio proveniente dalle miniere d'oro. Le popolazioni rimarrebbero così isolate, incapaci di interagire e di riprodursi, andando incontro al fenomeno della consanguineità tra gli individui, che indebolisce le popolazioni mettendone a rischio la sopravvivenza.


 

Custodi erranti, al WWF la presentazione del libro di Luciani

Gio, 07/12/2017 - 00:00
Il 7 dicembre alle ore 18 presso sede WWF Italia in via Po 25/c ci sarà la presentazione del libro “Custodi Erranti. Uomini e lupi a confronto” di Matteo Luciani – Pandion edizioni 2017.
Ne parleremo con l’autore insieme a Raniero Maggini, Presidente della neonata organizzazione aggregata WWF Roma e Area metropolitana, con introduzione di Luciana Carotenuto.
Una storia in cui lupi e uomini non vengono documentati in maniera separata ma come due vite parallele che si incontrano e che condividono tra loro molto più di ciò che si è portati a pensare, in un contesto ambientale ricco di personaggi e luoghi straordinari. Tutte componenti legate tra loro da un filo, il quale potrebbe spezzarsi con grande facilità.
 

Piano lupo, riaprire il confronto senza abbattimenti

Mer, 06/12/2017 - 00:00
È importante che oggi la Conferenza Stato Regioni abbia deciso di non forzare la mano su un Piano di gestione del lupo nella versione che ancora prevedeva abbattimenti. Ora è necessario riaprire al più presto il confronto per arrivare ad un Piano senza abbattimenti ed in tal senso le dichiarazioni del presidente della Conferenza, Stefano Bonaccini, sono certamente positive.
Non si può sprecare altro tempo perché si rischia di prolungare e amplificare i conflitti che spesso, purtroppo, sfociano in uccisioni illegali: un piano lupo, dal quale devono essere eliminati gli abbattimenti, serve, con urgenza, per dare gambe e finanziamenti ad una tutela vera ed efficace della specie simbolo italiana e a prevenire i conflitti.
È assurdo che poche regioni, convinte, irragionevolmente, di risolvere i problemi condannando a morte i lupi, abbiano affossato uno strumento che, depurato dai riferimenti agli abbattimenti, avrebbe senz’altro aiutato anche gli allevatori.
Il WWF continuerà ad impegnarsi affinché sia affrontato il grande tema della coesistenza tra uomo e grandi carnivori nel terzo millennio e affinché gli aspetti positivi del lavoro fatto in questi mesi non vadano sprecati.
Nel frattempo, grazie all’aiuto di volontari e sostenitori, il WWF continuerà ad impegnarsi per supportare misure di prevenzione e ricerca scientifica, mettere in sicurezza tratti stradali a rischio e contrastare il bracconaggio con le proprie guardie volontarie e con azioni del proprio ufficio legale.

Premio San Bernardino, spot WWF tra i finalisti

Mer, 06/12/2017 - 00:00
Ieri mattina nell'Aula Magna "Santa Caterina da Siena" della libera Università LUMSA di Roma è stato consegnato il Premio San Bernardino per la pubblicità socialmente responsabile, giunto alla 15a edizione. A ricevere l'attestato per la categoria No profit è stato Coordown (Coordinamento Nazionale Associazioni delle persone con Sindrome di Down) con lo spot #NotSpecialNeeds . Tra i 4 finalisti della stessa categoria c'era anche il WWF Italia, con lo spot #SaveFlamingo, difendi i fenicotteri rosa dell'agenzia Armando Testa, lanciato lo scorso settembre con protagonista J-Ax. Lo spot è stato presentato da Benedetta Flammini, Direttore Marketing e Comunicazione dell'Associazione. Le altre finaliste del Premio San Bernardino erano Action Aid (con lo spot "Amore di mamma") e Save the Children ("Illuminiamo il futuro").
Questa mattina delegazioni delle 4 associazioni premiate sono state ricevute da Papa Francesco nell'udienza pubblica in Sala Nervi.



 

Investimenti sicuri per il clima

Mer, 06/12/2017 - 00:00
In occasione del Summit ‘One Planet’ voluto dal presidente Macron e, contestualmente, del Climate Finance Day, che si terranno il 12 dicembre a Parigi in occasione del secondo anniversario dell’Accordo sul clima, il WWF lancia oggi a livello europeo una Guida climatica per gli investitori. I due eventi parigini, alla presenza di capi di stato e di governo e di numerosi attori statali e non statali, mirano, tra l’altro, a mobilitare finanziamenti pubblici e privati a sostegno delle azioni per il clima.
Il cambiamento climatico è un rischio anche finanziario. Con la sua nuova Guida al clima, l'obiettivo del WWF è sostenere gli investitori UE (fondi pensione, compagnie assicurative e fondi sovrani) e indicare loro come allineare gli investimenti con l’obiettivo concordato nell'accordo di Parigi, cioè lavorare per limitare il riscaldamento globale a 1,5° C: questa è anche l’unica strada possibile per ridurre i rischi finanziari legati al cambiamento climatico.
“Investire nell’azione per limitare il riscaldamento globale vuol dire investire nel futuro dell’economia e della società che dal Pianeta dipendono” dice la responsabile Clima ed Energia del WWF Italia Mariagrazia Midulla, che aggiunge: “Aiutare la transizione oggi rende molto più che guardare al passato, riduce i rischi finanziari e massimizza i rendimenti”.  
Nella guida, il WWF pubblica una serie di raccomandazioni per favorire l’allineamento dei portafogli agli obiettivi dell’Accordo di Parigi, integrando le strategie di mitigazione dei cambiamenti climatici nelle politiche di investimento.
Un recente report del WWF pubblicato lo scorso luglio mostra come alcuni dei maggiori proprietari di asset dell’Unione europea (principalmente fondi pensione) in Paesi Bassi, Danimarca, Svezia, Norvegia e Finlandia si stanno allineando con gli obiettivi dell'Accordo sul clima di Parigi, quello cioè di mantenere il riscaldamento globale sotto la soglia dei 2° C. Tuttavia, sono ancora troppi gli investimenti sul carbone e troppo pochi quelli nelle energie rinnovabili.
Per il WWF, la portata della sfida per rispettare l'accordo di Parigi non lascia spazio a rinvii e indecisioni: alcuni investitori europei stanno dimostrando leadership, ma occorre fare molto di più per riallocare gli investimenti.  
Nelle prossime settimane il WWF pubblicherà due guide complementari specifiche per settore per gli investitori, la prima sull’estrazione del carbone e la seconda sul passaggio dal carbone alle energie rinnovabili, due aspetti critici dal punto di vista climatico.

Piano lupo: WWF chiede rapida approvazione senza ricorso abbattimenti

Mar, 05/12/2017 - 00:00
6 dicembre: all’ordine del giorno della Conferenza Stato-Regioni torna in discussione il Piano di Conservazione e Gestione del Lupo in Italia
Il WWF chiede che il Piano venga approvato al più presto, escludendo il ricorso agli abbattimenti in deroga, che non risolvono i problemi della convivenza tra lupo ed attività produttive, come dimostrano le esperienze negative della Francia e di altri paesi europei.
Al contrario i casi di prevenzione, dove attuati seriamente e sfruttando gli ingenti fondi europei già disponibili per gli allevatori, hanno dimostrato un netto calo dei danni, come ad esempio in Piemonte, Emilia-Romagna e nel Grossetano, consentendo di ricorrere agevolmente agli indennizzi per i pochi casi irrisolvibili.
“E’ un momento cruciale per il futuro del lupo in Italia”, dichiara Dante Caserta, vicepresidente WWF Italia: “Chiediamo che il Piano venga approvato con fondi adeguati per monitoraggi coordinati e per la messa in opera da subito delle migliori misure di prevenzione, rimboccandoci le maniche tutti insieme per minimizzare i conflitti e ridurre drasticamente il bracconaggio. Solo così dimostreremo che la convivenza è possibile e potremo mettere la parola fine (con buona pace di chi la cavalca per i propri interessi) ad una ‘guerra del lupo’ che sta andando avanti da troppo tempo e le cui principali vittime sono da un lato questi splendidi animali e dall'altro gli stessi allevatori, a cui vengono promesse soluzioni che in realtà non risolvono proprio nulla”.

Oggi e' la Giornata mondiale del suolo

Mar, 05/12/2017 - 00:00
#GiornataMondialeDelSuolo

Oggi è la Giornata Mondiale del suolo lanciata ogni anno da Global Soil Partnership con lo scopo di richiamare l'attenzione sull'importanza di un suolo sano e promuovere la gestione sostenibile delle risorse del terreno.
Il WWF sottolionea come l'Italia non si sia ancora dotata di una legge per limitare il consumo di suolo, che in Italia corre a ritmo incalzante: nelle 14 aree metropolitane italiane prese in esame da uno studio WWF/Università de L'Aquila, la percentuale della superficie urbanizzata dagli anni 50 a oggi è più che triplicata (si è passati dal 3% di territorio urbanizzato al 10%) e in città come Milano e Napoli si è andati, nello stesso periodo ben oltre, passando dal 10 al 40% di territorio urbanizzato. In poco più di 50 anni, nelle 14 aree metropolitane italiane sono stati convertiti ad usi urbani circa 3.500 kmq di suolo, un’area di poco superiore all’intero territorio della Val D’Aosta. Negli ultimi 10 anni sono stati costruiti ben 180mila nuovi edifici.


Lo studio dell'Università de L'Aquila, che da anni collabora con il WWF su questi temi, ha preso in esame 14 aree metropolitane, enti che coprono 50mila kmq e che interessano circa 1.300 comuni (16% del totale), dove risiedono 21 milioni di abitanti, pari al 40% della popolazione italiana. Sono sempre i ricercatori dell’Università dell’Aquila, coordinati dal prof. Bernardino Romano, membro del comitato scientifico del WWF, che ricordano come si sia passati dal 1950 ad oggi da una densità abitativa di 305 ab/kmq agli attuali 426.