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Caccia, TAR Toscana accoglie il ricorso delle Associazioni

WWF Italia - 21 ore 17 min fa
Il Tar della Toscana, accogliendo il ricorso di WWF, Lipu, Lav, Lac, Enpa, ha annullato definitivamente la Delibera con cui la regione Toscana aveva approvato il calendario venatorio per la stagione di caccia 2018/19, da poco terminata e già parzialmente sospesa dal Consiglio di Stato. 

Il giudice amministrativo della Toscana, con la sentenza del 22 marzo scorso, ha reso giustizia a beccacce, alzavole, marzaiole, germani, merli, colombacci, tortore e tanti altri animali selvatici che frequentano i cieli della Toscana. Ha anche scritto parole chiarissime sulla necessità di rispettare i pareri di Ispra (l’istituto nazionale scientifico dello Stato che fornisce i pareri tecnici sui provvedimenti delle regioni in materia di caccia, verificandone la conformità con le regole europee sulla protezione degli animali selvatici), che definisce “oltre che logici e ragionevoli” anche basati “sui criteri scientifici ufficiali” dell’Unione europea (i” Key Concepts”).
Il Tar ha richiamato l’attenzione sulla necessità da parte dei pubblici amministratori di tutelare gli animali selvatici, in particolare gli uccelli migratori, durante i periodi di riproduzione e di ritorno ai luoghi di nidificazione degli (la “migrazione prenuziale”) come prescrivono i principi europei ed internazionali sulla conservazione della biodiversità. 

Il Tar non ha fatto altro che applicare il “principio di precauzione” valido in tutti paesi europei la cui applicazione in materia di attività di caccia impone, tra le altre cose, una corretta “delimitazione temporale del prelievo venatorio, essendo rivolta ad assicurare la sopravvivenza e la riproduzione delle specie cacciabili”, dichiarano le associazioni. Il Tar ha accolto il ricorso delle associazioni ambientaliste ed animaliste perché, nonostante le numerose criticità rilevate da Ispra, la regione Toscana aveva deciso di non rispettare il parere dell’Ispra che, ad esempio per la beccaccia, aveva rilevato una forte pressione venatoria sulla beccaccia e sua vulnerabilità.

Chi parla irrispettosamente di “sentenza inaccettabile” del Tar Toscana accetti questa clamorosa sconfitta. Così come i responsabili della gestione pubblica in Toscana riflettano su quanto costano alla natura e ai cittadini non cacciatori che pagano le tasse le loro scelte illegittime e sbagliate.

Riapre l'Oasi urbana di Sant'Agnello

WWF Italia - 21 ore 17 min fa
Con l’arrivo della stagione primaverile l’Oasi in città di Sant’Agnello riapre i cancelli al pubblico dopo la pausa invernale. L’oasi sarà aperta a partire da martedì 26 marzo 2019 ed osserverà il seguente orario continuato 9,30-18,30 con chiusura il lunedì.

Le tartarughe si sono risvegliate dal lungo letargo trascorso nell'argilla sul fondo dello stagno, i rosmarini in fiore incorniciano i muri di blu per la felicità di api e bombi, mandorli e peschi si tingono di delicati petali rosa, mentre tulipani, giacinti, muscari, narcisi e fresie colorano il prato tra le bianche pratoline. Nell'orto tutto è pronto per le nuove semine sotto l'occhio vigile del vecchio Sebastian ... lo spaventapasseri amico dei passeri ... e paperina, la nuova mascotte, sguazza felice nell'acqua meno fredda del laghetto assieme al suo nuovo compagno, seguita dai colorati carassi e dalle guizzanti gambusie, tra i volteggi acrobatici delle prime rondini, puntuali come la primavera!

Inaugurata nell’aprile 2017, ideata dal WWF Terre del Tirreno e realizzata grazie alla volontà del primo cittadino e all’impegno dell’amministrazione comunale che ha potuto contare sulla professionalità del giardiniere comunale, l’oasi è un’area a verde nel cuore della città su di una superficie di 4000 mq di copertura in cemento di un’autorimessa interrata. Un “Parco dove incontrare la Natura” disegnato nell’ottica di ripristinare lo sfregio fatto al paesaggio con la realizzazione del parcheggio, e promuovere una sempre maggiore sensibilità e conoscenza dell’ambiente naturale e un luogo dove sia più facile l’incontro tra i cittadini e la natura. 

Il parco naturale realizzato con aree tematiche e l’impianto di vegetazione arbustiva ed arborea autoctona (circa 7000 piante di 1000 specie diverse) ha favorito in questi primi due anni, assieme alla piccola fauna locale, anche un utilizzo didattico e scientifico dell’area fungendo da attrattore per cittadini e turisti. Sono stati migliaia i bambini che l’hanno visitata provenienti da tutte le scuole della penisola e anche da fuori, accompagnati dai professori e dalle guide esperte del WWF. 

Con l’Oasi in città, nel novembre 2017 il comune di Sant’Agnello è risultato vincitore al premio “La Città per il Verde”, istituito dalla casa editrice Il Verde Editoriale, nella categoria dei comuni da 5.000 a 15.000 abitanti, col progetto dell’Oasi in città. 

L’Oasi è stata anche inserita dall’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) nella banca dati GEstione Locale per la SOstenibilità, sul sito web, nella sezione tematica sul “Verde urbano”, tra le buone pratiche di sostenibilità in Italia. Per la direzione scientifica dell’Oasi il WWF ha stipulato una convenzione con il Comune di Sant’Agnello che prevede, oltre alla cura del parco, anche un supporto decisionale e operativo dell’associazione sulle scelte per il verde pubblico comunale. 

In Trentino una collisione tra un’auto ed un orso

WWF Italia - Ven, 22/03/2019 - 00:00
Siamo fiduciosi nell’operato dei Carabinieri che hanno fatto i rilievi sul luogo dell’incidente - dichiara il WWF Italia - ma riteniamo necessario capire bene la dinamica di quanto accaduto: quanto descritto non corrisponde al comportamento usualmente tenuto dagli orsi, animali tendenzialmente schivi che cercano di evitare ogni contatto con l’uomo. In ogni caso, auspichiamo che questo episodio, invece di essere l’ennesimo alibi  per alimentare paure infondate e allarmi inopportuni e per attuare politiche contrarie alla conservazione di specie protette, sia occasione per approntare da parte della Provincia di Trento finalmente campagne di informazione e sensibilizzazione verso le comunità alpine e predisporre adeguati mezzi di protezione  per orsi e umani, come si fa in molti paesi dove questa specie è presente. Il WWF è convinto che la convivenza tra uomo e orso sia sempre possibile, con gli opportuni accorgimenti. È necessario fare un grande lavoro per rendere ancora più consapevoli le persone che frequentano le aree abitate da orsi sui comportamenti corretti da tenere e quelli da evitare per garantire la sicurezza di uomini e plantigradi. Proprio per questo il WWF ha realizzato un vademecum "Cosa fare se si incontra un orso". Cose da fare (e da non fare!) se si incontra un orso
• Se volete evitare di incontrare un orso sul vostro cammino, è sufficiente parlare o produrre rumori in modo che l’animale percepisca la vostra presenza con largo anticipo e si allontani.   • Se avete la fortuna di intravedere l’orso in lontananza, arrestatevi e rimanete fermi ad osservarlo. Non avvicinatevi mai a meno di 100 metri di distanza.   • In particolare non avvicinatevi mai a cuccioli di orso, ma anzi allontanatevene subito perché la loro madre dovrebbe essere vicina e può reagire se immagina i suoi piccoli in pericolo, come farebbe qualsiasi madre anche della nostra specie.   • Non avvicinatevi mai a una tana di orso e tantomeno tentate di entrarvi.   • Se vi doveste imbattere improvvisamente in un orso a distanza ridotta, mantenete la calma e non urlate, ma parlate per farvi riconoscere. Se l’orso rimane fermo, allontanatevi con calma, indietreggiando o muovendovi lateralmente. Se l’orso dovesse seguirvi, fermatevi e mantenete la vostra posizione. Non lanciate contro l’animale pietre o bastoni, non scappate di corsa e non arrampicatevi su un albero.   • È molto improbabile che l’orso vi attacchi ma se nonostante tutto dovesse farlo, rimanete immobili: con grande probabilità l’orso si fermerà vicino a voi senza alcun contatto fisico. Se l’attacco dovesse arrivare al contatto, distendetevi a terra a faccia in giù, coprendovi il collo con le mani. Rialzatevi solo quando l’orso non sarà più nei paraggi e segnalate l’accaduto al Parco e ai Carabinieri-Forestali.   • Se passeggiate con il vostro cane nell’habitat del plantigrado, tenetelo al guinzaglio per evitare che si avvicini a un orso, disturbandolo o attaccandolo, ma anche che lo conduca verso di voi se dovesse tornare indietro in cerca di protezione.   • Non date mai da mangiare ad animali selvatici e non abbandonate mai cibo e altri rifiuti organici nel bosco e nelle sue vicinanze, né nei pressi di rifugi. Tutti i rifiuti devono essere riportati a casa, oppure depositati in bidoni della spazzatura non accessibili alla fauna. È molto importante che gli orsi non associno fonti alimentari con la presenza umana, perché questo accentuerebbe i conflitti tra le due specie.

Domani a Pineto gli amici del fratino

WWF Italia - Ven, 22/03/2019 - 00:00
Salvafratino 2019 Domani a Pineto  Appuntamento alle ore 9.30 presso Villa Filiani in via G. D’Annunzio 90 

L’iniziativa ha avuto l’adesione del Comitato Nazionale per la Conservazione del Fratino, del Gruppo Fratino Vasto e delle Associazioni Guide del Borsacchio e Guide del Cerrano. Nel corso dell’iniziativa saranno consegnati gli attestati a volontari, artisti, operatori turistici, scuole e istituzioni che nella stagione 2018 si sono impegnati in difesa del simbolo della nostra costa, il fratino.
Come è noto il fratino, piccolo trampoliere che nidifica anche sul litorale abruzzese da fine marzo a luglio, è una specie in pericolo che rischia di scomparire per sempre dalle spiagge della nostra regione. Il progetto “Salvafratino Abruzzo” lanciato dall’Area marina Protetta Torre del Cerrano e dal WWF Abruzzo alcuni anni fa mira alla conservazione della specie attraverso campagne di sensibilizzazione, attività di monitoraggio e interventi puntuali di salvaguardia. In questi anni è cresciuta la sensibilità di tanti e sono molte le iniziative che rafforzano l’impegno del Progetto “Salvafratino Abruzzo”.
La giornata di domani sarà anche l’occasione per fare il bilancio della stagione 2018 e lanciare le iniziative per la stagione 2019

Attraverso l'acqua vediamo gli effetti dei cambiamenti climatici

WWF Italia - Ven, 22/03/2019 - 00:00
Il 2019 in Italia si preannuncia un altro anno critico per il fabbisogno d’acqua a causa del riscaldamento globale, che proprio sul ciclo dell’acqua sta già avendo un effetto misurabile, alterando la quantità, la distribuzione, i tempi e la qualità.  L’acqua è l’elemento principale attraverso il quale percepiamo e percepiremo gli effetti del cambiamento climatico e, infatti, in alcune aree del Paese sembra riproporsi la situazione del 2017, il secondo anno tra i più secchi dal 1961. In quell’anno la quantità di precipitazioni è stata del 22% inferiore alla norma, la temperatura media in Italia registrava un +1,30 gradi centigradi, superiore di 0.1 grado rispetto a quella mondiale.
Nel 2017 i quattro principali bacini idrografici italiani (Po, Adige, Tevere e Arno) hanno visto diminuire le portate medie annue di circa il 40% rispetto alla media del trentennio 1981-2010 e sei Regioni hanno chiesto lo Stato di emergenza per carenze idriche anche nel settore potabile.
Periodi di siccità si sono intervallati sempre più a periodi di forti precipitazioni concentrati in pochi giorni, ore e minuti, caratterizzati anche da improvvisi “alluvioni lampo”, che si verificano dall’estate al tardo autunno. Non di dimenticano le 10 vittime sorprese durante un’escursione dalla piena del Raganello in Calabria nell’agosto scorso, ma eventi estremi si sono verificati dovunque dal Trentino Alto Adige, al Veneto, alla Sicilia, al Lazio, alla Liguria, alla Lombardia. Dispersi, morti, strade come fiumi in piena, colate di fango che ricoprono centri abitati, pendii franati, strade interrotte, ponti pericolosi, interi paesi isolati e senza luce, gas e acqua, spiagge devastate o scomparse sotto la furia delle onde, case e capannoni scoperchiati, boschi falciati dal vento, scenari apocalittici, eventi sempre più frequenti in un territorio sempre più vulnerabile e inadatto a rispondere naturalmente ad eventi “normali”, tanto meno a cambiamenti climatici che si stanno manifestando con sempre maggior violenza.
In uno scenario di riscaldamento globale di 2° C, il numero di persone affette da scarsità d’acqua in Europa potrebbe passare dagli attuali 85 milioni fino a 295 milioni, principalmente nei paesi del Mediterraneo.
L’aumento della carenza di acqua è previsto in particolare in Spagna, Grecia, Cipro, Italia e Turchia. I cambiamenti nell'uso del suolo e le variazioni della domanda di acqua combinate peseranno nell'ordine del 10-20%, mentre il clima sarà responsabile dell'80-90% delle modificazioni previste.
Si prevedono riduzioni significative dei livelli bassi di flusso, circa il 25% in meno nell’Europa sud-ovest (Spagna, Portogallo, Francia meridionale, parti d'Italia) e anche nell’Europa Sud-Est (Grecia, Sud Italia, paesi balcanici). Ciò potrebbe portare a problemi di disponibilità di acqua di raffreddamento per le centrali termiche, acqua che oltretutto potrebbe essere molto calda. In uno scenario di riscaldamento estremo, il numero di persone colpite dalla carenza idrica in Europa potrebbero aumentare alla fine del ventunesimo secolo dagli attuali 85 milioni a 104 milioni o potenzialmente 295 milioni.
Oltre a una decisa azione di mitigazione, cioè di progressivo azzeramento delle emissioni climalteranti, sono necessarie strategie di adattamento, inclusi il risparmio e l’efficienza nell’uso dell’acqua. La resilienza al cambiamento climatico è rafforzata da servizi ecosistemici sani che si affidano a bacini fluviali ben funzionanti. Un adattamento ai cambiamenti climatici efficace deve riflettere l'importanza della gestione delle risorse idriche nel ridurre la vulnerabilità e costruire la resilienza al cambiamento climatico.
È necessario un cambio di rotta totale sia su scala globale, dando seguito agli impegni presi nelle varie conferenze del Clima, sia su scala locale. Ma è necessario anche modificare il nostro quotidiano rapporto con l’ambiente e con l’acqua, partendo dalla consapevolezza, da tradurre in comportamenti virtuosi, che l’acqua è un bene comune e a disponibilità limitata.

LA SALUTE DEI FIUMI. Gli ecosistemi di acqua dolce sono i più minacciati sul pianeta e la situazione non è diversa in Europa. Oggi il 60% delle acque del continente non è in buono “stato di salute” perché se ne è permesso un sovra-sfruttamento, causando danni permanenti all’ambiente e alle ‘fonti’ principali; sono state costruite dighe e sbarramenti ovunque, i fiumi sono stati in gran parte “canalizzati”, si è coltivato in modo insostenibile prelevando in modo eccessivo le acque che vengono restituite inquinate, inoltre si continua a tagliare i boschi lungo le sponde dei fiumi e a scavare nel loro alveo. 
Così la situazione delle nostre acque interne è allarmante: solo il 43% dei 7494 fiumi monitorati è in un “buono stato ecologico”, come richiesto dalla Direttiva Quadro Acque (2000/60/CE), mentre il 41% è ben al di sotto dell’obiettivo di qualità e un 16% non è stato nemmeno classificato. Ancora più grave la situazione dei 347 laghi, di cui solo il 20% è “in regola” con la normativa europea. 
L’Istituto superiore di sanità evidenzia, inoltre, come “gli effetti del cambiamento globale del clima sulla disponibilità e qualità delle acque, sull’igiene e la gestione dei reflui, colpiscono direttamente la salute. Le malattie legate all'acqua clima-dipendenti, trasmissibili e non, sono uno dei principali killer nel nostro pianeta; anche l’OMS sottolinea come l’insicurezza degli approvvigionamenti idrici, già oggi estesa a più di tre quarti della popolazione mondiale, sia una delle maggiori minacce per il prossimo futuro.

CHE FARE? Non sono più rinviabili politiche di adattamento ai cambiamenti climatici che non abbiano il loro punto focale nel governo delle risorse idriche. È infatti indispensabile colmare il ritardo nell’applicazione delle direttive europee su Acque (2000/60/CE) e Alluvioni (2007/60/CE), avviando, ad esempio, la riqualificazione dei nostri fiumi e laghi con una diffusa attività di rinaturazione impiegando subito il 20% di finanziamenti della difesa del suolo per interventi integrati per il miglioramento dello stato ecologico dei corsi d'acqua e la tutela degli ecosistemi e della biodiversità (L.133/2014) e promuovendo “infrastrutture verdi”, come previsto dalle risoluzioni della Commissione europea (2013/249). IL WWF RITIENE INDISPENSABILE
  • Consolidare un governo delle acque basato sui bacini idrografici e sul ruolo delle Autorità di bacino a garanzia dell’indispensabile coordinamento degli interventi in materia di dissesto idrogeologico, di difesa e messa in sicurezza del suolo.
  • Garantire le necessarie risorse economiche per la difesa del suolo, la mitigazione rischio idrogeologico e il miglioramento dello stato ecologico dei corsi. 
  • Promuovere Piani di adattamento ai Cambiamenti Climatici sia a livello di bacino idrografico che per ampi comparti omogenei come le aree metropolitane e le città
  • Bloccare il consumo del suolo lungo le aste fluviali e avviare un’azione di recupero di suolo attraverso politiche di delocalizzazione degli insediamenti civili e industriali che sorgono nelle aree a maggior rischio (classificate come R3 e R4 ai sensi del D.Lgs. n. 49/2010).
  • Applicare correttamente e in modo integrato le direttive Quadro “Acque” (2000/60/CE), “Alluvioni” (2007/60/CE), “Energie rinnovabili” (2009/28/CE) e “Habitat” (43/92/CEE) e “Uccelli” (2009/147/CE)
  • Avviare una diffusa azione di rinaturazione fluviale realizzando “interventi integrati per ridurre il rischio idrogeologico e per il miglioramento dello stato ecologico dei corsi d'acqua e la tutela degli ecosistemi e della biodiversità, promuovendo in via prioritaria gli interventi tutela e recupero degli ecosistemi e della biodiversità” come previsto dalla L. 133/2014 
  • Realizzare “infrastrutture verdi”, come previsto dalla risoluzione della Commissione europea   sulle infrastrutture verdi (2013/249).
  • Garantire la manutenzione del territorio per tutelare la funzionalità dell'ecosistema e mantenere un adeguato equilibrio territoriale ambientale.  
  • Garantire un approccio interdisciplinare alla definizione delle azioni sugli ecosistemi fluviali e, soprattutto, il coinvolgimento delle adeguate competenze nella progettazione e realizzazione degli interventi di difesa del suolo e miglioramento dello stato ecologico dei corsi d'acqua e di manutenzione del territorio

Earth Hour 2019. Proprio con l’obiettivo di limitare il cambiamento climatico, dimezzando le emissioni di gas serra entro il 2030 a livello globale, nonché fermare la perdita di biodiversità, il prossimo 30 marzo torna Earth Hour: la più grande mobilitazione planetaria sul clima.
Un’ora simbolica di luci spente e tante iniziative per un futuro sostenibile, che si svolgeranno in centinaia di Paesi nel mondo con lo slogan #Connect2Earth, che non solo esprime lo stretto legame tra uomo e natura, ma anche quello tra cambiamenti climatici e perdita di biodiversità, il capitale naturale sul quale poggia la nostra stessa vita.
Riconoscimenti. All’iniziativa Earth Hour 2019 è stata conferita la Medaglia del Presidente della Repubblica e sono stati concessi i Patrocini del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, della Presidenza del Consiglio dei Ministri, nonché dell'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani – ANCI. Anche le scuole saranno coinvolte, grazie a uno specifico Protocollo d’intesa siglato da WWF e MIUR.
Anche per questa edizione, Sofidel sarà il main partner dell’evento. L’azienda, nota soprattutto per il brand Regina, è al fianco del WWF da oltre 10 anni nell’ambito del programma Climate Savers e nel 2017 ha rinnovato il suo impegno sottoscrivendo il Manifesto S.O.S. del WWF ispirato ai 17 Obiettivi di Sostenibilità dell’ONU, sposando dunque la visione di lungo periodo promossa dall'Associazione che considera il nostro Pianeta come luogo comune per realizzare un benessere equo e sostenibile e che riconosce la centralità del capitale naturale. Negli anni, Sofidel è stata al fianco del WWF in numerose attività di sensibilizzazione e ingaggio, tra cui il programma educativo “Mi Curo di Te – Il gesto di ognuno per il Pianeta di tutti” dedicato ai temi Acqua, Clima e Foreste.
 

I dinosauri non si sono estinti. Grazie al WWF

WWF Italia - Gio, 21/03/2019 - 00:00
Venerdì 22 marzo inaugurazione della mostra #NonEstinguerti: 24 riproduzioni in grandezza naturale, dal tirannosauro al triceratopo  
Dinosauri in un'Oasi WWF? Da oggi è possibile, grazie alla mostra che si apre venerdì 22 marzo fino al 10 novembre nell'Oasi WWF di Macchiagrande, a Fiumicino, che avrà per filo conduttore il tema dell'estinzione delle specie attraverso l’hashtag "#NonEstinguerti". L’iniziativa costituisce un format innovativo che prevede all'interno dell’Oasi l'installazione di una serie di ricostruzioni iperrealistiche e in grandezza naturale di dinosauri e altri animali preistorici. La mostra continua anche all'Oasi napoletana degli Astroni, con un nuovo percorso e nuovi modelli, dopo il grande successo avuto nell'ultimo anno.

La storia della Terra è stata scandita da ben cinque estinzioni di massa, causate da catastrofi naturali. Tra queste la più famosa è la quinta, originata dalla caduta sulla Terra di un enorme meteorite, avvenuta circa sessantasei milioni di anni fa, e che ha provocato la scomparsa dei giganteschi dinosauri, dominatori del Mesozoico, vere e proprie icone della Preistoria come il Tirannosauro e il Triceratopo.
Oggi la maggior parte degli scienziati legge nei mutamenti ambientali causati dall'uomo e nella fortissima riduzione della biodiversità, la minaccia di una sesta estinzione di massa, la cui responsabilità sarebbe interamente riconducibile ad una specie: Homo sapiens, dunque la nostra.
Possiamo ancora rimediare e l’Oasi WWF di Macchiagrande ne è l'esempio lampante, ospitando la mostra Dinosauri in Carne e Ossa per promuovere un comportamento responsabile: «Non fare come i dinosauri: #NonEstinguerti».

La mostra didattica interamente "Made in Italy", nata dalla collaborazione tra GeoModel di Mauro Scaggiante e WWF Oasi, patrocinato dalla Maccarese SpA e dal Comune di Fiumicino, che esprime l’eccellenza nazionale nell’ambito di una scienza, la paleontologia, che tradizionalmente è sempre stata appannaggio della cultura anglosassone. L’iniziativa nasce dall’integrazione tra scienza, che mette a disposizione le proprie conoscenze e arte, capace di tradurle in emozioni.

24 riproduzioni di altrettante specie di dinosauri e altri animali estinti, frutto di studi scientifici, di una lavorazione altamente specializzata e volti ad ottenere modelli iperrealistici, rigorosamente a scala naturale, scandiscono il percorso di circa 2 km chilometri . Le sculture, perfettamente integrate nello scenario naturale, ripropongono queste creature del passato come dovevano essere in vita: dal celeberrimo T-rex all'agile Deinonico, dal piccolo sauropode romano soprannominato “Tito” al gigantesco Diplodoco e... molto altro ancora.

Comportamenti responsabili, quelli che ci permetteranno di non estinguerci. La mostra, al di là del valore simbolico e spettacolare, tratta con particolare evidenza il tema dell’estinzione delle specie. Fenomeno quello dell’estinzione che se spontaneo, causato da eventi naturali, apre nuove opportunità all’evoluzione della vita sul nostro Pianeta. Se invece è la conseguenza degli interventi irresponsabili e innaturali di una sola specie dominante, quella umana, sui delicati equilibri della biosfera, può provocare una nuova e drammatica estinzione di massa, la sesta, che appare già in atto.
L'invito quindi è di affrontare questa visita in un ambiente naturale equipaggiati nel modo giusto e applicando comportamenti sostenibili: ad esempio, indossando scarpe e abiti comodi, tessuti naturali e traspiranti di colori non vivaci per integrarsi con la natura, ricordando di mettere anche un cappellino. Pèortare la borraccia e una merenda naturale, usare contenitori riutilizzabili e tovaglioli di cotone, non di tipo "usa e getta" per evitare di produrre rifiuti superflui. Non sprecare acqua, rispettare la natura, esplorare l'ambiente e conoscere le specie che vi abitano, infine considerare che il percorso in mezzo alla natura è di circa 2km, quindi potranno essere utili un taccuino, una matita, e una guida naturalistica.

La mostra prevede un ricco calendario eventi per i fine settimana, consultabile sul sito a cura di WWF OASI e Dinosauri in Carne e Ossa. Durante i week end e i giorni festivi è inoltre possibile partecipare a numerosi laboratori a tema. Ma non è tutto!
La mostra propone una serie di importanti attività didattiche rivolte alle scuole tra cui visite guidate e laboratori. Per gruppi di minori e scolaresche l'esposizione è sempre aperta, esclusivamente su prenotazione, telefonando al numero 320 900 6992 o scrivendo a macchiagrande@wwf.it.

“La realizzazione della mostra didattica presso l’Oasi WWF di Macchiagrande è il frutto di una condivisione di intenti legata alla promozione della conoscenza e della divulgazione della cultura scientifica e naturalistica,” ha detto Francesco Marcone Direttore delle Oasi WWF del Litorale Romano. “Curata dai paleontologi Simone Maganuco e Stefania Nosotti, - prosegue Marcone - il suo hashtag è #NonEstinguerti e invita tutti noi ad un’esperienza di sicura suggestione, una sorta di Jurassic Park nel comune di Fiumicino, ad un comportamento più responsabile verso la natura, la vita e noi stessi. Un ringraziamento alla Proprietà Maccarese SpA e al Comune di Fiumicino che hanno da subito condiviso gli obiettivi dell’iniziativa e a tutto lo staff del WWF, in particolare ad Andrea e Tiziana Rinelli che hanno creduto nel progetto e che saranno quotidianamente impegnati nel condurre i visitatori in questo scenario unico e vi aspetteranno per promuovere tante attività e laboratori a tema”. 

“La paleontologia studia la storia della vita sulla Terra, i meccanismi evolutivi, le estinzioni e la biodiversità” dice Simone Maganuco, paleontologo e co-curatore della mostra. “Tutte tematiche che sono anche di grande attualità, spesso purtroppo per le conseguenze negative legate all'impatto dell'uomo sull'ambiente. Attraverso la mostra Dinosauri in Carne e Ossa, installata in un ambiente naturale come quello di Macchiagrande, vogliamo generare nel pubblico quel senso di curiosità e stupore verso il mondo della natura che può aiutare a volerlo conoscere meglio e, in ultima analisi, ad averne più cura.

Promotori e organizzatori dell'esposizione sono GeoModel di Mauro Scaggiante e WWF Oasi. La mostra ha ricevuto il patrocinio di Maccarese Spa, Comune di Fiumicino, Riserva Naturale Statale Litorale Romano Comune di Fiumicino e Riserva Naturale Statale Litorale Romano Comune di Roma. Come nelle precedenti edizioni, è inoltre riconosciuta da numerosi Musei e Università italiani e da un comitato internazionale di paleontologi, elencati sul sito ufficiale

Calendario attività. Per tutta la durata della mostra saranno organizzate attività didattiche come le sauronotti (visite guidate in notturna), attività ricreative per gli studenti e le famiglie, con l'obbiettivo di trasformare la visita in una vera e propria esperienza nel vasto mondo della paleontologia e in particolare della paleontologia italiana. Altri eventi, curati direttamente dal WWF, saranno dedicati al tema dell’estinzione delle specie e in particolare all’impatto dell’uomo sugli equilibri naturali. 

Le foreste sono cruciali nella lotta ai cambiamenti climatici

WWF Italia - Mer, 20/03/2019 - 00:00
Nella Giornata Internazionale delle Foreste, che si celebra giovedì 21 marzo, il WWF vuole puntare l’attenzione sullo straordinario valore dei “polmoni” del Pianeta che non solo sono essenziali per la vita sulla Terra ma che rappresentano un elemento cruciale nella lotta ai cambiamenti climatici.
Le foreste coprono il 31% delle terre emerse del pianeta, costituiscono l’habitat per il 75% della biodiversità terrestre e, in varie forme e particolarmente grazie al processo della fotosintesi clorofilliana, contribuiscono alla lotta al cambiamento climatico. La FAO dal 1948 elabora assessment sullo stato delle foreste (i “Global Forest Resources Assessment” vengono pubblicati ogni 5 anni, il prossimo è previsto per il 2020 mentre ogni anno viene pubblicato lo “State of the World’s Forests”) e secondo i suoi dati più recenti risulta che le foreste pluviali producono oltre il 40% dell’ossigeno terrestre e la deforestazione è una delle principali cause del riscaldamento globale, poiché produce dal 12 al 20% delle emissioni di gas serra.  Oggi la superficie forestale globale è estesa meno di 4 miliardi di ettari: il 93% è foresta naturale, mentre la superficie di foresta  piantata rappresenta il 7%. Nel periodo fra il 1990 e 2015, la superficie di foreste è diminuita di 129 milioni di ettari, un'area che equivale quasi all'intero Sudafrica. La perdita netta annuale media nel periodo 2010-2015, invece, è stata di 3,3 milioni di ettari e la maggior parte riguarda le foreste naturali.

Secondo un interessante studio apparso su Nature nel 2015 si stima cheall’inizio della rivoluzione agricola vi fossero sulla Terra circa 6.000 miliardi di alberi mentre oggi ne abbiamo circa 3.000 miliardi (Crowther T.W. ed altri, 2015, Mapping tree density at a global scale, Nature 525; 201-205).
Questa grave perdita di capitale naturale è stata negli ultimi anni parzialmente compensata dal recupero naturale di terre abbandonate da agricoltori o allevatori (2,2 milioni di ettari all'anno) e da nuove piantagioni (3,1 milioni di ettari all’anno). 
La principale causa della deforestazione è l’agricoltura commerciale su larga scala, che ha rappresentato circa il 40% della deforestazione nei tropici e sub-tropici; mentre l'agricoltura di sussistenza locale ha inciso per il 33%, l'infrastrutturazione per il 10%, l'espansione urbana per il 10% e l'estrazione mineraria per il 7%.

In Italia, nel periodo 2005-2015 la superficie interessata da formazioni forestali, secondo la FAO, è pari a 9,2 milioni di ettari, con una crescita annua dello 0,6%. 
Nell’Accordo di Parigi approvato dalla COP 21 della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sul Cambiamento Climatico (UNFCCC) per mantenere l'aumento della temperatura media mondiale ben al di sotto di 2°C rispetto ai livelli preindustriali e di fare il possibile per limitare l'aumento a 1,5°C, oltre alle massicce riduzioni a breve termine delle emissioni di gas climalteranti, si richiede anche l'applicazione di tecniche di “emissione negativa” che estraggano dall'atmosfera l'anidride carbonica già emessa. La fotosintesi clorofilliana, processo che estrae l'anidride carbonica dall'aria, utilizzando l’acqua, e la trasforma in materia vegetale, è uno dei mezzi naturali che da 3,5 miliardi di anni permette di assorbire CO2 ed è ovviamente utile nella lotta contro i cambiamenti climatici. Le foreste del mondo, tra il 1990 e il 2007 hanno sequestrato in media 2,4 miliardi di tonnellate di carbonio all’anno. Secondo i dati della FAO del 2010 le foreste manterrebbero immagazzinate 289 miliardi di tonnellate di carbonio nella biomassa viva, nel legno morto, nella lettiera e nel suolo. Il legno, composto per circa il 50% di carbonio, se utilizzato per produrre beni di lunga durata, come edifici e parti di essi, mantiene naturalmente intrappolata la CO2 mentre, se usato come combustibile, la rilascia in atmosfera.
Nel nostro Paese, dalle stime dell’Inventario Nazionale delle Foreste e del sequestro del carbonio 2005, risulterebbe che la quantità di carbonio organico presente nella parte vegetale presente fuori del terreno dei boschi italiani (alberi vivi, rinnovazione e arbusti)ammonta a 472,7 milioni di tonnellate, mentre quella rimossa annualmente dall'atmosfera ammonterebbe a circa 12,6 milioni di tonnellate.
Abbiamo il dovere di fare il possibile per fermare la distruzione delle foreste naturali, restaurare gli ecosistemi degradati dallo sfruttamento e riforestare. Per farlo è necessario realizzare migliori pratiche di gestione per rendere le foreste più resistenti e resilienti ai disturbi che possono rilasciare improvvisamente una grande quantità di carbonio nell'atmosfera, come gli incendi boschivi. Le azioni di gestione forestale, poi, devono essere armonizzate all'interno dei paesaggi forestali e si deve favorire l'uso di legname estratto in modo sostenibile per la costruzione di strutture e prodotti di lunga durata, evitando di bruciarlo, se non alla fine del ciclo di vita dei prodotti. Le foreste del nostro paese costituiscono un importante elemento anche per le attività di adattamento ai cambiamenti climatici, come indicato nel Piano nazionale di adattamento al cambiamento climatico prodotto dal Ministero dell’Ambiente, e anche il ruolo della riforestazione urbana assume un significato rilevante che il WWF sottolinea nel suo programma Urban Nature.

Earth Hour 2019. Proprio con l’obiettivo di limitare il cambiamento climatico,  dimezzando le emissioni di gas serra entro il 2030 a livello globale, nonché fermare la perdita di biodiversità, il prossimo 30 marzo torna Earth Hour: la più grande mobilitazione planetaria sul clima.
Un’ora simbolica di luci spente e tante iniziative per un futuro sostenibile, che si svolgeranno in centinaia di Paesi nel mondo con lo slogan #Connect2Earth, che non solo esprime lo stretto legame tra uomo e natura, ma anche quello tra cambiamenti climatici e perdita di biodiversità, il capitale naturale sul quale poggia la nostra stessa vita. 

Riconoscimenti. All’iniziativa Earth Hour 2019 è stata conferita la Medaglia del Presidente della Repubblica e sono stati concessi i Patrocini del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, della Presidenza del Consiglio dei Ministri, nonché dell'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani – ANCI. Anche le scuole saranno coinvolte, grazie a uno specifico Protocollo d’intesa siglato da WWF e MIUR. 
 
Anche per questa edizione, Sofidel sarà il main partner dell’evento. L’azienda, nota soprattutto per il brand Regina, è al fianco del WWF da oltre 10 anni nell’ambito del programma Climate Savers e nel 2017 ha rinnovato il suo impegno sottoscrivendo il Manifesto S.O.S. del WWF ispirato ai 17 Obiettivi di Sostenibilità dell’ONU, sposando dunque la visione di lungo periodo promossa dall'Associazione che considera il nostro Pianeta come luogo comune per realizzare un benessere equo e sostenibile e che riconosce la centralità del capitale naturale. Negli anni, Sofidel è stata al fianco del WWF in numerose attività di sensibilizzazione e ingaggio, tra cui il programma educativo “Mi Curo di Te – Il gesto di ognuno per il Pianeta di tutti” dedicato ai temi Acqua, Clima e Foreste.

 

Oggi a Maiori la presentazione del progetto Faro

WWF Italia - Mer, 20/03/2019 - 00:00
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Giovedì 21 marzo alle ore 11 presso Palazzo Mezzacapo del Comune di Maiori, in provincia di Salerno, verrà presentato il progetto di riqualificazione e tutela del Faro di Capo d’Orso. Il faro rientra tra primi 11 fari, di proprietà dello Stato, dati in concessione nell’ambito del progetto “Valore Paese - Fari dell’Agenzia del Demanio” con bando del 2015. La conferenza sarà aperta dal Sindaco di Maiori, Antonio Capone e dai saluti del delegato WWF della Campania, Piernazario Antelmi. A seguire gli interventi del Direttore Regionale Campania dell’Agenzia del Demanio Edoardo Maggini sul progetto Valore  Paese - Fari e del Presidente di WWF Oasi Antonio Canu, Società aggiudicataria, il quale presenterà il progetto di valorizzazione. La proposta del WWF Oasi che si è aggiudicata la gara si pone l’obiettivo di recuperare e valorizzare un bene dello Stato, situato in un contesto di altissimo valore naturalistico, attraverso la missione della conservazione e della tutela del territorio. Il sito di Capo d’Orso è incluso nel perimetro del Parco Regionale dei Monti Lattari ed è tutelato da Direttive comunitarie come sito di importanza europea per la biodiversità. Forte dell’esperienza di gestione delle Oasi del WWF Italia, il progetto intende contribuire a mantenere gli ecosistemi naturali e, ove necessario, recuperare e ripristinare l’ambiente originario, valorizzaando, attraverso il faro, tutto  territorio con una fruizione responsabile e sostenibile. La proposta si ilsviluppa quindi su un’area più ampia rispetto all’immobile del faro stesso, il quale diventa presidio ma anche luogo di richiamo, svolgendo più ruoli, da quello informativo a quello formativo. Anche la ricettività sarà improntata alla valorizzazione del territorio. Alla conservazione della natura e ospitalità, quindi, si aggiunge la ricerca scientifica, la fruizione pubblica, l’educazione, la formazione e la valorizzazione delle risorse e del contesto ambientale, tutte funzionali alla riuscita della riqualificazione e tutela. La proposta si inserisce in un’ottica di turismo responsabile, attività che permette di acquisire la consapevolezza necessaria per tutelare l’ambiente naturale e le culture locali ma rappresenta anche uno strumento importante per lo sviluppo di un’economia virtuosa del turismo nei luoghi di destinazione. Il faro sarà quindi il punto d’incontro di più iniziative, dove soggiornare per conoscere e vivere il territorio, ma anche presidio didattico e scientifico, osservatorio permanente sulle peculiarità ambientali dell’area costiera, con particolare attenzione alla fauna legata agli ambienti marini e alla migrazione degli uccelli. Il faro sarà anche sede di incontri, seminari, conferenze e attività formative legate ai temi della conservazione della natura, della ricerca scientifica e dello sviluppo sostenibile, mentre il Centro visite potrà fungere da volano per conoscere la costiera, promuovendo eventi locali legati alla valorizzazione del territorio e alla sua vocazione culinaria, attraverso la collaborazione con ristoratori locali. Ad integrazione della proposta anche lo sviluppo a mare, riprendendo il progetto di Oasi blu, uno spazio dedicato alla fruizione  marina

Santoloci: il suo esempio ispira chi si batte per difendere l'ambiente

WWF Italia - Mar, 19/03/2019 - 00:00
Nel giorno in cui il ministero dell’Ambiente gli ha dedicato una sala il WWF Italia ricorda Maurizio Santoloci, uno dei più tenaci garanti della giustizia ambientale oltre che un paladino della lotta contro i “crimini di natura”.
La sua figura è stata un punto di riferimento per tutto il WWF, di cui è stato per molti anni anni vicepresidente, e per le guardie volontarie dell’associazione del Panda che spesso hanno utilizzato la sua giurisprudenza e i suoi articoli giuridici come un vero e proprio manuale nella loro attività anti-bracconaggio.
Al WWF e a tutto il mondo dell’ambientalismo mancano tantissimo la sua competenza e la sua passione, insieme alla sua capacità di guardare all’ambiente, alla natura, alla biodiversità come un patrimonio comune da difendere e custodire dagli attacchi che quotidianamente subiscono.
L’esempio di Maurizio Santoloci continua ad ispirare tutti coloro che si battono per difendere l’ambiente. 

I papà più premurosi in natura

WWF Italia - Mar, 19/03/2019 - 00:00
Tutti i papà sono diversi fra loro, non solo tra gli uomini, ma anche fra le specie animali. In occasione della Festa del Papà, che si festeggia il 19 marzo, il WWF Italia racconta quali sono i padri più “premurosi” in natura e dà alcuni consigli ai figli che vogliono ringraziare il proprio papà con un regalo speciale.
 
Nei branchi di lupi, che sono vere e proprie famiglie, il ruolo del padre è centrale. Ha, infatti, un compito fondamentale nella crescita dei cuccioli, che da lui e dalla mamma imparano a cacciare e ad evitare i pericoli. Durante i primi giorni di vita del cucciolo, poi, è il papà lupo che si occupa di portare le prede alla femmina nella tana, in modo che questa possa dedicarsi solo all’allattamento.
Un padre davvero speciale è anche il maschio dell’aotide, una scimmia sudamericana in cui il padre sembra svolgere il ruolo primario nell’allevamento dei cuccioli: è lui che li trasporta e li accudisce, mentre la madre si limita solo ad allattarli.
Un papà davvero eroico è quello del pinguino imperatore, specie che si riproduce in inverno sul ghiaccio aperto. Le femmine depongono un solo uovo, che abbandonano subito dopo per intraprendere un viaggio di circa due mesi, per cacciare in mare aperto e quindi sono i papà a mantenere al caldo le uova appena deposte, tenendole in equilibrio sui piedi e proteggendole con una piega della pelle, nota come “marsupio della covata”. In questi due mesi di cure parentali, i maschi non mangiano nulla e devono resistere agli eventi atmosferici dell’Antartide. Solo con il ritorno della madre, i coraggiosi padri abbandonano la covata e vanno a cercare cibo in mare.
Menzione speciale anche per il cavalluccio marino, che porta avanti una vera gravidanza: la femmina depone le uova, ma lo fa in una speciale sacca incubatrice nel ventre del maschio. Alla schiusa è proprio il papà a espellere i giovani pesci (chiamati avannotti) con delle contrazioni addominali simili al parto femminile.
Il maschio dell’Abedus herberti, una specie della famiglia degli Belostomatidi (grandi insetti acquatici), però non è da meno: al termine dell’accoppiamento, la femmina attacca le uova sul suo dorso con una colla naturale e nelle tre settimane successive l'insetto si comporta come "un papà eccezionale", difendendo le sue uova da pericoli e predatori. A concludere questa carrellata di papà speciali, infine, c’è il nandù, un grosso uccello sudamericano, dove il padre alleva quasi in solitaria i pulcini. Dopo la stagione degli amori, infatti, sono i maschi a costruire il nido dove le femmine depositano le uova, il papà le cova per circa sei settimane, e dopo la schiusa si occupa dei pulcini, difendendoli dai pericoli e da qualsiasi intruso cerchi di avvicinarsi.
Che sia premuroso come un pinguino o protettivo come un lupo, ogni papà è speciale a modo suo e per il giorno della sua festa, il WWF Italia propone alcuni regali green acquistabili cliccando sulla pagina dedicata alla festa del papà, regali che proteggeranno anche le specie animali. Si tratta di simpatiche idee che ricorderanno al proprio papà quanto sia importante e, allo stesso tempo, contribuiranno a sostenere molti progetti di conservazione della natura.
 
Chi vuole regalare al padre qualcosa da indossare, potrà scegliere fra la maglietta con logo WWF, quella con la scritta “Il mio panda suona il rock” o quella “I love Panda”: le t-shirt WWF sono in 100% cotone organico e non contengono o rilasciano sostanze dannose per la salute delle persone e dell’ambiente. Per chi, invece, preferisce puntare su qualcosa di personalizzato, c’è la tazza WWF dove far scrivere “Good morning Papà” o qualcosa a scelta: il regalo perfetto per augurare, ogni giorno, un buon inizio. Il papà che ama viaggiare o si muove per lavoro non potrà fare a meno di una comoda borraccia del panda, che protegge la natura e non inquina.
Quest’anno arriva anche un’idea per il papà che ama stare ai fornelli: il grembiule di MasterPanda, che per festeggiare il 19 marzo si potrà avere con la simpatica scritta sul taschino “Anche un Papànda sa cucinare” oppure “Super Chef Papànda”.

22 marzo a Roma si parla di fiumi

WWF Italia - Lun, 18/03/2019 - 00:00
Venerdì 22 marzo in occasione della Giornata Mondiale dell'Acqua, indetta dall'Onu il 22 marzo, nella sede del WWF Italia si terrà l'incontro "Biodiversità e riqualificazione fluviale - Il Tevere, uno sguardo al futuro",  organizzato dal WWF Roma e Area Metropoliotana. Tema è il rapporto tra città e fiumi, con focus particolare  sul Tevere. Si parlerà anche di riqualificazione fluviale e di adattamento ai cambiamenti climatici con Andrea Agapito, Responsabile Acque WWF Italia, Giuseppe Dodaro, del Centro Italiano per la Riqualificazione fluviale e Gianni Fangucci dell'Autorità di Bacino distrettuale dell'Appennino Centrale.
L'incontro sarà moderato da Raniero Maggini, Presidente WWF Roma e Area metropolitana. 

Una buona agricoltura salva ambiente e clima

WWF Italia - Lun, 18/03/2019 - 00:00
Il 25% delle emissioni dei gas clima alteranti sono dovute alle pratiche agricole e zootecniche intensive. Lo ricorda la Coalizione italiana #CambiamoAgricoltura, che ha scritto al ministro dell’Agricoltura Gian Marco Centinaio per chiedere che i ministri dell’agricoltura dei Paesi UE (nel Consiglio UE Agricoltura che si riunisce oggi per discutere sulla riforma della PAC) diano le giuste risposte alle domande che migliaia di giovani hanno rivolto ai decisori politici con la grande manifestazione globale #FridaysForFuture di venerdì scorso.

Questi giovani chiedono alla politica risposte concrete e scelte coraggiose per fermare i cambiamenti climatici, e la Coalizione #CambiamoAgricoltura ricorda che la Politica Agricola Comune della UE potrebbe essere uno degli strumenti più efficaci per promuovere e guidare la transizione ecologica dell’agricoltura europea. L’IPCC nel suo ultimo rapporto ha confermato che alle pratiche agricole e zootecniche intensive sono attribuibili il 25% delle emissioni dei gas clima alteranti. Una seria riforma della PAC, lo strumento di programmazione economica-finanziaria che impegna oggi il 38% del bilancio dell’Unione è essenziale per fermare il cambiamento climatico e raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile 2030 delle Nazioni Unite (SDGs), sottoscritti anche dall’Unione Europea e dall’Italia.

Per questo le nove Associazioni ambientaliste e dell’agricoltura biologica, AIAB, Associazione Italiana Biodinamica, FAI, Federbio, Legambiente,LIPU, ISDE Medici per l’Ambiente, ProNatura e WWF Italia,  hanno scritto al Ministro Gian Marco Centinaio a chiedendo di impegnarsi a migliorare il testo di compromesso della Presidenza rumena che verrà sottoposto oggi all’attenzione del Consiglio Agricoltura. Questo testo rappresenta un compromesso debole tra le diverse posizioni, ancora distanti, con l'intento di giungere ad una approvazione definitiva dei futuri Regolamenti della PAC post 2020 da parte del Consiglio UE nei prossimi mesi, per riaprire poi il negoziato con la nuova Commissione e il nuovo Parlamento dopo le elezioni europee del 26 maggio prossimo. Tale iniziativa è stata condivisa con le sigle dell’ambientalismo europeo che si sono rivolte ai loro ministri e all’intero consiglio agricoltura per rilanciare la voce dei diversi movimenti nati in tutta Europa che chiedono un’agricoltura più sana e attenta alla questione ambientale e climatica.
Le Associazioni ricordano al ministro italiano dell’Agricoltura che nel bilancio previsionale dell'UE è stato esplicitato che la prossima PAC dovrà avere una maggiore ambizione ambientale, ma i principali analisti e la Corte dei Conti europea hanno già evidenziato che la proposta di riforma presentata dalla Commissione Europea a questo riguardo è troppo debole e dovrebbe essere rafforzata, mentre ad oggi le posizioni assunte dai Ministri europei dell’Agricoltura sviliscono e indeboliscono ulteriormente questa riforma post 2020 della PAC. Scegliere per una impostazione miope e corporativa, di difesa dello status quo, sarebbe un grave errore che confermerebbe la PAC come sussidio inefficace e perfino dannoso per l'ambiente, il clima, la biodiversità.
La Coalizione italiana #CambiamoAgricoltura ha presentato nel mese di luglio 2018 il proprio decalogo di proposte e richieste per una seria riforma della PAC post 2020, indicando obiettivi ambiziosi per la tutela della biodiversità, il contrasto ai cambiamenti climatici e la gestione sostenibile delle risorse naturali.

Liberata nel Delta del Po la gru ferita dai bracconieri e salvata dal WWF

WWF Italia - Lun, 18/03/2019 - 00:00
Liberata nei giorni scorsi una gru cenerina (Grus grus L.), prima recuperata, curata  e munita infine di GPS. All’evento ha partecipato il Centro di Recupero Animali selvatici (CRAS) WWF di Valpredina, nelle prealpi bergamasche, specializzato nelle cure  rivolte alla fauna selvatica ferita o in difficoltà.  La liberazione è avvenuta in un'area speciale del Parco Regionale del Delta del Po in Provincia di Ferrara, l’Oasi delle Anse Vallive di Porto (Bacino di Bando),  affidata alla gestione della Coop. Atlantide di Cervia. "Siamo molto contenti - dicono gli operatori del CRAS - per il volo e anche perché stiamo ricevendo i primi dati dal GPS che funziona perfettamente”.
La femmina di Gru cenerina, alta 120 cm. e con un’apertura alare di oltre 2 metri, specie particolarmente protetta compresa in Allegato I della Direttiva Europea sugli Uccelli, è stata dotata di un dispositivo GPS a ricarica solare che  consentirà di seguirne la migrazione verso il nord Europa, fornendo dati scientifici sui suoi spostamenti e sul suo successo di recupero dopo ben due interventi chirurgici e oltre due mesi di degenza.


La protagonista era stata vittima  di un  grave atto di bracconaggio avvenuto in Provincia di Brescia, nei giorni di Natale 2018 ,  presentando ferite d’arma da fuoco e la frattura dell’ala sinistra. L’animale è stato salvato grazie all’immediata segnalazione di cittadini che allertavano la Polizia provinciale di Brescia e alle Guardie Volontarie WWF che la trasportavano al CRAS  WWF di Valpredina, per le cure necessarie.
Questa liberazione vuole essere un segnale positivo e  una speranza per tutti, come la mobilitazione planetaria di questi giorni per il clima: “…una mano dell’uomo aveva ferito la Gru – ma è stata ancora una mano dell’uomo che l’ha guarita e l’ha restituita alla sua  libertà” ha detto Matteo Mauri, Responsabile del CRAS di Valpredina.

A Nairobi i leader mondiali non affrontano l'emergenza plastica

WWF Italia - Ven, 15/03/2019 - 00:00
La mobilitazione mondiale sul clima non insegna nulla
“I leader mondiali hanno clamorosamente fallito nel loro impegno per un’azione efficace contro la crisi sempre più acuta dovuta all’inquinamento da plastica e non ascoltano la società civile”, questo dichiara il WWF al termine della Quarta Assemblea delle Nazioni Unite sull’Ambiente (UNEA-4), conclusasi senza decisioni significative per contrastare l’inquinamento marino da plastica, proprio quando in tutto il mondo i giovani scendono in piazza in tutto per chiedere azioni efficaci contro il cambiamento climatico. Una risoluzione, approvata il 15 marzo a conclusione dell’incontro di UNEA-4 (il più importante organismo decisionale globale sull’ambiente) svoltosi a Nairobi a partire dall’11 marzo, che ha mancato di avviare il processo per la definizione di un trattato legalmente vincolante all’inquinamento marino da plastica, come richiesto dal WWF. Un risultato questo che si è avuto nonostante un grande numero di Paesi, tra cui l’Italia, abbia riconosciuto la necessità di un’azione a favore di un accordo globale vincolante.
“Ringraziamo il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa per il suo impegno ad UNEA-4 a conferma della leadership su scala europea del nostro Paese per il bando progressivo della plastica. Ma l’’inquinamento marino da plastica non ha confini e la risoluzione approvata a Nairobi non prevede l’avvio di una vera assunzione di responsabilità globale sulle emergenze ambientali richiesta da tutte le piazza del mondo. E’ bene che l’Italia, come è avvenuto con il bando degli shopper, stia sempre all’avanguardia approvando al più presto l’atteso provvedimento SalvaMare, Infatti, è bene sempre ricordare, come dimostrato dal report WWF sulla plastica , che l’Italia produce 4,5 milioni di tonnellate di rifiuti plastici, di cui 497mila (l’11%) sono dispersi in natura (mentre: 1,4 mln sono conferiti in discarica, 1,5 mln inceneriti, 1,2 mln riciclati)” – ricorda la presidente del WWF Italia, Donatella Bianchi. “Oltre 8 milioni di tonnellate di plastica vanno a finire negli oceani ogni anno ed entro il 2030 è previsto il raddoppio della dispersione di rifiuti plastici in natura, con gli oceani sempre i più colpiti. I governi del mondo hanno deciso di non entrare in azione. UNEA-4 era un’opportunità per i leader mondiali per prendere impegni seri e tangibili per contrastare questa crisi globale. Questo esito è davvero deludente e mette in discussione la capacità dei leader mondiali di ascoltare la forte richiesta di un’azione immediata che viene dai cittadini m nel contempo chiede a tutti i Paesi di fare il massimo per arginare l’inquinamento marino da plastica”, commenta Marco Lambertini, direttore generale del WWF internazionale. Il WWF proseguirà la sua azione di pressione chiedendo ai cittadini di firmare la Petizione globale : è indispensabile ottenere un trattato che stabilisca obiettivi nazionali vincolanti e meccanismi trasparenti di rendicontazione da estendere alle stesse imprese e che sostenga i paesi meno ricchi a migliorare la loro capacità di gestione del ciclo dei rifiuti. L’impegno del WWF su scala globale e nazionale continua e si rafforza.

WWF Young dalla piazza di Roma: "Basta parole ora bisogna agire"

WWF Italia - Ven, 15/03/2019 - 00:00
“Il Pianeta è al collasso, siamo nel mezzo della sesta estinzione di massa, e i cambiamenti climatici stanno mettendo a rischio la biodiversità e la nostra sicurezza, il nostro futuro. Quando inizieremo a fare qualcosa di concreto? Quando cambieremo davvero il sistema assurdo che prevede una crescita infinita dei consumi in un pianeta con risorse finite?”. Con queste parole Marco Galaverni, Domenico Aiello e Silvia di WWF YOUng hanno aperto il loro intervento nella manifestazione di Friday For Future in Piazza Madonna di Loreto a Roma.

“I politici si sono impegnati a limitare l’aumento delle temperature a 1,5°C, ma ben poco è stato fatto di concreto! Quando smetteremo di usare e dare sussidi alle fonti fossili? Quando smetteremo di abbattere le foreste? Quando limiteremo gli allevamenti intensivi e le pratiche agricole non sostenibili?”, hanno continuato i tre rappresentanti della Community di giovani del WWF. “Quando investiremo davvero in tecnologie pulite per completare il phase out dal carbone entro il 2025 e superare anche petrolio e gas? Quando investiremo concretamente nel risparmio energetico? Quando riconosceremo che la natura è la nostra cosa, che ci nutre e ci protegge, e faremo davvero di tutto per metterla al centro delle nostre politiche, alla base delle nostre società e delle nostre economie?”.

“La risposta è una sola, e la stanno dando centinaia di migliaia di ragazzi in tutto il mondo: ora o mai più perché il futuro è nostro, e se qualcuno ha ancora intenzione di rubarcelo, non glielo permetteremo. Non chiediamo pacche sulle spalle, ma azione!” hanno aggiunto chiedendo a tutti i governi di “azioni concrete per rispettare l’impegno preso con l’accordo di Parigi, dandosi una tabella di marcia per l’azzeramento dei gas serra di gran lunga più serrata di quella attuale”.
“Per fortuna in questo viaggio non siamo soli: con noi ci sono scienziati, cittadini consapevoli, c’è il presidente Mattarella e papa Francesco che l’hanno detto chiaro e tondo: non abbiamo alternative, questa è l’unica strada! Stretta, di certo sfidante, ma l’unica possibile!”, hanno concluso i tre ragazzi invitando all’unità in diverse lingue “Perché insieme è possibile! Ensemble c’èst possibile! Juntos es posible! Together possible!”.

Oggi il clima fa strike

WWF Italia - Ven, 15/03/2019 - 00:00
Sono le 10 di venerdì 15 marzo 2019 e centinaia di migliaia di banchi a scuola sono vuoti. Gli studenti sono scesi nelle piazze di tutto il mondo e stanno scioperando per il loro futuro.

Global Strike for Future è il grande sciopero globale organizzato da “Fridays for Future”, il movimento nato dal basso come risposta solidale all’attivismo climatico di Greta Thumberg, la 16enne svedese che dall’agosto del 2018 ogni venerdì, ha iniziato a manifestare davanti al Parlamento del suo Paese. Da sola, almeno inizialmente, con l’obiettivo di forzare il governo svedese a tagliare le emissioni di CO2 del 15% ogni anno. Grazie a questa determinazione, la studentessa, a dicembre, è stata invitata alla COP24 in Polonia, dove ha tenuto un discorso che ha fatto il giro del mondo e da lì il suo messaggio è diventato quello di migliaia di altri ragazzi: “il pianeta sta morendo e i governi devono agire”.
Gli obiettivi che i governi devono rispettare sono quelli fissati dall'Accordo di Parigi del 2015: mantenere il riscaldamento globale ben al di sotto dei 2° C e fare i più grandi sforzi per non superare l'aumento di temperatura di 1,5 ° C rispetto ai livelli preindustriali e per evitare il disastro climatico.
 
Lo sciopero si sta svolgendo in quasi ?1325 ?piazze di oltre ?98? Paesi del mondo: studenti e non solo reclamano l’attenzione dei potenti del mondo, per esigere che finalmente riconoscano l’esistenza di una crisi climatica e che applichino delle misure urgenti e concrete per contrastare i cambiamenti climatici.
In Italia sono 140? le piazze in cui è stato organizzato l'evento, protagonista fra queste è piazza madonna di Loreto a Roma, dove sta arrivando il corteo organizzato dal movimento Fridays for Future di Roma, in partenza dalla fermata metro Colosseo alle 10 e 30. 
A Roma, nel corso della mattinata si alterneranno diverse letture e interventi fatti dagli studenti, di età che vanno dalle elementari fino alle università, e anche dai rappresentanti di varie associazioni e organizzazioni, fra cui il WWF Italia.
  Segui qui sotto il live twitting della manifestazione:

A FirenzeBIO per un'agricoltura amica del clima

WWF Italia - Gio, 14/03/2019 - 00:00
“DATI, IDEE, BUONE PRATICHE PER UNA PAC AMICA DEL CLIMA”

In occasione della marcia globale per il clima #globalstrikeforfuture venerdì 15 marzo alle ore 11.30, durante FIRENZE BIO, nella Sala Arancio del Padiglione Spadolini a Fortezza da Basso, si approfondiranno idee e proposte per una seria e radicale riforma della PAC post 2020 in grado di ridurre il contributo dell’agricoltura e della zootecnia ai cambiamenti climatici.
 
Una PAC basata su un modello agroecologico, che protegge il clima e l’ambiente, di cui l’agricoltura biologica e biodinamica rappresentano gli esempi concreti più avanzati e diffusi a livello globale. Questo il tema al centro del workshop che si terrà venerdì 15 marzo all’interno della manifestazione “FirenzeBIO” organizzato dalle Associazioni della Coalizione italiana #CambiamoAgricoltura formata da Aiab, Associazione per l’Agricoltura Biodinamica, Fondo Ambiente Italiano, FederBio, Isde Italia Medici per l’Ambiente, Lipu, Legambiente, ProNatura e WWF Italia.
L’incontro cui saranno presenti Alessia Bettini, Assessore Ambiente e igiene pubblica del Comune di Firenze e Alberto Bencistà dell’Associazione Città del Bio è moderato dal giornalista di Valori Corrado Fontana.
Durante il workshop verrà presentato l’Atlante della PAC, strumento ideato per spiegare lo stretto legame tra l’agricoltura e la vita quotidiana di tutti i cittadini, ma anche per sottolineare quanto poco denaro pubblico della Politica Agricola Comune viene oggi realmente destinato a obiettivi di sostenibilità e mitigazione dei cambiamenti climatici. Il bilancio ambientale e sociale della PAC è oggi complessivamente negativo, il modello di agricoltura dominante ha determinato un aumento dei residui di pesticidi negli alimenti, nei suoli e nelle acque, l’alterazione del clima, la perdita di biodiversità negli agroecosistemi, un progressivo abbandono delle aree rurali marginali e una crescente intensificazione nelle aree di pianura, con una conseguente banalizzazione dei paesaggi rurali. A livello globale il rapporto dell’IPCC attribuisce al settore primario il 20% delle emissioni di gas clima alteranti, ecco perché la PAC che entrerà in vigore nel 2020 dovrà essere trasformata in un motore della transizione ecologica dell’agricoltura per promuovere un nuovo paradigma delle produzioni agroalimentari.

La seconda parte dell’incontro sarà invece dedicata alle testimonianze delle buone pratiche di un’agricoltura pulita, equa e solidale in diverse Regioni italiane presentate nella pubblicazione Storie dal territorio. Ventidue racconti, espressione di una straordinaria biodiversità agraria, che indicano il percorso per armonizzare l’agricoltura con la sostenibilità economica, ambientale e sociale. L’approccio produttivo con il quale le imprese generano valore e garantiscono il reddito delle persone dimostra che non è solo opportuno cambiare l’attuale PAC ma è anche possibile attraverso un nuovo modello produttivo basato sull’agroecologia in grado di raggiungere gli obiettivi di contrasto e adattamento al cambiamento climatico, sicurezza e salubrità alimentare, conservazione della biodiversità, per un’economia circolare a basso impatto di emissioni.

Il workshop “Dati, idee, buone pratiche per una PAC amica del clima” è realizzato con il contributo di Fondazione Cariplo nell’ambito delle attività della Coalizione #CambiamoAgricoltura. L’incontro, gratuito ed aperto a tutti gli interessati, prevede i contributi di: Franco Ferroni,  Responsabile Agricoltura e Biodiversità WWF Italia; Federica Luoni, Area Conservazione Natura LIPU; Carlo Triarico, Presidente dell’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica; Maria Grazia Mammuccini, Ufficio di Presidenza FederBio; Angelo Gentili, Segreteria nazionale Legambiente; Roberto Stucchi Prinetti, Presidente del Biodistretto del Chianti e Claudio Pozzi, Coordinatore della Rete dei semi Rurali.

Cosa possono e devono fare gli adulti per il clima

WWF Italia - Gio, 14/03/2019 - 00:00
Il WWF sostiene con convinzione le centinaia di migliaia di ragazze e ragazzi che in tutto il mondo si preparano domani a scendere in piazza per il primo sciopero globale per il Clima e in tutta Italia in piazza, insieme a loro ci saranno i ragazzi della Community WWF YOUng
È sicuramente molto importante che le generazioni che rischiano di subire gli effetti peggiori del cambiamento climatico non si limitino a farsi rappresentare, ma prendano voce e iniziativa in prima persona chiedendo che si agisca subito e in modo radicale, archiviando la politica del rinvio. Tuttavia, nel giorno delle ragazze e dei ragazzi protagonisti, gli adulti non possono certo limitarsi a una pacca sulla spalla e dire “ora tocca a voi”.
Per questo il WWF propone alcune richieste precise, anche se necessariamente qui non approfondita, agli adulti in politica, agli adulti nelle aziende, agli adulti in casa propria, insomma, proprio a tutti gli adulti.  In politica
  • Gli adulti al governo e nelle istituzioni a tutti i livelli, devono uscire dalla solita routine e dal pensare solo al breve termine; per comprendere le relazioni tra i problemi ambientali e individuare le strade migliori per agire, occorre studiare e darsi obiettivi a lungo termine e target immediati in linea con tali obiettivi. I risultati non vengono da soli, non sono facili. Ma voi siete lì per questo.
  • In termini concreti, i Governi devono alzare di molto le loro ambizioni di riduzione delle emissioni di CO2 entro il 2030, puntando alla completa decarbonizzazione ben prima della metà del secolo, se vogliamo sperare di limitare il riscaldamento globale a 1,5°C e attuare davvero l’Accordo di Parigi. Con gli attuali target di riduzione, saremmo condannati a superare i 3°C di aumento medio della temperatura globale.
  • Gli adulti che votano, devono giudicare le formazioni politiche, i candidati e gli eletti sulla base delle proprie azioni per accelerare davvero, e con efficacia, l’azione climatica.
Nel business
  • Gli amministratori delegati hanno dei figli, ma forse pensano, se ci pensano, che la ricchezza li preserverà dalle minacce climatiche: è vero che i poveri sono i più vulnerabili, ma gli eventi estremi e le loro conseguenze non guardano in faccia a nessuno. È dunque ora che le persone nelle aziende, a ogni livello e per quanto piccola sia l’impresa, facciano contare davvero le parole che scrivono nella mission e assumano la sostenibilità ambientale e sociale come timone, almeno alla pari delle ragioni economiche.
  • Per le grandi aziende, accanto al budget, i board e gli azionisti dovrebbero valutare l’operato del management sulla base della riduzione delle emissioni.
  • Non solo l’energia che viene acquistata dalle grandi aziende dovrebbe essere solo rinnovabile e proveniente da utility senza fonti sporche nel proprio energy mix. Oppure le imprese possono autoprodurla direttamente da fonti rinnovabili. Inoltre le aziende possono scegliere di acquistare prodotti scelti non solo in base al prezzo, ma anche in base alla CO2 emessa e alle risorse impiegate per produrli.
In casa propria Tutti siamo consumatori, e come tali abbiamo un potere enorme; dobbiamo scegliere quello che davvero ci serve e in base alle reali performance ambientali delle aziende e del prodotto. Per esempio:
  • Abbandonare le vecchie auto a benzina o diesel e scegliere veicoli elettrici, preferire le biciclette o camminare, usare i mezzi pubblici pretendendo che siano ecologici davvero. 
  • Scegliere solo energia rinnovabile, l’epoca delle fonti fossili deve finire. 
  • Risparmiare comunque più energia possibile, anche se verde.
  • A tavola dobbiamo mangiare poca carne e pochi latticini, perché produrli comporta un altissimo dispendio energetico, e molte verdure e frutta. 
  • Dobbiamo preferire i prodotti alimentari del nostro territorio, informarci sul modo in cui sono stati prodotti, non sprecare nulla.

E, infine, come genitori, dovremmo tutti cercare di dare affetto, relazioni, tempo ai nostri figli: li apprezzeranno molto più di tanti oggetti inutili.
Domani il WWF seguirà il Global Strike For Future sul proprio sito web e sui propri canali social.

Il 30 marzo sarà l'Ora della Terra

WWF Italia - Gio, 14/03/2019 - 00:00
In centinaia di Paesi, Italia compresa, 60 minuti simbolici di buio e tante iniziative per un futuro sostenibile  

Torna Earth Hour, la più grande mobilitazione planetaria in tema di cambiamenti climatici. Quest’anno lo slogan è #Connect2Earth a significare lo stretto legame tra uomo e natura, tra cambiamenti climatici e perdita di biodiversità, il capitale naturale sul quale poggia la nostra stessa vita. Gli obiettivi  concreti sono fermare la perdita di biodiversità e dimezzare le emissioni di gas serra entro il 2030 a livello globale.
L’evento WWF, giunto alla sua dodicesima edizione, lo scorso anno ha fatto registrare numeri da record: 188 paesi coinvolti, 18.000 monumenti storici o simboli spenti, oltre 3 miliardi di messaggi veicolati sui social, più di 250 Ambasciatori e influencer votati alla causa. In Italia sono stati più di 400 i comuni che hanno partecipato, spegnendo le proprie luci grazie alla collaborazione di centinaia di volontari sul territorio e la preziosa collaborazione di ANCI. Quest’anno l’appuntamento centrale per l’Italia si svolgerà a Matera, città Capitale Europea della Cultura 2019 e già sito UNESCO dal 1993, dove l’evento è realizzato in collaborazione con il Comune. 

In programma lo spegnimento simbolico, dalle 20,30 alle 21,30, di uno dei luoghi iconici della Città dei Sassi, l’area di S.Pietro Caveoso e della Rupe dell’Idris, con un prima esibizione dal vivo aperta a tutti del pianista Danilo Rea sulla proiezione di immagini di natura e satellitari in collaborazione con l’ASI (Agenzia Spaziale Italiana). 
Il programma proseguirà poi alle 21 con l’Earth Hour Concert presso il Conservatorio di Musica E.R. Duni di Matera con la partecipazione speciale del pianista Danilo Rea (concerto gratuito su prenotazione alla email Ufficioeventi@wwf.it – fino ad esaurimento posti). Sono già centinaia i comuni che hanno aderito a Earth Hour 2019 con eventi e spegnimenti simbolici che, come ogni anno, mirano a richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica e dei decisori politici sull’urgenza di agire per fermare il cambiamento climatico. Hanno già aderito tra gli altri Milano, Palermo, Napoli, Bologna, Firenze, Venezia, Trieste, Reggio Calabria e Perugia.

Come ogni anno saranno tantissime le iniziative e gli eventi un po’ in tutta Italia, organizzati dai volontari e dai gruppi attivi WWF.  “Per l’Italia il 2018 è stato l’anno più caldo da quando esistono le registrazioni scientificamente attendibili nel nostro paese (dal 1800 cioè da 219 anni). A livello globale, gli ultimi cinque anni sono stati i più caldi mai registrati.  Serve una forte inversione di rotta per fermare sia il cambiamento del clima, sia il declino dei sistemi naturali che supportano la vita di noi tutti. Siamo la prima generazione che ha una chiara idea del valore della natura e dell’enorme impatto che  abbiamo provocato sul funzionamento degli ecosistemi e sulle singole specie. Possiamo però essere anche l’ultima in grado di agire per invertire questo trend” ha detto Donatella Bianchi, Presidente WWF Italia.

Earth Hour 2019 ha ricevuto la Medaglia del Presidente della Repubblica. L'evento ha i patrocinii del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, della Presidenza del Consiglio dei Ministri, nonché dell'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani - ANCI, della Fondazione Matera 2019, del Comune di Matera e dell'Agenzia Spaziale italiana. Anche le scuole saranno coinvolte, grazie a uno specifico Protocollo d’intesa siglato da WWF e MIUR. 

Anche per questa edizione, Sofidel sarà il main partner dell’evento. L’azienda, nota soprattutto per il brand Regina, è al fianco del WWF da oltre 10 anni nell’ambito del programma Climate Savers e nel 2017 ha rinnovato il suo impegno sottoscrivendo il Manifesto S.O.S. del WWF ispirato ai 17 Obiettivi di Sostenibilità dell’ONU, sposando dunque la visione di lungo periodo promossa dall'Associazione che considera il nostro Pianeta come luogo comune per realizzare un benessere equo e sostenibile e che riconosce la centralità del capitale naturale. Negli anni, Sofidel è stata al fianco del WWF in numerose attività di sensibilizzazione e ingaggio, tra cui il programma educativo “Mi Curo di Te – Il gesto di ognuno per il Pianeta di tutti” dedicato ai temi Acqua, Clima e Foreste.

15 marzo, ad Alghero sarà spiaggia Plastic free

WWF Italia - Mer, 13/03/2019 - 00:00
#PlasticFree

Idealmente ci sara? anche Greta Thunberg, nella mattinata del 15 marzo, insieme agli studenti dell'Istituto “Angelo Roth” di Alghero sulla spiaggia di San Giovanni per raccogliere la plastica portata dalle mareggiate. Oltre alla grande manifestazione studentesca prevista in Piazza d’Italia a Sassari, ad Alghero una rappresentanza degli studenti dell’Istituto “Angelo Roth”, in collaborazione con il WWF, vogliono combattere per un Pianeta migliore, raccogliendo la plastica dai nostri mari. Al tempo stesso occorre unirsi poiche? siamo tutti vittime dei cambiamenti climatici, e maggiormente colpite saranno le nuove generazioni che subiranno i danni piu? gravi in assenza di adeguati provvedimenti.  
La marcia globale, Climate strike (lo sciopero del clima), in programma il 15 marzo, vedra? protagonisti gli studenti in molte piazze italiane e di tutto mondo per far sentire la loro voce seguendo l'esempio della giovane attivista svedese Greta Thunberg che, a soli 15 anni, ha scelto di "scioperare" dalle lezioni scolastiche per “appostarsi” davanti al Parlamento, nel tentativo di costringere i politici ad agire e adottare provvedimenti concreti per combattere il cambiamento climatico.

In Italia il 2018 e? stato l'anno piu? caldo degli ultimi due secoli e il riscaldamento globale continuera? la sua marcia inesorabile se non agiremo subito per ridurre le emissioni di gas serra. Si susseguiranno sempre piu? effetti estremi con lunghi periodi di siccita? seguiti da precipitazioni intense e alluvioni su un territorio sempre piu? in dissesto idrogeologico. In Sardegna ritornano alla mente i fatti terribili e le vittime causate dal ciclone Cleopatra nel 2013 e quelli piu? recenti dell’autunno scorso nel cagliaritano. E’ estremamente importante che i ragazzi facciano sentire la loro voce al lento e contraddittorio mondo politico per chiedere una svolta ecologica e una giustizia climatica non piu? procrastinabile.