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La Danimarca abbatterà 17 milioni di visoni per contrastare l'epidemia da Covid-19

WWF Italia - Ven, 06/11/2020 - 00:00
Il WWF: "Urgente ripensare i nostri modelli di produzione intensiva" 
Si stima che siano ben 17 milioni i visoni che saranno abbattuti per contrastare l’epidemia di COVID-19: tanti sono gli animali attualmente allevati in Danimarca per la produzione di pellicce. I visoni, come i furetti, presentano infatti recettori di membrana molto simili a quelli umani e per questo sono come noi sensibili all’infezione da SARS-COV-2. Quando migliaia di individui sono racchiusi in spazi ristretti, come i visoni allevati, il virus circola più velocemente e aumenta la sua probabilità di mutazione, trasmettendo nuovi ceppi alla popolazione umana e rischiando di rendere inefficace il vaccino in fase di sviluppo. Per questo le autorità danesi hanno deciso di abbattere tutti i visoni allevati nel paese, il primo esportatore mondiale di pellicce di visone.

Si tratta però di una strage annunciata. Lo stesso era successo in occasione dei due più recenti episodi di influenza aviaria del 2003 e 2013, lo stesso per l’influenza suina del 2009. Animali sfruttati per la nostra alimentazione e tenuti in condizioni insostenibili e disumane, diventano focolaio di vecchie e nuove malattie zoonotiche (malattie trasmesse dagli animali all’uomo). Considerando inoltre che per produrre i foraggi  degli allevamenti intensivi  distruggiamo ecosistemi naturali, cruciali per il nostro benessere, stiamo creando il mix giusto per la tempesta perfetta. 

Per il WWF, è arrivato con urgenza il momento di ripensare i nostri modelli di produzione intensiva che riguardano sia l’allevamento sia l’agricoltura, oltre al traffico di specie selvatiche. È infatti stato appurato che la deforestazione per fare spazio a nuove colture favorisce il contatto con nuove specie selvatiche e relativi patogeni, che quando giungono in contesti affollati, come mercati e allevamenti intensivi, possono facilmente compiere il salto di specie e giungere all’uomo.

“Finché non capiremo che la nostra salute dipende da quella del pianeta e degli altri esseri viventi”, dichiara Isabella Pratesi, direttore conservazione del WWF Italia, “saremo sempre a rischio e ci troveremo davanti a situazioni orribili come questa. Dobbiamo ripartire dall’approccio One Planet Health e costruire modelli di sviluppo più rispettosi del benessere degli animali e della nostra salute. Solo riducendo drasticamente i consumi di carne riusciremo a ridurre gli allevamenti intensivi e le superfici agricole coltivate per alimentare gli stessi animali, riducendo la distruzione di habitat preziosi come le foreste nonchè il contributo di agricoltura e zootecnia al cambiamento climatico. Quella che stiamo vivendo non è solo una crisi sanitaria ma una vera e propria crisi ecologica. Stiamo toccando con mano come tutto quello che di sbagliato facciamo al pianeta, agli ecosistemi e agli altri animali, ci ritorna contro, mandando in crisi le nostre vite. Questo riguarda anche la dimensione etica. La sostenibilità deve guardare anche alla sfera dell’eticità, rispettando il benessere animale. L’assoluta mancanza di compassione negli allevamenti intensivi, l’accettazione di pratiche disumane e crudeli, più volte denunciata da diversi fronti, fa male a noi e al pianeta. Lo stiamo toccando con mano".

“Purtroppo le ultime scelte dell’Unione Europea sulla Politica Agricola Comune non vanno certo in questa direzione- aggiunge Franco Ferroni, responsabile agricoltura del WWF Italia-. Ancora una volta si premia la produzione intensiva foriera di disastri ecologici, finanziando allevamenti intensivi senza seri vincoli ambientali e attenzione al benessere animale. Certo non è il caso degli allevamenti di visoni (che non beneficiano dei contributi delle politiche comunitaria per l’agricoltura), ma senz’altro quello di tanti altri allevamenti intensivi a noi vicinissimi, che producono sofferenza, rischi per la nostra salute e gravi conseguenze per tutto il pianeta”. 

Il ddl "Terra Mia" è una risposta al Far West delle nostre città

WWF Italia - Ven, 06/11/2020 - 00:00
Il disegno di legge “Terra Mia” costituisce certamente - a giudizio del WWF - uno strumento importante per contrastare chi, al Nord come al Sud d’Italia, crede di poter creare zone franche, autorizzate e non, in cui vengono abbandonati o stoccati illegalmente enormi quantità di rifiuti, anche pericolosi, dove spesso si sviluppano roghi tossici che rilasciano emissioni inquinanti, comportando gravi danni per la salute e mettendo a rischio l’incolumità dei cittadini.

Da troppo tempo questi fenomeni si sono fatti più frequenti e diffusi in tutta Italia e il WWF ha promosso, nel corso del tempo,  numerose azioni legali a sostegno delle autorità investigative. Ma a questo punto - rilancia il WWF - è urgente e necessario che il Consiglio dei Ministri approvi il provvedimento e lo trasmetta alla Camere perché inizi il percorso parlamentare. Tra le misure contenute nel DDL, per il WWF sono di particolare importanza l’aggravamento delle sanzioni penali per i reati di discarica abusiva, abbandono o deposito di rifiuti pericolosi da parte di soggetti privati e di combustione illecita di rifiuti e il riconoscimento dell’infiltrazioni della criminalità organizzata nelle attività di gestione illecita dei rifiuti (con modifiche del Codice Antimafia e del Codice Penale).

Queste norme, contenute nel DDL “Terra Mia”, devono quindi trovare da parte del Governo e del Parlamento un’attenzione adeguata e tempestiva per porre finalmente un argine ad un fenomeno intollerabile.

WWF e Novamont insieme per il pianeta, partendo dal suolo

WWF Italia - Gio, 05/11/2020 - 00:00
“Caring for Soil is Caring for Life”: prendersi cura dei suoli significa prendersi cura della vita. È questo il titolo della mission proposta dagli esperti del Soil Health and Food Mission Board della Commissione Europea finalizzata a far sì che entro il 2030 il 75% dei suoli di ogni Stato membro sia sano e in grado di fornire servizi essenziali come la fornitura di cibo e altre biomasse, sostenere la biodiversità, immagazzinare e regolare il flusso di acqua e mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici.

Per farlo è necessario che le persone siano sempre più consapevoli delle molteplici funzioni dei suoli e della loro rilevanza per il benessere delle società umane: non solo chi gestisce i territori, ma anche i consumatori, le industrie, chi si occupa della pianificazione territoriale e dalla società nel suo complesso. 
Per contribuire a questo obiettivo nasce il corso “Suolo: la pelle della Terra” e la sua declinazione didattica per docenti, sviluppato all’interno di One Planet School, il nuovo strumento formativo di life long learning del WWF sostenuto da Novamont. Una piattaforma gratuita e aperta a tutti che offre ai visitatori gli strumenti necessari per conoscere i fenomeni, creare connessioni utili a comprendere le dinamiche di un sistema complesso come quello che caratterizza il Sistema Terra e agire per uno stile di vita più sostenibile. È quindi possibile seguire corsi, informarsi sulle evoluzioni dei grandi summit ambientali, partecipare ad incontri formativi, scaricare documenti e seguire i consigli di lettura suggeriti dai grandi relatori che hanno contribuito a realizzare One Planet School. 

“Come Novamont, siamo felici di poter contribuire al progetto del WWF One Planet School- dichiara Catia Bastioli, amministratore delegato di Novamont-. Una nuova piattaforma di e-learning in cui trovare tantissimi contenuti che ci permetteranno di poter essere cittadini attivi per la sostenibilità, conoscere, connettere e agire in modo innovativo e responsabile. Ognuno di noi può fare la differenza. Collegatevi a One Planet School per scoprire la bellezza, ma anche la fragilità e la complessità del mondo in cui viviamo. Informarsi e comprendere – conclude Bastioli - sono i primi passi fondamentali per diventare sin da subito gli attori del cambiamento”. 



Il corso “Suolo: la pelle della Terra” si articola in lezioni che guidano il visitatore a scoprire la meraviglia del suolo, le minacce e pressioni a cui è sottoposto e le soluzioni che a livello nazionale e internazionale si stanno intraprendendo per proteggere questa importante risorsa, limitata e non rinnovabile. Tra gli importanti contributi di studiosi e professionisti utili per sviluppare una visione completa e attuale dello stato del suolo in Italia e nel mondo c’è anche quello di Catia Bastioli, con la lezione “La bioeconomia per la rigenerazione dei territori”.
Il corso si può seguire gratuitamente cliccando QUI >>

Messina, il WWF sarà risarcito per la lottizzazione abusiva

WWF Italia - Mer, 04/11/2020 - 00:00
Un riconoscimento alla tenacia e professionalità dell'avvocato Aurora Notarianni
Era il 2006 quando il WWF Italia si costituiva parte civile nel processo che vedeva imputati alcuni pubblici amministratori  di Messina, accusati di aver concesso abusivamente una mega lottizzazione (circa 300 appartamenti) in una zona vincolata, sul torrente Trapani. Oggi, grazie alla tenacia, competenza e passione dell’avvocato Aurora Notarianni, la Corte d'Appello di Messina ha emesso una sentenza storica, decretando un  risarcimento a WWF Italia per “danno morale  non patrimoniale”.   I reati degli amministratori erano stati definitivamente  accertati in sede penale con la sentenza della Corte di Cassazione n. 3606/2017, che confermava le condanne inflitte nei  precedenti gradi presso il Tribunale  e la corte d’appello di Messina (sentenza Tribunale di Messina, Sezione I penale n. 1688/2012 del 18/07-15/10/2012 ;  sentenza Corte di Appello di Messina, Sezione penale n. 533/2015 del 26/05-17/11/2015  ), per “corruzione e falso loro ascritti e funzionali al fraudolento rilascio della concessione edilizia n. 36/2006”.  Ora la Corte di appello civile di Messina, su istanza del WWF Italia del 2017, ha riconosciuto la sussistenza di un danno non patrimoniale : “(…) che deve essere commisurato tanto alla mortificazione dell’azione di tutela ambientale posta in essere con la realizzazione di ben otto corpi di fabbrica quanto alla perdita di credibilità, derivante da un’azione di contrasto che all’epoca dei fatti era stata resa inefficace e screditata dalla illecita condotta dei convenuti, che è certamente incidente in termini di danno alla reputazione dell’Ente” .   Importante anche quanto affermato sulla legittimazione attiva del WWF Italia per reati non strettamente ambientali ma finalizzati a “violare normative dirette alla tutela dell’ambiente e del territorio” . La Corte ha rilevato rileva infatti come : “(…)  in quanto associazione ambientalista, la sussistenza di tale legittimazione è ormai affermata costantemente dalla giurisprudenza di legittimità quando le associazioni ambientaliste si attivano in giudizio in relazione a fatti di degrado ambientale o in caso di reati di lottizzazione abusiva nonché per i reati connessi e presupposti”. Nel caso di specie è la stessa Corte Suprema di Cassazione ad affermare (cfr. pag. 77) che “(…) il reato di corruzione per atto contrario ai doveri di ufficio è stato commesso proprio con la finalità di violare normative dirette alla tutela dell’ambiente e del territorio, e precisamente per realizzare una lottizzazione abusiva del territorio del Comune di Messina, conducente alla edificazione di otto corpi di fabbrica per circa trecento appartamenti, in contrasto con la destinazione di zona stabilita negli strumenti di pianificazione urbanistica del territorio, così alterando il paesaggio della località interessata” .    Una grande  vittoria della legalità, dei valori costituzionali di tutela dell’ambiente e , non ultimo, della tenacia, perseveranza e professionalità degli “avvocati del panda”, in questo caso dell’avvocato Aurora Notarianni.

Un futuro a rischio idrico per le megalopoli del pianeta

WWF Italia - Mar, 03/11/2020 - 00:00
Senza misure urgenti di mitigazione e adattamento al cambiamento climatico, centinaia di milioni di persone nelle città di tutto il mondo potrebbero trovarsi ad affrontare una grave scarsità d'acqua nei prossimi decenni. A mostrarlo il Water Risk Filter del WWF, report secondo il quale almeno 100 città dovrebbero subire il maggior aumento del rischio idrico entro il 2050, per un totale di almeno 350 milioni di persone. A livello globale, le popolazioni delle aree ad alto rischio idrico potrebbero passare dal 17% nel 2020 al 51% entro il 2050.. Secondo il rapporto fra le città più a rischio ci sono megalopoli come Pechino, Jakarta, Johannesburg, Istanbul, Hong Kong, Mecca e Rio de Janeiro, e più della metà delle aree candidate a restare senz'acqua tra 30 anni si trovano in India e Cina.
"Il futuro dell'ambiente si gioca nelle megalopoli: poiché il processo di urbanizzazione non si interromperà, le città si troveranno in prima linea sia sotto il profilo dello sviluppo del paese che di quello della sostenibilità" si legge nel report
"Le città devono investire in soluzioni naturali, rafforzare la salute dei fiumi, i bacini idrici e le aree paludose per contrapporsi ai rischi della perdita d'acqua" ha detto Alexis Morgan, responsabile del Programma Tutela globale dell'acqua del WWF. 

PAC: Ritirare l'ecotruffa votata dal Parlamento Europeo

WWF Italia - Lun, 02/11/2020 - 00:00
Oggi 25 Associazioni e coalizioni di tutta Europa, tra cui per l’Italia la Coalizione #CambiamoAgricoltura, hanno scritto una lettera alla Presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen per chiedere di ritirare la proposta per la Politica Agricola Comune (PAC) post 2020 e non procedere con il negoziato del “Trilogo” (Commissione, Parlamento e Consiglio UE) perché gli emendamenti approvati dal Parlamento e Consiglio minerebbero le fondamenta dei Regolamenti proposti dalla Commissione.

“Se il Trilogo approverà dei regolamenti per la futura PAC che accolgono gli emendamenti di Parlamento e Consiglio si configurerebbe una vera eco-truffa a danno dell’intera Europa” dichiarano le Associazioni di Cambiamo Agricoltura. “Il Parlamento e il Consiglio hanno chiesto di indebolire la condizionalità ambientale e vanificato l’efficacia di uno strumento innovativo come gli ecoschemi. Stiamo rivivendo la stessa storia di sette anni fa con il Greening, l’inverdimento della PAC attuale, proposto dalla Commissione e indebolito dal Trilogo, risultato poi alla prova dei fatti inefficace per raggiungere gli obiettivi ambientali, come confermato dalla Conte dei Conti Europea che ha certificato che i soldi pubblici investiti nella PAC non hanno conseguito alcun risultato di politica ambientale”, proseguono le Associazioni.

La riforma della PAC è il primo vero banco di prova del GreenDeal proposto dalla Commissione, se gli obiettivi delle Strategie Biodiversità 2030 e Farm to Fork non verranno inseriti con coerenza nella PAC, nel corso del Trilogo, sicuramente non potranno essere raggiunti e la transizione ecologica dell’agricoltura europea sarà un tragico fallimento.
La richiesta delle Associazioni europee si unisce alla voce dei ragazzi di Fridays for Future che con l’hashtag #WithdrawtheCAP stanno chiedendo alla Commissione Europea un’agricoltura non avvelenata che protegga il loro futuro in grado di contribuire seriamente alla lotta ai cambiamenti climatici.

“È ora di dare risposte concrete alle emergenze ambientali in atto, non bastano solo i proclami di sostenibilità sbandierati da tanti politici, anche italiani, dopo il voto in Consiglio e in Parlamento. La Commissione Europea deve dare un segnale forte di discontinuità rispetto alla PAC attuale e ritirare la proposta emendata dal Parlamento. Se così non fosse ci aspettiamo perlomeno che non faccia passi indietro nel Trilogo ma anzi rafforzi gli obiettivi di sostenibilità con ulteriori proposte, come è in suo potere”, concludono le Associazioni.

L’invio della lettera sarà accompagnata da azioni sui social network rivolte alla Presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen e per promuovere la raccolta firme promossa dai ragazzi di Fridays for Future a QUESTO link.

Servono norme più semplici e chiare per un mare libero dai rifiuti

WWF Italia - Lun, 02/11/2020 - 00:00
Alleanza delle cooperative pesca e WWF sul disegno di legge "Salvamare" 
Ambientalisti e pescatori sulla stessa “barca” per ripulire il mare dai rifiuti.  
Il WWF e l’Alleanza delle Cooperative pesca scrivono ai ministri Costa e Bellanova per chiedere modifiche al cosiddetto DDl “Salvamare” ora all'esame del Senato. Correttivi necessari per favorire la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti pescati accidentalmente in mare durante le attività di pesca. 

“Allo stato attuale – spiegano il WWF e l’Alleanza cooperative pesca-i rifiuti accidentalmente pescati sono considerati come prodotti dalle navi e dunque classificati come rifiuti speciali. Una classificazione che introduce un regime troppo complicato a carico delle imprese di settore, costringendo i pescatori a dover sopportare inutili oneri amministrativi e gestionali”.  

L’associazione ambientalista e i rappresentanti della pesca invece chiedono di qualificare con chiarezza i rifiuti accidentalmente pescati come rifiuti urbani,  come già il legislatore ha fatto  alla Camera per quelli pescati nelle acque interne, così da favorire la raccolta e dare un contributo concreto alla pulizia dei mari.

Da fissare, secondo WWF e Alleanza, regole precise dal recupero, al trasporto, fino allo smaltimento dei rifiuti, da definire anche con appositi accordi o convenzioni, garantendo la completa tutela ambientale e sanitaria, per i pescatori e il pescato, ma soprattutto occorre attrezzare i porti italiani con sistemi di raccolta o punti di deposito. “Un sistema di raccolta oggi deficitario se non del tutto assente se si pensa alle acque interne. La battaglia per un mare più pulito passa anche da regole più semplici che agevolino il compito dei pescatori di ‘sentinelle’ del mare”, concludono l’Alleanza delle Cooperative e il WWF.

Caccia, il voto UE sancisce il bando delle munizioni al piombo

WWF Italia - Ven, 30/10/2020 - 00:00
Soddisfatto il WWF dopo il voto di ieri - giunto comunque in ritardo rispetto alle raccomandazioni del mondo scientifico - con il quale il Parlamento Europeo ha sancito il bando del piombo nelle munizioni da caccia nelle aree umide. Proprio ieri il WWF aveva diffuso un report nel quale si stima che ogni anno nelle zone umide europee finiscano tra 1.400 e 7.800 tonnellate di piombo, che avvelenano uccelli, altri organismi fino ad entrare nella catena alimentare e dunque con effetti anche per la salute umana.     L’Italia ora deve fare un passo in avanti adeguandosi al voto europeo di oggi e dunque disporre che nell'attività venatoria venga bandito il piombo e si utilizzino dalla prossima stagione leghe non tossiche. Il WWF chiede che l’Italia vada oltre e vieti l’ utilizzo e il possesso delle  munizioni da caccia contenenti  piombo in tutte le aree dove si svolge l’attività venatoria, in tutte le forme, dalla prossima stagione venatoria 2021/22. I cacciatori hanno tutto  il tempo di smaltire ora le vecchie  cartucce e prepararsi per la prossima stagione “lead free”.

Tonno rosso: allarme su una nuova inadeguata certificazione MSC

WWF Italia - Mer, 28/10/2020 - 00:00
Oggi il WWF ha inviato una lettera pubblica al Marine Stewardship Council (MSC) per sollevare dubbi sulla possibile certificazione dell’attività di pesca francese al tonno rosso SATHOAN, attiva nel Mar Mediterraneo. Questa sarebbe la seconda attività di pesca al tonno rosso che verrebbe premiata con quella che il WWF ritiene una certificazione prematura. La prima e più fortemente contestata certificazione dell’attività di pesca al tonno rosso giapponese, Husufuku Honten, non solo ha messo alla luce importanti mancanze nella gestione dello stock ittico di tonno rosso, ma ha anche mostrato preoccupanti lacune nel processo stesso di obiezione e certificazione MSC.

Il WWF continuerà a opporsi a tutte le certificazioni delle attività di pesca al tonno rosso fino a che il recupero della popolazione di questa specie non sarà incontestabile e dimostrato da una rigorosa valutazione degli stock. Tuttavia questa volta il WWF ha scelto di non impegnarsi in un processo di obiezione formale, dal momento che la procedura di obiezione di MSC si è dimostrata inefficace nel prevenire il conseguimento di una certificazione prematura o inappropriata e non consente che vengano prese decisioni scientifiche e obiettive sulla sostenibilità dell’attività di pesca.

Giuseppe Di Carlo, Direttore del WWF Mediterranean Marine Initiative ha affermato: “Il recupero di una specie come quella del tonno rosso richiede tempo, dati scientifici solidi e misure di conservazione rigorose, ma MSC sembra voler spingere per la certificazione di attività di pesca con serie lacune sul piano della sostenibilità. Il WWF ha evidenziato le mancanze dello standard MSC nella valutazione dello stato dello stock di tonno rosso dell’Atlantico orientale e del Mediterraneo. Nonostante ciò, la certificazione è già stata concessa all’attività di pesca al tonno rosso giapponese con il presupposto che possa soddisfare i criteri per la sostenibilità del tonno rosso solo entro il 2025. Questa volta, noi non obietteremo formalmente alla certificazione dell’attività di pesca francese, poiché non siamo convinti che MSC condurrà una valutazione trasparente, indipendente e imparziale dell’attività di pesca, basata su un’analisi rigorosa delle condizioni dello stock del tonno rosso.”

Il processo di certificazione dell’attività di pesca francese al tonno rosso nel Mediterraneo, SATHOAN – che pesca con i metodi artigianali del palangaro e della lenza a mano – è stato avviato nel 2018 e condotto da Control Union UK Ltd, lo stesso organo di certificazione che ha condotto la valutazione dell’attività di pesca del tonno rosso giapponese (certificata a luglio 2020), su cui il WWF ha sollevato serie preoccupazioni in relazione a trasparenza e imparzialità. Il WWF ha evidenziato le seguenti criticità rispetto all’attività di pesca SATHOAN:

-        La valutazione di SATHOAN recentemente presentata dall’organismo di valutazione di conformità (conformity assessment body - CAB) Control Union UK Ltd, non tiene in considerazione la più recente valutazione scientifica sullo stato dello stock di tonno rosso, pubblicata ad agosto 2020, che conferma il crescente livello di incertezza sulle condizioni dello stock. Ciò significa che ad oggi non c’è evidenza scientifica che confermi un completo recupero dello stock di tonno rosso nel prossimo futuro.

-        La valutazione dello stock di tonno rosso che è stata fornita da Control Union UK Ltd è più che ottimistica e non completamente basata sulla scienza, supponendo che lo stock possa ricostruirsi molto più velocemente di quanto affermato nella maggior parte delle analisi scientifiche. Ciò conduce a ipotizzare erroneamente che gli stock di tonno rosso in questione possano essere pescati sostenibilmente [1]. Il WWF sta richiedendo a MSC di chiarire con trasparenza e completezza e rivedere la metodologia utilizzata per la valutazione dello stock di tonno rosso prima che ogni ulteriore attività di pesca del tonno rosso sia proposta per la certificazione.

-        Il piano di azione (l’action plan) presentato dall’attività di pesca del tonno rosso SATHOAN è eccessivamente ambizioso, particolarmente in riferimento alla sua reale capacità di migliorare la gestione della popolazione complessiva di tonno rosso per raggiungere la sostenibilità [2] e di adottare misure per evitare la pesca accidentale di specie come le tartarughe, gli uccelli marini e gli squali (in linea con quanto richiesto dal Principio di Sostenibilità 2 della certificazione MSC). Mentre il WWF apprezza l’apertura di SATHOAN a identificare queste problematiche e lavorerà con l’attività di pesca sulla mitigazione del bycatch, la stessa attività di pesca allo stato attuale non incontra gli standard di sostenibilità richiesti per essere certificata.

-        Nella sua forma attuale, il processo di obiezione di MSC non è adatto allo scopo e, infatti, ha ripetutamente provato la sua inefficacia nel prevenire certificazioni premature o inappropriate di attività di pesca, come nel caso di quelle del tonno rosso dell’Atlantico. Il WWF si impegna a perseguire una riforma immediata e significativa del processo di risoluzione delle controversie di MSC (MSC Disputes Process) che supporterebbe certificazioni credibili.

“Fino a che gli standard MSC non verranno migliorati, il WWF continuerà a opporsi a tutte le certificazioni del tonno rosso, indipendentemente dalla dimensione o tipologia dell’attività di pesca e richiederà ai consumatori di non acquistare tonno rosso certificato MSC”, conclude Di Carlo.
 

Note
[1] La questione critica riguardante il calcolo del "tempo di generazione" - una misura scientifica del tempo necessario per la completa ricostituzione di uno stock - è stata sollevata per la prima volta dal WWF nella nostra opposizione alla certificazione dell’attività di pesca giapponese  Usufuku Honten e l'importanza di risolvere questo problema è stata evidenziata nella decisione finale del giudice indipendente.

[2] Come spiegato nella sua lettera pubblica, il WWF ritiene che è improbabile che il Piano di Azione del cliente per il Principio 1 (Sostenibilità) venga soddisfatto durante il periodo di certificazione a causa dell’influenza minima che gli attori delle attività di pesca clienti hanno nei processi  dell’ Organizzazione Regionale per la Gestione della Pesca (RFMO). Le RFMO sono organizzazioni internazionali formate da paesi con interessi di pesca e hanno poteri di gestione per stabilire limiti di cattura e sforzo di pesca, misure tecniche e obblighi di controllo, che sono vincolanti per i loro membri.

Milioni di uccelli morti ogni anno per avvelenamento da piombo

WWF Italia - Mer, 28/10/2020 - 00:00
L’inquinamento da piombo legato alla caccia è un problema serio e poco conosciuto, un avvelenamento silenzioso che minaccia gravemente la biodiversità e la nostra salute. Ogni anno le munizioni disperdono nell’ambiente miliardi di pallini di piombo che causano la morte indiretta di milioni di uccelli in tutto il mondo (un milione solo nelle zone umide Europee), inquinando gli ecosistemi e minacciando la salute umana. 

Il WWF lancia l’allarme nel suo report “Cartucce avvelenate” nel quale si ribadisce come il piombo sia un metallo altamente tossico, tanto da essere stato bandito da tutti i prodotti di consumo come benzina, vernici, tubature. Eppure ancora oggi tra le 1.400 e le 7.800 tonnellate di piombo vengono rilasciate ogni anno solo nelle Zone Umide d’Europa. In Europa è stato calcolato anche il danno economico provocato da questa forma di inquinamento dell’ambiente naturale: 105 milioni di euro l’anno per la mortalità indiretta provocata dalla caccia sulla fauna europea. Bastano infatti 2-3 pallini ingeriti per uccidere un uccello di media taglia. Il piombo causa anche intossicazioni di tipo cronico , con pericolose disfunzioni del sistema immunitario e riproduttivo.  
  L’INSOSTENIBILE PESANTEZZA DEL PIOMBO PER LA SALUTE UMANA  Il piombo uccide o avvelena non solo animali e altri organismi, ma ha il potere di bioaccumularsi, di entrare nelle catene alimentari e nel ciclo dell’acqua. I danni sono spesso irreversibili: si accumula negli organi (cervello, fegato, reni) e può persistere fino oltre 30 anni, ha degli effetti irreversibili sul cervello e può passare dalla madre al feto. I bambini sono i soggetti più vulnerabili: su di loro il piombo provoca danni irreparabili al sistema nervoso e in particolare al cervello, con conseguente perdita di udito e riduzione del deficit di apprendimento e del quoziente d’ intelligenza (IQ) . Il piombo che contamina le falde acquifere entra nella catena alimentare, così come la carne di animali contaminati da piombo (perchè contenenti pallini, frammenti di munizioni o perché si sono cibati di alimenti contaminati): dalla cartuccia al piatto il passo è breve! Questa drammatica catena del veleno potrebbe essere spezzata se solo venissero sostituite le munizioni in piombo con altri materiali o leghe incapaci di permeare i cicli vitali, già ampiamente disponibili sul mercato. 

IL PRIMO PASSO PER UNA LEGGE ‘ANTIPIOMBO’  L’Italia ha ratificato nel 2006 un Accordo internazionale (Agreement on the Conservation of African-Eurasian Migratory Waterbirds - AEWA)  nel quale si prevedeva che le parti contraenti sopprimessero l’uso del piombo per la caccia nelle zone umide entro il 2000.  
Nel 2014 la Convenzione di Bonn aveva deciso di bandire il piombo dalle munizioni per scopi venatori. Anche la comunità scientifica si è schierata in occasione della COP11: un ampio panel di ricercatori raccomandava di eliminare gradualmente da tutti gli habitat l’uso di munizioni di piombo t con alternative non tossiche entro il 2017.  

“È tempo di adeguarsi finalmente alle conoscenze scientifiche e alle regole internazionali – ha commentato Isabella Pratesi, direttore Conservazione del WWF Italia e sostituire quanto prima le munizioni di piombo con altre leghe non tossiche, non solo nelle Zone di Protezione Speciale. È quindi fondamentale che il Parlamento Europeo, che in questi giorni sta esaminando una nuova proposta relativa alle munizioni al piombo negli ambienti terrestri, la voti senza indugio estendendola anche agli ambienti marini” .

Anche l’Italia deve fare un passo in avanti adeguandosi all’Accordo AEWA e, anticipando la legge che l’Unione europea si appresta  ad approvare, emanare subito una legge che vieti il piombo nelle munizioni da caccia in tutte le zone umide italiane e nelle  aree  limitrofe per  almeno cento metri. Il WWF Italia chiede che l’Italia vada oltre e vieti l’ utilizzo e il  possesso delle  munizioni da caccia contenenti  piombo   in tutte le aree dove si svolge l’attività venatoria, in tutte le forme  dalla prossima stagione venatoria 2021/22. I cacciatori hanno tutto  il tempo di smaltire ora le vecchie  cartucce e prepararsi per la prossima stagione “lead free”. In questo periodo drammatico  per la salute nel mondo almeno  cerchiamo  di eliminare  queste  inutili  forme di inquinamento.

Caccia, vittoria ambientalista anche in Sicilia

WWF Italia - Mar, 27/10/2020 - 00:00
La Regione condannata a pagare 2.000 Euro di spese processuali
Caccia al Coniglio selvatico sospesa in tutta la Sicilia: lo ha deciso ieri il TAR Palermo che, accogliendo l’ennesimo ricorso di Legambiente LIPU e WWF, ha stabilito (ordinanza n. 2222/2020) che il decreto del 28 settembre dell'Assessore regionale all’Agricoltura Edy Bandiera - con cui riapriva la caccia nonostante una prima sospensiva del medesimo TAR sul Calendario venatorio - era illegittimo perché posto in violazione dell'ordine del giudice.
Un mese fa l’Assessore Bandiera, infatti, aveva emanato il decreto n. 102/Gab per adeguare il Calendario venatorio all’ordinanza del 26 settembre del TAR che, come noto, aveva sospeso per tutta la stagione la caccia al coniglio, nonché l’uso del furetto, la caccia alla volpe a settembre, la caccia alle specie migratorie pavoncella e moriglione, l’abbattimento di fagiano e starna e la caccia a gennaio alla beccaccia. Ma tale decreto recepiva tutte le censure del Tribunale tranne una, quella – appunto – sullo stop alla caccia al coniglio. Con una solerzia degna di ben altre cause, infatti, l’Assessore riapriva la caccia al piccolo mammifero in tutte le Province della Sicilia (dove ormai presenta popolazioni drasticamente ridotte e subisce una pressione venatoria eccessiva), in palese contrasto col dovere di rispettare la decisione del Giudice amministrativo.
«Si è trattato di un decreto-truffa, di una gravissima violazione dell’ordinanza del TAR, di una scandalosa assenza di rispetto istituzionale nei confronti della Magistratura – commentano Legambiente, LIPU e WWF -: ormai non è più una questione “venatoria”, ma di rispetto della legalità! Questo decreto, con un’azzardata e testarda strumentalizzazione dei poteri amministrativi, per un mese ha reso legale un atto di puro bracconaggio: l’abbattimento fino a 15 conigli per ogni cacciatore siciliano, ovvero 382.935 potenziali animali. Evidentemente per l’Assessore Bandiera è prioritario tutelare le associazioni venatorie estremiste e tutti i loro desideri, anche quelli illegali e contrari alle decisioni degli organi giudiziari. Da Assessore e amministratore pubblico – proseguono le tre organizzazioni ambientaliste - avrebbe dovuto mantenere un atteggiamento super partes, equilibrato, rispettoso almeno delle decisioni dei giudici e avrebbe dovuto garantire il primario interesse pubblico della tutela della fauna invece di ricercare il consenso della lobby dei cacciatori».
Nella nuova ordinanza, il TAR ha duramente stigmatizzato “la condotta all’Assessorato Regionale dell’Agricoltura successiva alle vicende processuali” laddove “nell’asserito intento di dare immediata esecuzione al giudicato cautelare, avrebbe... illegittimamente autorizzato il prelievo venatorio del coniglio selvatico... in modo assolutamente identico al calendario impugnato”, nonostante “l’acclarata mancanza di certezza scientifica e l’applicazione del principio di precauzione disposta da questo TAR”. Il TAR, dunque, ha riconosciuto la volontà dell'Assessore di aver adottato scientemente il decreto per "conseguire il risultato vietato" dal giudice con l'ordinanza di settembre, condannando la Regione al pagamento di duemila euro di spese processuali e rigettando tutte le contestazioni delle Associazioni venatorie.
Legambiente, LIPU e WWF hanno già dato mandato ai propri legali – Nicola Giudice ed Antonella Bonanno del foro di Palermo – per intraprendere ulteriori iniziative in materia di responsabilità personale per danno ambientale e per responsabilità erariale derivante dall’emanazione di provvedimenti che, in difformità delle leggi e dei giudicati Amministrativi, costituiscono causa di irreversibili danni al patrimonio faunistico ed all’ecosistema. Nel contempo, le Associazioni lamentano che, ancora una volta, in Sicilia l’unico modo per ottenere il rispetto delle leggi e delle indicazioni scientifiche in materia di caccia sia quello di ricorrere alla carta da bollo e all’autorità giudiziaria.

Un Goal al giorno, al via la campagna dell'Asvis

WWF Italia - Mar, 27/10/2020 - 00:00
Lo scorso 8 ottobre l'ASVIS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile) lanciava il rapporto "L'Italia e gli obiettivi di sviluppo sostenibile. Per dare a questa importante analisi, a cui ha contribuito anche il WWF, la giusta visibilità e per valorizzare le proposte contenute, l'alleanza lancia in questi giorni la campagna Un Goal al Giorno”per 17 giorni, a partire dal 26 ottobre fino al 17 novembre, verranno diffusi post, articoli, video, grafici, dedicati a ciascun Goal. Per tutta la durata della campagna è prevista la sensibilizzazione sui canali social con gli hashtag #1GoalxGiorno e #RapportoASviS.

I goal sono i 17 obiettivi di Sviluppo Sostenibile promossi dalle Nazioni Unite (Agenda 2030). La campagna “Un goal al giorno” dell'ASVIS non seguirà l’ordine numerico degli obiettivi, ma gli stessi verranno raggruppati rispetto ai diversi ambiti a cui afferiscono e con cui si integrano. Cosi, il 26 e il 27 ottobre è dedicato a Cambiamento climatico ed energia (Goal 7-13), il 28, 29 e 30 ottobre a Città, infrastrutture e capitale sociale (Goal 16, 9 e 11), il 2 e 3 novembre sono giorni dedicati all' Economia circolare, innovazione, lavoro (Goal 8 e 12), il 4 novembre a Cooperazione internazionale (Goal 17), il 5, 6 e 9 novembre a Povertà e disuguaglianze (Goal 1,5,10), il 10, 11 e 12 novembre di Capitale umano, salute ed educazione (Goal 2,3,4), infine il 13, 16 e 17 novembre di Capitale naturale e qualità dell’ambiente (Goal 6, 14, 15)

Eurojersey per Il Mondo che verrà

WWF Italia - Mar, 27/10/2020 - 00:00

Abbiamo chiesto ad Andrea Crespi, direttore generale di Eurojersey, di raccontarci la sua visione de il Mondo che Verrà.

"Cosa ci ha portato a questo punto?
C'é una connessione tra ciò che sta accadendo e i danni causati all'ambiente.
Entrambi sono da ricercarsi nella velocità esagerata con cui l'uomo ha vissuto gli ultimi decenni.

Cosa possiamo fare per invertire la rotta?
Dovremo ripensare un nuovo modello di business, che non guarda solo alla crescita indefinita, ma alla qualità e al valore di ciò che le aziende e gli esseri umani faranno in futuro.
Occorre lasciare agli esseri umani più tempo per ripensare un nuovo futuro e una nuova normalità."

Andrea Crespi conclude il suo messaggio di speranza per Il Mondo che Verrà con una sola parola: AMORE.

 

Il Parlamento europeo chiede una legge UE sulla deforestazione

WWF Italia - Lun, 26/10/2020 - 00:00
Il Parlamento europeo ha chiesto una nuova legge per fermare la deforestazione guidata dall'UE.
Il rapporto, redatto dall'eurodeputata Delara Burkhardt, è stato adottato a chiara maggioranza - 377 a favore, 75 contrari, 243 astenuti. Il WWF si congratula con gli eurodeputati per questa coraggiosa mossa a sostegno di una nuova legislazione per minimizzare i rischi di deforestazione, distruzione della natura e violazioni dei diritti umani dalla catena di approvvigionamento dell'UE, e dimostrando agli oltre 330.000 che hanno finora richiesto questa legge che intendono essere dalla parte giusta della storia e del nostro futuro. Una tale legge si applicherebbe a prodotti di base come l'olio di palma, la soia, la carne di manzo, il cuoio, rassicurando così i consumatori della loro estraneità alla distruzione della natura attraverso gli acquisti alimentari e di altri beni di consumo. Il rapporto si concentra anche sul rispetto dei diritti umani, dei mezzi di sussistenza e della cultura di coloro che vivono nella e dalla foresta.
 
A livello globale, l'UE è responsabile di oltre il 10% della distruzione delle foreste, generata dal suo consumo di prodotti di base come la carne, i formaggi, la soia per l'alimentazione animale, l'olio di palma, il caffè, il cacao, la gomma. Dal 2015, 10 milioni di ettari di foreste in tutto il mondo (una superficie più vasta del Portogallo) sono andati persi ogni anno a causa della deforestazione.
 
Anke Schulmeister-Oldenhove, Senior Forest Policy Officer dell'Ufficio Politico Europeo del WWF, ha dichiarato: "Gli eurodeputati vogliono una legislazione ambiziosa per affrontare l'impatto dei consumi dell’UE sulle foreste ed altri ecosistemi naturali sacrificati. Ci congratuliamo con il Parlamento per l'adozione del rapporto dell'eurodeputata Delara Burkhardt, che invia un chiaro segnale alla Commissione europea e pone solide basi per le discussioni del prossimo anno".
 
L'adozione di questo rapporto apre la strada a discussioni concrete nel 2021 sui contenuti di questa legge che, per il WWF, deve applicarsi a tutta una serie di prodotti di base, garantire la protezione dei diritti umani e affrontare l'impatto dell'UE non solo sulle foreste, ma anche su altri ecosistemi (come savane, praterie e zone umide).
 
"Questo è solo l'inizio della corsa contro il tempo per salvare le foreste e la natura del mondo: insieme a più di 130 gruppi ambientalisti, ci siamo impegnati a lungo termine per realizzare una nuova legge. Togliamo definitivamente la deforestazione dai nostri piatti", ha concluso Anke Schulmeister-Oldenhove.
 
La Commissione ora sta conducendo una consultazione pubblica per affrontare il problema della deforestazione generata dai consumi europei. In poche settimane, più di 330.000 persone hanno già partecipato alla campagna #Together4Forests per chiedere una nuova legge forte sulla deforestazione. La consultazione pubblica si concluderà il 10 dicembre.

2 febbraio, Giornata mondiale delle zone umide

Legambiente - Ven, 01/02/2019 - 10:48

Iniziative di Legambiente in tutta Italia: passeggiate, visite guidate, birdwatching e citizen science, per valorizzare queste aree fondamentali per biodiversità e mitigazione cambiamenti climatici. Ecosistemi a rischio: nell’ultimo secolo scomparse oltre il 64% delle zone umide. In Italia riconosciute e protette 65 aree per un totale di 82.331 ettari.

Escursioni guidate, convegni, azioni di volontariato, birdwatching, citizen science. Un week-end ricco di iniziative in tutta la penisola quello che promuove Legambiente per la Giornata Mondiale delle zone umide che si celebra ogni anno il 2 febbraio, per ricordare la firma della Convenzione di Ramsar del 1971.

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Pendolaria 2018, il rapporto sullo stato del trasporto ferroviario in Italia

Legambiente - Mer, 30/01/2019 - 11:33

Cresce il numero di chi prende treni regionali e metropolitane: 5,6 milioni di persone al giorno. Ovunque si investa, i pendolari del treno aumentano. Ma aumentano le differenze tra le Regioni e le opere necessarie ai pendolari sono senza risorse. Legambiente: “Nel 2019 si rischia un taglio del servizio. Basta parlare di Tav; qual è la strategia del governo per aiutare milioni di pendolari?”

 

 

 

C’è un’Italia in movimento, che aspetta il treno. Il trasporto ferroviario è un po’ lo specchio del Paese e delle sue contraddizioni, con segnali di straordinaria innovazione e regioni dove, invece, il degrado del servizio costringe centinaia di migliaia di persone a rinunciare a prendere il treno per spostarsi.

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Grazie ad “Alleva la speranza”, il crowdfunding di Legambiente ed Enel, a Ussita rinasce una stalla distrutta dal terremoto

Legambiente - Ven, 25/01/2019 - 11:31

Con il sostegno della campagna a favore degli allevatori colpiti dal sisma del 2016, Silvia Bonomi potrà finalmente ricostruire la sua stalla andata distrutta durante il terremoto.

Roma, 25 gennaio 2019 – A Ussita, in provincia di Macerata, le pecore di razza sopravvissana di Silvia Bonomi potranno avere di nuovo una stalla per passare i mesi invernali al riparo dal freddo e dalla neve.

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Trivelle, le associazioni su emendamento riformulato. "Più che una moratoria un time out"

Legambiente - Gio, 24/01/2019 - 18:18

 

Greenpeace, Legambiente e WWF sull'emendamento riformulato e depositato oggi al Senato 

 

 

 

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Sgombero Cara di Castelnuovo di Porto: “Insensato e indegno di un Paese civile”

Legambiente - Mer, 23/01/2019 - 16:26

Davvero la chiusura del centro di accoglienza di Castelnuovo di Porto farà risparmiare agli italiani un milione di euro all’anno, per di più “non togliendo diritti a nessuno” come dichiarato dal ministro dell’Interno? È per questo, e per il bene del Paese, che stiamo sgomberando con l’esercito donne, uomini e bambini richiedenti asilo, separando le famiglie, togliendo dalle scuole chi ci andava e dai percorsi di formazione lavorativa chi li aveva intrapresi?

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